Ppe pensa già al post voto e al bis di Ursula von der Leyen

Il leader Manfred Weber confida di avere già la vittoria in tasca e che il Ppe, di cui Forza Italia è membro e Antonio Tajani uno dei vicepresidenti, sarà confermato prima forza politica nella UE, cui spetterebbe la nomina per la presidenza della Commissione europea.

A partire dalla notte di domenica, quando compariranno le prime proiezioni, i Popolari e Ursula von der Leyen capiranno quale sarà il peso della maggioranza che finora ha sostenuto la presidente della Commissione e quanto sarà necessario allargarla.
Il Ppe si augura che alla cena informale dei 27 Capi di Stato e di Governo prevista per il 17 sera emerga un quadro chiaro. Secondo i Trattati, i leader (ben 13 sono del Ppe) devono indicare la figura per la guida della Commissione europea a maggioranza qualificata (55% dei paesi dell’Ue e 65% dell’intera popolazione dell’Ue) tenendo conto del risultato elettorale. Se tutto andrà secondo le sue aspettative Weber chiederà la conferma di Ursula von der Leyen, di conseguenza ai socialisti spetterebbe la presidenza del Consiglio europeo (forse l’ex premier portoghese Antonio Costa) e ai liberali quello di Alto rappresentante per la politica estera (forse la premier estone Kaja Kallas). Per la presidenza il nome in pole è Roberta Metsola. Il leader Ppe si aspetta un voto più conservatore rispetto al 2019 ma tale da mantenere comunque una “maggioranza Ursula” tra popolari, socialisti e liberali.

Nel caso fosse necessario allargare la maggioranza si dovrebbe guardare ai Verdi (al governo in Germania) o alla pattuglia FdI della Meloni, anche se i liberali, e soprattutto i Socialisti, hanno fatto capire a von der Leyen il loro no a una maggioranza con la Meloni. La parola è alle urne.


(Nella foto: Manfred Weber (al centro) al Congresso di Rotterdam del 2022. A sinistra, Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea; a destra, Roberta Metsola, presidente del Parlamento europeo).

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