Ponte sullo Stretto, Meloni dice sì. Progetto esecutivo da approvare entro il 31 luglio 2024

Governo Giorgia Meloni dice sì a Salvini. Il nuovo progetto del Ponte sullo Stretto di Messina è quello vecchio, del 2011. Plaude il centrodestra, insorgono gli ambientalisti.

«Accogliamo con grande apprezzamento e soddisfazione il via libera del Consiglio dei ministri al decreto legge sul Ponte dello Stretto. Naturalmente al Ponte – dice il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani – va associato il potenziamento complessivo delle reti viarie e autostradali ad esso connesse e la realizzazione di infrastrutture di supporto che sono necessarie».
Con la formula precauzionale “salvo intese”, il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera a un testo “primo schema di decreto legge” che consente l’immediato riavvio del percorso di progettazione e realizzazione dell’opera, riportando indietro il tempo fino al 2012, quando la realizzazione era stato fermata e la società messa in liquidazione.

Soddisfazione del ministro Matteo Salvini. “Rinasce così la Società Stretto di Messina che avrà una nuova e più moderna governance. È prevista una solida partecipazione del Mef e del Mit, a conferma dell’importanza che il governo attribuisce al collegamento stabile tra Calabria e Sicilia. In concreto – dice una nota del Mit – si riparte dal progetto definitivo del 2011 che verrà adeguato alle nuove norme tecniche, di sicurezza e ambientali. Il nuovo iter autorizzativo dovrà bollinare il ponte strallato più lungo al mondo (3,2 chilometri), che rappresenterà il fiore all’occhiello dell’arte ingegneristica italiana. Il Consiglio dei Ministri ha dato il semaforo verde salvo intese, il testo sarà disponibile a breve perché sono necessari gli ultimi approfondimenti tecnici”.

“Il Ponte sullo Stretto rappresenta una sfida tecnologica e ingegneristica senza precedenti, che porterà benefici economici, sociali e ambientali a tutto il territorio. Forza Italia ha sempre creduto nel Ponte sullo Stretto come simbolo di modernità e innovazione”. Lo afferma la senatrice di Forza Italia Daniela Ternullo e componente della Commissione Affari Costituzionali.

“Con il via libera in Consiglio dei Ministri il progetto esecutivo del ponte e la consegna dei lavori potranno avvenire già nel 2024. Sarà il più grande ponte a campata unica del mondo con 3,3 km di estensione. Automobili e camion viaggeranno senza interruzioni dalla Sicilia alla Calabria e viceversa, mentre i treni ridurranno il tempo di percorrenza per l’attraversamento del canale di Sicilia di un’ora e mezza. In questa maniera anche l’alta velocità ferroviaria diventa realtà, tanto che assieme al Ponte sullo Stretto, il ministro Salvini ha dato il via libera anche all’ammodernamento della rete ferroviaria, per l’alta velocità nelle tratte Palermo-Catania-Messina.” Lo afferma Marianna Caronia, capogruppo della Lega all’Assemblea regionale siciliana, in una nota sottoscritta dai deputati Pippo Laccoto e Vincenzo Figuccia, insieme agli assessori Luca Sammartino e Mimmo Turano.

“Grazie alla determinazione del premier Meloni, del ministro Salvini e alla squadra dei ministri al Governo – affermano in una dichiarazione congiunta i parlamentari siciliani di Fratelli d’Italia alla Camera Cannata, Ciancitto, Longi, Messina, Varchi, e al Senato Bucalo, Pogliese, Russo, Sallemi – con un decreto legge viene posta la prima pietra giuridica di un’infrastruttura destinata a segnare in positivo lo sviluppo futuro della Sicilia, che dall’Unità d’Italia ha pagato lo scotto di un ormai inaccettabile isolamento fisico dal resto della Nazione. Vengono così superati gli anacronistici pregiudizi di chi si è opposto con ogni mezzo al Ponte sullo Stretto, avanzando le scuse più incredibili per bloccare un’opera di avanguardia ingegneristica e innovativa che susciterà anche l’interesse e la curiosità di milioni di turisti e visitatori di tutto il mondo”.

Ambientalisti e opposizione contestano la resurrezione del progetto del Ponte del 2011

L’Alleanza Verdi e Sinistra ha organizzato un flash mob di protesta contro il Ponte davanti a Montecitorio. I manifestanti portavano cartelli con su scritto: “uno spreco di risorse da 10 miliardi di euro” e indicavano come con questi soldi si potrebbero acquistare, per esempio, 175 treni intercity e 500 regionali. “Serve a fare il poltronificio”, ha detto il deputato Angelo Bonelli contestando la norma nella bozza che sottrae i compensi dell’amministratore delegato della società Stretto di Messina spa, al limite massimo di 240 mila euro annui previsto per i manager di Stato.

“È fallimentare puntare su un’opera dagli elevatissimi e insostenibili costi ambientali, sociali ed economico-finanziari, come il ponte sullo Stretto di Messina”, afferma il WWF Italia in una nota alla stampa. “Il Governo ritiene che la strada sia spianata ma il General Contractor Eurolink (capeggiato da Webuild) che ha progettato il ponte sospeso ad unica campata e doppio impalcato stradale e ferroviario, che si vuole rilanciare, non ha mai prodotto gli approfondimenti tecnici ed economico-finanziari sul progetto definitivo redatto nel 2010 dell’opera, richiesti a suo tempo dal Governo Monti nel 2013, né il progetto ha mai superato la fase conclusiva di valutazione di impatto ambientale.
Il WWF ricorda anche che a fronte dell’oneroso costo prudenziale dell’opera di 8,5 miliardi di euro (stima del 2010) il project financing è stato escluso nel 2021 dal gruppo di lavoro nominato dall’allora ministro alle infrastrutture Giovannini perché appare evidente che la brevità del percorso di attraversamento e delle relative opere connesse non consente di prevedere un numero di pedaggi a carico degli utenti in grado di consentire un’operazione di project financing: d’altra parte coloro che ogni giorno si muovono tra le due sponde non sono più di 4.500 persone e il 76,2% degli spostamenti dei passeggeri è locale e senza auto al seguito. Il che comporta che la realizzazione di un’opera così costosa sia in fase di cantiere che a regime sia interamente a carico della finanza pubblica.
Il WWF ricorda poi che dal punto di vista ambientale tutta l’area dello Stretto di Messina è sostanzialmente ricompresa in due importantissime Zone di Protezione Speciale – ZPS  (sul lato calabrese la ZPS della Costa Viola e su quello siciliano  dalla ZPS dei Monti Peloritani, Dorsale Curcuraci, Antenna a Mare e area marina dello Stretto) e da un sistema di ben 11 ZSC (Zone Speciali di Conservazione), ai sensi della Direttiva comunitaria Habitat, che tutelano un ambiente unico che va dalla fragile costa calabrese, alla importante zona umida della Laguna di Capo Peloro, al prezioso ecosistema botanico dei Monti Peloritani. La Commissione VIA del Ministero diede nel 2013 un parere negativo di valutazione di incidenza sul progetto definitivo del ponte ad unica campata del 2010 proprio a tutela dello Stretto di Messina, importantissimo luogo di transito per l’avifauna e per i mammiferi marini, si concentra una delle più alte concentrazioni di biodiversità al mondo”.

“Il Ponte sullo Stretto di Messina non è un progetto ma un emblema, risponde a esigenze simboliche e politiche – riportava a gennaio Micromega -. Se l’obiettivo è migliorare la vita degli abitanti della Sicilia e avvicinare l’isola al resto d’Italia, si può scoprire che realizzare l’Alta Velocità tra Palermo, Catania e Messina e organizzare un servizio di traghetto Ro-Ro avrebbe gli stessi benefici ma con costi molto più bassi e impatti ambientali e sociali pressoché nulli”.

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