Ambiente e Rifiuti: brucia discarica Mazzarrà, governo Schifani assente, risorse PNRR inutilizzate

Nuovo allarme per l’emergenza rifiuti e la salute dei cittadini del sindaco di Mazzarrà Sant’Andrea, pochi giorni dopo quello del Consiglio comunale e degli assessori, per l’incendio che continua a bruciare nei quattro milioni di metri cubi dell’ex discarica di Contrada Zuppà.

Mentre perdura “l’emergenza che vive un intero territorio, costretto a respirare veleni dallo scorso 25 giugno”, nel testo pubblico inviato alla stampa il prof. Carmelo Pietrafitta, sindaco di Mazzarrà Sant’Andrea, denuncia come il “Governo Regionale debba vergognarsi per la sua totale assenza in un momento così delicato per le comunità di un intero comprensorio che ha ospitato per anni una discarica che ha servito l’intera Sicilia”.

«Mentre l’ex discarica di Mazzarrà Sant’Andrea continua a bruciare e questo Sindaco, insieme ai colleghi del comprensorio, è in apprensione per le conseguenze sulla popolazione e sul territorio, dalla Regione Siciliana l’unica cosa che riusciamo a percepire è un assurdo silenzio assordante.
Un vergognoso, assurdo, silenzio assordante – denuncia Carmelo Pietrafitta -.

«Nei giorni scorsi abbiamo appreso che il governo regionale ha trovato 13 milioni di euro con fondi Poc da destinare all’impianto della frazione secca di rifiuti gestito da Kalat ambiente a Grammichele. Tre anni fa era stato danneggiato da un incendio e l’iniziativa è cosa buona e giusta per una pronta ripresa dell’attività dell’impianto e la salvaguardia dei livelli».

«Adesso una nuova finanziaria regionale è pronta a distribuire ben 180 milioni di euro ai Comuni Siciliani. E la discarica di Mazzarrà Sant’Andrea è ancora fuori dai radar. Tutto è cosi ingiusto, tutto è cosi strano. Tutto è così folle e nessuno dice nulla. Possibile che non si riesca, in questo mare magnum di fondi a reperire nulla per la situazione di emergenza dell’ex discarica di Mazzarrà?

Lo scorso 27 maggio, mentre tanti comuni esultavano per la pioggia di euro provenienti dai Fondi FSC, io lanciavo l’allarme perché questo sito era stato letteralmente dimenticato. Tra tutti quei miliardi di euro distribuiti, non si sono reperiti i “soli” 23 milioni di euro necessari per la messa in
sicurezza della discarica in Contrada Zuppà.
Alla voce “Ambiente e risorse naturali” sono stati previsti 250 interventi per un importo di circa 4.8 miliardi, di cui circa un miliardo nel campo dei rifiuti. Sarebbe bastato lo 0,5% del totale. Evidentemente il diritto alla salute della cittadinanza del comprensorio e la salvaguardia ambientale non sono temi popolari al punto da attirare i finanziamenti necessari per disinnescare una bomba ecologica. Mentre per l’emergenza Stromboli si firma lo stato di mobilitazione nazionale, a Mazzarrà si rischia di morire nel più assoluto silenzio generale».

Il sindaco Pietrafitta punta il dito contro il governo della Regione e gli assessorati all’Ambiente e ai Rifiuti, retti rispettivamente da Elena Pagana e Roberto Di Mauro. Da anni, oltre la bonifica della ex discarica, si attende il via libera per riattivare un impianto di trattamento di biogas e percolato presente nell’area adiacente. Il progetto è della “SRR Messina Provincia” pur essendo economicamente autosostenibile in regime di projet financing ed in grado di eliminare alcune possibili minacce per l’ambiente come, appunto, il percolato e il biogas prodotti ogni giorno dalla discarica di Mazzarrà non più utilizzata, giace bloccato negli uffici regionali.

«Possibile – si chiede il sindaco Pietrafitta – che al presidente Schifani non sia arrivata notizia del devastante incendio che ha colpito l’ex discarica di Mazzarrà Sant’Andrea? Credo che il Governo Regionale debba vergognarsi per la sua totale assenza in un momento così delicato per le comunità di un intero comprensorio che ha ospitato per anni una discarica che ha servito l’intera Sicilia. Io credo che il Governo Regionale debba quantomeno chiedere scusa, anche se ciò non basta ed è palesemente insufficiente per la risoluzione del problema, per non essersi fatto vedere nemmeno una sola volta non dico in discarica, ma almeno nelle sedi istituzionali. Invece, non un atto, non un gesto concreto. Non una sola parola.
Non ci accontentiamo più delle semplici dichiarazioni di intenti e delle buone intenzioni, di cui ad oggi non c’è comunque nemmeno l’ombra. Non ci accontentiamo nemmeno di quegli interventi tampone che lasciano comunque aperta la questione, non risolvono le criticità e continuano a lasciare pendente una spada di Damocle sulla testa delle persone.
Non ci servono più le belle parole. Servono i fatti. Servono soluzioni concrete per tutelare persone e ambiente».