Ministro Fitto (FdI) annuncia taglio Decontribuzioni Sud dal primo luglio da parte del governo Meloni

Stop dal primo luglio allo sgravio che si applica dal 2021 a 3 milioni di lavoratori dipendenti, a beneficio di migliaia di imprese meridionali.

Il Sud Italia perde altri 3,3 miliardi di euro all’anno di risorse pubbliche, dopo i 3,7 miliardi levati alla perequazione infrastrutturale. A rischio tre milioni di contratti.

«Una misura che dal 2021 aiuta tutte le imprese del Mezzogiorno a crescere e creare occupazione muore con Raffaele Fitto. ‘Decontribuzione Sud’ finisce il 30 giugno di quest’anno, senza preavviso e senza nemmeno offrire agli imprenditori strumenti alternativi. Un altro tassello del grande mosaico di distruzione dell’economia meridionale». Cosi’ in una nota Ubaldo Pagano, capogruppo Pd in commissione Bilancio alla Camera. «Al netto delle misure raffazzonate dell’ultimo decreto – aggiunge Pagano – il Sud Italia perde altri 3,3 miliardi di euro all’anno di risorse pubbliche. Dopo i 3,7 miliardi levati alla perequazione infrastrutturale, si elimina una misura che finora aveva consentito alle aziende meridionali di compensare quegli enormi divari col resto del Paese che pesano come macigni sulla competitivita’. Se il ministro continua cosi’ del Mezzogiorno resterà solo cenere alla fine del suo mandato».

«Lo stop alla decontribuzione, misura creata dall’ex ministro Giuseppe Provenzano, avrà infatti effetti devastanti». Così il deputato e responsabile Sud della segreteria nazionale Pd Marco Sarracino. «Con lo stop alla decontribuzione sono a rischio tre milioni di contratti, e la cosa incredibile è il silenzio degli amministratori e dei presidenti di regione della destra che assistono inermi a tutto ciò. Si tratta dell’ennesima `truffa´ ai danni del Sud»

«Questo governo sta schiaffeggiando il Sud – dice il presidente del M5s Giuseppe Conte -. La misura Decontribuzione Sud ha consentito assunzioni tra il 2021 e il 2023 nel Sud, in aree svantaggiate, di circa 3,7 milioni di lavoratrici e lavoratori. Il Sud è già svantaggiato per infrastrutture, servizi e questa misura che il governo ha cancellato adesso è una misura necessaria».

«Quello di Giorgia Meloni è un Governo nemico del Mezzogiorno. Dopo l’Autonomia differenziata, una follia pura, ora l’esecutivo ha deciso di cancellare la Decontribuzione Sud introdotta dal Conte II con la legge di Bilancio 2021. Una misura fondamentale per le imprese, come dimostrano gli studi di Inps, Inapp e Upb ma, anche e soprattutto, la viva voce degli imprenditori. “Negli ultimi due anni abbiamo registrato una crescita dell’occupazione nel Mezzogiorno grazie a questa misura, se il governo vuole creare un danno alle imprese del Sud, decretando la fine della decontribuzione è sulla buona strada” dice oggi in un’intervista Vincenzo Divella, Ad dell’omonimo pastificio pugliese.
Dai numeri dell’Osservatorio sul precariato dell’Inps si evince che, fra il 2021 e il 2023, Decontribuzione Sud ha riguardato oltre 4 milioni di lavoratori, contribuendo all’assunzione di 3,7 milioni di loro. Si tratta di quegli stessi occupati di cui la Destra si vanta un giorno sì e l’altro pure, prendendosi meriti che non ha. Meloni e il ministro Fitto facciano subito marcia indietro e la smettano di attaccare il Sud». Così in una nota il senatore e vicepresidente del M5S Mario Turco, coordinatore del Comitato economia, lavoro e impresa dei 5S.

«Alla già lunga lista di interventi contro il Mezzogiorno, il governo aggiunge ora anche la scelta di non rinnovare una misura fondamentale per il sistema produttivo meridionale come decontribuzione Sud. Decisione del ministro Fitto, lo stesso che nel 2022, quando col governo Draghi stavamo negoziando con Bruxelles alla proroga dello sgravio, faceva il maestrino dai banchi dell’opposizione tuonando contro l’incertezza con cui dovevano fare i conti lavoratori e imprese e chiedendo che la misura fosse resa strutturale». Lo dichiara Mara Carfagna, presidente di Azione, che aggiunge. «Si trattava di attacchi chiaramente pretestuosi, non a difesa degli interessi del Sud ma solo per portare avanti una bassa polemica politica, opportunistica e strumentale. Lo dimostrano le scelte di oggi. Intanto noi la proroga l’abbiamo poi ottenuta, Fitto invece non solo non è riuscito a rendere decontribuzione Sud strutturale, come diceva, ma ha deciso di farla scadere a giugno, cioè alla fine del prossimo mese, lui sì lasciando all’improvviso le imprese nell’incertezza più assoluta. Un’altra conferma di quanto poco questo governo abbia a cuore il Mezzogiorno, con un ministro per il Sud che invece di difendere il Sud pensa solo a smantellare il lavoro di chi l’ha preceduto. Parlano i fatti – conclude Carfagna -. C’è poco da aggiungere».

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