Crisi settore vitivinicolo, le richieste di intervento delle Centrali più rappresentative della cooperazione agricola siciliana all’assessore Sammartino

Cantine cooperative, un incontro urgente con l’assessore e precise proposte su cui lavorare per superare la crisi del settore vitivinicolo in Sicilia.

Chiedono un programma di interventi concreti al governo regionale le tre Centrali Cooperative maggiormente rappresentative, Associazione Generale delle Cooperative-AGCI, Confcooperative, Legacoop, che hanno scritto all’assessore all’Agricoltura e Pesca, Luca Sammartino.

I presidenti Michele Cappadona, Gaetano Mancini e Filippo Parrino sottolineano i dati della crisi: inflazione intorno all’ 8%, aumento indiscriminato dei costi di produzione, surplus di produzione sul mercato con il blocco dell’acquisto e ritiro in particolare di vini sfusi, rimasti in carico alle Cantine Cooperative siciliane che tra poco più di un mese affronteranno la nuova vendemmia. Un problema molto serio, che riguarda nell’isola 25 mila produttori di uve e che, in assenza di soluzioni , rischia di creare conseguenze sociale molto gravi, tenuto conto che la prossima vendemmia rischia di subire pesanti riduzioni di produzione, anche a causa di un andamento climatico che sta favorendo l’insorgenza di malattie crittogamiche quali l’Oidio e la Peronospora.

AGCI, Confcooperative Sicilia e Legacoop formulano nella nota all’assessore Sammartino precise proposte di aiuti che la Regione Siciliana potrebbe attivare.

Di seguito, il quadro della crisi in atto e il dettaglio degli interventi richiesti in favore delle Cantine Cooperative.

Il settore vitivinicolo sta attraversando un momento particolarmente difficile, legato al calo dei consumi ad una situazione congiunturale economica complessa con l’inflazione che si attesta intorno all’ 8%, un indiscriminato aumento dei costi di produzione (vetro, energia, tappi, cartoni ecc.) legato alla guerra tra Russia e Ucraina, che ha causato un surplus di produzione sul mercato. Il blocco di fatto dell’acquisto ed il ritiro di vini sfusi che continuano a rimanere in carico alle Cantine Cooperative siciliane, preoccupa anche in vista dell’inizio tra poco più di un mese della nuova vendemmia.

Per far fronte alla crisi congiunturale che vede le imprese attive nel settore agroalimentare interessate da aumenti significativi dei costi di produzione a causa dell’invasione russa dell’Ucraina, il 23 marzo 2022 la Commissione europea ha adottato la Comunicazione C(2022) 1890 final, “Quadro temporaneo di crisi per misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia a seguito dell’aggressione della Russia contro l’Ucraina”, per consentire agli Stati membri di avvalersi di una maggiore flessibilità rispetto alle norme sugli aiuti di Stato al fine di sostenere l’economia nel contesto dell’attuale crisi geopolitica.
Previste nella sezione 2 della Comunicazione diverse tipologie di interventi: aiuti di importo limitato; sostegno alla liquidità sotto forma di garanzie e sotto forma di prestiti agevolati; aiuti per i costi supplementari dovuti all’aumento dei prezzi del gas naturale e dell’energia elettrica, per la diffusione dell’energia rinnovabile, per la decarbonizzazione dei processi produttivi dell’industria, per una riduzione supplementare del consumo di energia elettrica.
In applicazione della sezione 2.1 “Aiuti di importo limitato” del Quadro Temporaneo di Crisi, il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, oggi Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, ha notificato un regime di aiuto quadro per le misure che gli enti nazionali, regionali e territoriali possono concedere alle imprese attive nei settori agricolo, forestale, della pesca e dell’acquacoltura colpite dalla crisi ucraina. Il regime di aiuto è stato modificato a seguito della versione del Quadro temporaneo di crisi che ha innalzato i massimali per impresa previsti dalla sezione 2.1 e ne ha prorogato la vigenza al 31 dicembre 2023 – aiuto SA.105191 con base giuridica il Decreto ministeriale n. 48570 del 31 gennaio 2023.
Si tratta di aiuti sotto forma di sovvenzioni dirette, agevolazioni fiscali e di pagamento o in altre forme (quali anticipi rimborsabili, garanzie, prestiti e partecipazioni), ammissibili a condizione che l’importo complessivo concesso alle imprese colpite dalla crisi non superi in alcun momento i 2 milioni di euro per impresa. Per le imprese attive nei settori della produzione primaria di prodotti agricoli l’importo complessivo dell’aiuto non deve superare in alcun momento i 250 mila euro per impresa e per quelle attive nel settore della pesca e acquacoltura i 300 mila euro per impresa. Tutti i valori sono al lordo di qualsiasi imposta o altro onere, inoltre, al fine del calcolo del massimale per impresa va considerato il valore nominale della misura di aiuto.
Gli aiuti concessi ad imprese operanti nella trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli sono subordinati al fatto di non venire parzialmente o interamente trasferiti a produttori primari e non sono fissati in base al prezzo o al quantitativo dei prodotti immessi sul mercato dalle imprese interessate o acquistati da produttori primari, a meno che, in quest’ultimo caso, i prodotti non siano stati immessi sul mercato o siano stati utilizzati per scopi non alimentari, quali la distillazione, la metanizzazione o il compostaggio, da parte delle imprese interessate.
Le Regioni possono pertanto utilizzare il suddetto regime di aiuto per sostenere le imprese attive sia nel settore della produzione primaria dei prodotti agricoli che in quello della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, colpite dagli effetti economici del conflitto.
Alla luce di quanto premesso AGCI, Confcooperative Sicilia e Legacoop formulano la proposta di un programma di aiuti che la Regione Siciliana potrebbe attivare per il settore vitivinicolo ed in particolare per le Cantine sociali, investite da una pesante crisi economica e finanziaria.

PRESTITI DI RISTRUTTURAZIONE E CONSOLIDAMENTO DEI DEBITI
Scopo dell’intervento è di consentire alle imprese cooperative del settore vitivinicolo, caratterizzate da un’accentuata esposizione debitoria nei confronti delle Banche, di affrontare l’attuale crisi di mercato.
Il finanziamento agevolato a medio termine consentirà di dilazionare l’indebitamento per ricondurlo entro un limite di sopportabilità nell’ambito della redditività aziendale.
I finanziamenti concessi da Banche alle imprese cooperative del settore vitivinicolo per operazioni di ristrutturazione e consolidamento a medio termine saranno assistiti dal concorso regionale nel pagamento degli interessi pari al 100- 90% del tasso di interesse liberamente determinato, tra la Banca ed il beneficiario.
Le passività scadute o a scadere potranno riguardare:
– finanziamenti a breve termine, rate di finanziamento a medio e lungo termine e canoni di leasing scaduti e non pagati da non più di 180 giorni dalla data di presentazione della domanda, maggiorati degli interessi contrattuali maturati dopo la scadenza, nonché le rate in scadenza fino a diciotto mesi dalla richiesta di prestito dell’impresa beneficiaria, ancorché prorogate;
– scoperti di conto corrente, anticipazioni scadute su crediti, titoli o merci, anticipi su ricevute bancarie e sconti di pagherò diretti per la parte scaduta ed insoluta;
Possono essere comprese anche le spese eventualmente da sostenere per la acquisizione della garanzia sul finanziamento. I prestiti di ristrutturazione e di consolidamento potranno avere una durata compresa tra 18 mesi e 6 anni, di cui non più di un anno di preammortamento.

PROROGA RATE FINANZIAMENTI
Anche in mancanza a livello nazionale per il 2023 dell’Accordo tra ABI e imprese, la Regione Siciliana – a statuto speciale – può deliberare una sospensione su richiesta, per almeno 12 mesi, del pagamento delle rate dei mutui. Nel periodo di sospensione sono ricomprese anche le eventuali rate scadute e non pagate. Nel periodo di sospensione maturano gli interessi contrattuali pattuiti tra la Banca e l’impresa cooperativa che saranno posti a carico del bilancio della Regione Siciliana.

 

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Direttore responsabile