ETS e agricoltura, l’affondo di Primavera (Mpa): «Il Governo regionale rompa il silenzio, la Sicilia rischia di perdere milioni»
Interrogazione urgente all’Ars del deputato autonomista contro la strategia nazionale sui crediti di carbonio: «Danni per 1.000 euro a ettaro per i nostri agricoltori».
Il deputato regionale Santo Primavera (Mpa-Grande Sicilia) lancia l’allarme sul sistema europeo di scambio delle quote di emissione (ETS). Secondo l’esponente autonomista, la posizione assunta dall’Italia a Bruxelles penalizzerebbe i produttori siciliani, favorendo le industrie del Nord e privando l’Isola di un’importante fonte di reddito legata alla transizione ecologica.
La Sicilia rischia di restare al palo nella corsa verso la decarbonizzazione, non per sua incapacità, ma per una scelta strategica nazionale. Il deputato regionale del gruppo Mpa–Grande Sicilia, l’on. Santo Primavera, ha depositato un’interrogazione urgente rivolta al Governo della Regione. Al centro del contendere c’è la posizione assunta dall’Italia a Bruxelles sul sistema ETS (European Trading System), una scelta che Primavera definisce “gravemente lesiva degli interessi della Sicilia” e un colpo basso alle finanze degli agricoltori dell’Isola.
ETS: Il pilastro della transizione che sostiene l’agricoltura
Il Sistema europeo di scambio delle quote di emissione di gas a effetto serra è lo strumento principale dell’UE per raggiungere l’obiettivo di zero emissioni nette nel 2050. Basato sul principio del “più inquini più paghi”, fissa un tetto alle emissioni di CO2 che si riduce ogni anno. Le aziende che superano il limite devono acquistare quote; quelle che rimangono sotto possono venderle.
È qui che entra in gioco l’agricoltura siciliana. “La produzione di energia pulita, integrata con l’attività agricola”, spiega Primavera, “può generare introiti significativi per i territori e per gli agricoltori, anche attraverso i meccanismi di compensazione previsti dal sistema europeo di scambio delle emissioni”. Un sistema “fondato su un principio semplice: chi inquina paga, chi contribuisce a migliorare l’ambiente viene remunerato”.
«Dalla parte degli inquinatori»: l’accusa al Governo nazionale
Il potenziale della Sicilia è enorme. Integrando rinnovabili (come l’agrivoltaico) e buone pratiche agricole, gli agricoltori non si limitano a produrre cibo, ma generano anche energia pulita e crediti di carbonio. Tuttavia, l’on. Primavera vede questo percorso minacciato dalla linea del Governo nazionale.
«Preoccupa – aggiunge il deputato autonomista – che l’Italia si sia schierata di fatto dalla parte degli inquinatori, seguendo logiche che rispondono più a pressioni industriali del Nord che all’interesse generale. Una scelta che rischia di penalizzare territori come il nostro, che invece potrebbero beneficiare pienamente di questo modello, attraverso la vendita delle “quote pulite” da parte degli agricoltori siciliani».
Un danno concreto: 1000 euro a ettaro persi
La stima di Primavera è impietosa e tocca direttamente le tasche dei produttori: “Si stima un mancato introito in media di circa 1000 euro ad ettaro per gli agricoltori siciliani accreditati al Sistema europeo di scambio”.
La richiesta italiana a Bruxelles di sospendere il sistema ETS, secondo il deputato, non è solo un danno economico immediato, ma un passo indietro per l’intera transizione ecologica. “Significa indebolire uno degli strumenti principali della transizione ecologica, che in questi anni ha già prodotto risultati concreti, riducendo le emissioni e incentivando le rinnovabili”. Una difesa del sistema che arriva anche dalla Commissione Europea stessa: l’ETS è considerato un pilastro della decarbonizzazione e dell’innovazione, avendo contribuito in venti anni a ridurre il consumo di gas in Europa di 100 miliardi di metri cubi e favorendo lo sviluppo delle rinnovabili.
Il silenzio della Regione e l’urgenza di un’azione
Di fronte a queste prospettive, Primavera si rivolge direttamente al Governo Schifani per chiedere chiarimenti: «Quali iniziative intenda adottare per contrastare questa posizione e difendere gli interessi degli agricoltori della Sicilia, fugando il timore che il silenzio finora registrato sia frutto di equilibri politici interni».
La conclusione del deputato Mpa non lascia spazio a dubbi: «Le decisioni europee sono imminenti e serve una presa di posizione chiara, forte e immediata. La Sicilia deve essere protagonista della transizione energetica, non vittima di scelte altrui».

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