Test Medicina, quali controlli previsti? Caso (M5S) presenta interrogazione

“Alla luce di quanto accaduto nelle scorse edizioni, e della divulgazione anticipata della banca dati, quali controlli sono stati previsti per il prossimo Test di Medicina?” È quanto chiesto dal deputato M5S Antonio Caso, che ha presentato un’interrogazione parlamentare per sapere “quali iniziative il Ministro (dell’Università e ricerca, ndr) intenda intraprendere affinché vengano predisposti controlli idonei, come l’utilizzo di metal detector all’ingresso, al fine di impedire l’introduzione da parte dei candidati di smartphone, tablet, smartwatch e altri dispositivi tecnologici, nonché appunti e altro materiale di consultazione, atti a contenere i 3500 quesiti oggetto della prova selettiva”.

“Il problema si pone – spiega l’on. Caso – poiché, così come previsto da decreto ministeriale, la banca dati contenente i quesiti oggetto del test è stata resa pubblica ed è pertanto comprensibile che alcuni candidati possano cercare ausili esterni per svolgere la prova, falsando di fatto l’intera graduatoria nazionale. Per tale ragione ho reputato necessario chiedere al Ministero una rassicurazione in merito”.

“Siamo lieti dell’intervento del deputato Antonio Caso. Non sarebbe infatti la prima volta che la mancanza di controlli penalizzi alcuni studenti a discapito dei “furbetti” – spiegano gli avvocati Francesco Leone e Simona Fell, soci fondatori dello studio legale Leone-Fell & C. che da oltre 10 anni si occupa dei test d’accesso per medicina e ha tutelato oltre 10 mila studenti – Già alle scorse edizioni abbiamo denunciato con appositi esposti in procura l’utilizzo durante i test di auricolari, smartphone e smartwach, da parte di alcuni “furbetti” che hanno così potuto conquistare agevolmente il proprio posto a Medicina, a discapito di chi invece non ha barato e dunque non ha raggiunto il punteggio per accedere”.

“Il Ministero non può continuare a organizzare test d’accesso senza un minimo di controllo, lasciando che chi imbroglia ottenga un posto mentre chi studia e non usa altri mezzucci debba essere costretto a rinunciare ai propri sogni – aggiunge Annaclara Romani, in rappresentanza del Comitato per il Diritto allo studio #Iononhoimbrogliato –  Dalla regolarità della prova dipende anche il nostro futuro”.

Giovedì 23 maggio alle ore 15, l’on. Antonio Caso insieme all’avv. Francesco Leone saranno in diretta sui canali social dello Studio legale Leone – Fell  (https://www.facebook.com/avv.francescoleone) per spiegare i contenuti dell’interrogazione e discutere del Test d’accesso per Medicina.

L’interrogazione è visibile CLICCANDO QUI