Precisazione università La Sapienza su bandi per posti disponibili a Medicina

sede università La Sapienza

Riceviamo una richiesta di rettifica da parte dell’Università La Sapienza di Roma, che di seguito pubblichiamo integralmente, in riferimento al nostro articolo “Università. La Sapienza occulta 35 posti per Medicina: che fine fanno?

Nella rettifica si afferma che «non corrisponde assolutamente al vero che “l’Ateneo non pubblica da 5 anni alcun bando relativo ai posti disponibili, ovvero rimasti vacanti a seguito di mancate immatricolazioni, abbandoni o trasferimenti in altri atenei” visto che sul sito web di Sapienza è pubblicato “Avviso posti liberi a.a.2022-2023” dove sono banditi i posti disponibili per “Medicina e Chirurgia”, per diversi anni accademici e per le diverse sedi di Sapienza». Osserviamo che l’avviso citato come argomento dirimente nella rettifica richiesta dall’ateneo romano è stato pubblicato però il 30 giugno scorso, solo dopo cioè la sentenza del TAR del Lazio, pubblicata il 23 maggio 2022.

Nella sentenza, di cui pubblichiamo un brano in calce, si è accertata la presenza della disponibilità di 35 posti, per i quali l’Ateneo ha ritenuto di non procedere all’indizione di alcun avviso al fine di “mantenere il più possibile allineato il numero dei laureati della Sapienza all’offerta complessiva dei sei anni di studio del corso in argomento”. Il TAR, al contrario, ha sentenziato che “Tale modus operanti non è, tuttavia, conforme al dettato normativo” e che la rilevata disponibilità di posti per ciascuna annualità deve seguire “l’attivazione dell’iter di pubblicazione dell’avviso per la selezione dei candidati all’immatricolazione per quel medesimo anno”.
Il comportamento dell’Ateneo è stata quindi censurato perché adottato arbitrariamente, quindi illegittimo. I toni usati nel nostro articolo erano adeguati a comunicare i fatti esattamente come avvenuti. L’Università La Sapienza, pur in presenza della disponibilità dei posti di Medicina, ha arbitrariamente omesso di pubblicare il relativo avviso per la loro messa a bando, impedendo agli studenti che ne avrebbero avuto diritto la relativa immatricolazione.

Il testo di cui la Sapienza ha chiesto la pubblicazione

” In riferimento all’articolo apparso sul Gazzettino di Sicilia in data 29 giugno 2022 “La Sapienza occulta 35 posti di Medicina; che fine hanno fatto ?” riteniamo opportuno replicare ad una serie di affermazioni non veritiere, pretestuose e che gettano discredito sul modus operandi di un Ateneo che, in tutte le classifiche internazionali appare ai primi posti in Italia e, in alcuni casi anche nel mondo, riguardo agli indicatori di qualità della formazione.

Premesso che è interesse di Sapienza assegnare tutti i posti eventualmente vacanti nei corsi di Medicina e Chirurgia, non corrisponde assolutamente al vero che “l’Ateneo non pubblica da 5 anni alcun bando relativo ai posti disponibili, ovvero rimasti vacanti a seguito di mancate immatricolazioni, abbandoni o trasferimenti in altri atenei” visto che sul sito web di Sapienza è pubblicato “Avviso posti liberi a.a.2022-2023” dove sono banditi i posti disponibili per “Medicina e Chirurgia”, per diversi anni accademici e per le diverse sedi di Sapienza. Inoltre, la graduatoria del test d’accesso ai Corsi di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia per l’anno accademico 2021-2022 è ancora in fase di scorrimento, a dimostrazione della correttezza delle procedure seguite dall’Ateneo ed a tutela dei candidati in possesso dei requisiti per potersi immatricolare, ma anche a dimostrazione della congruità dei posti disponibili.

La Sapienza si è sempre mossa nell’intento prioritario di assicurare una qualità della didattica conforme agli standard europei e, ottemperando alla richieste ministeriali, ha provveduto, per tanti anni, a iscrivere alle facoltà “mediche” un numero di studenti superiore rispetto al contingente indicato nell’offerta formativa dell’Ateneo e questo, per andare incontro alle esigenze della società civile relativamente al fabbisogno di medici. Infatti, nel complessivo conteggio degli iscritti dei sei anni di corso, tale numero è sempre stato, negli anni, superiore al contingente indicato nell’offerta formativa dell’Ateneo.

Non risulta veritiera l’affermazione che i posti “vengono occultati dall’Ateneo e .. non si ha contezza del loro utilizzo “ visto che le tabelle riepilogative degli iscritti negli anni accademici sono pubblicate annualmente nel sito web dell’Ateneo

L’Ateneo ha ritenuto di non procedere all’indizione di alcun avviso di posti liberi per iscrizioni ad anni successivi al primo, esclusivamente al fine di mantenere il più possibile allineato il numero dei laureati della Sapienza all’offerta complessiva dei sei anni di studio del corso in oggetto. Se tale condotta, mirata unicamente a salvaguardare la qualità della formazione medica, è stata giudicata, in sede giudiziaria amministrativa, non conforme al dettato normativo, questo non può essere pretestuosamente usato per tentare di gettare discredito sull’Ateneo e le migliaia di docenti e personale tecnico-amministrativo che vi operano. Abbiamo sempre creduto che la qualità dei medici che formiamo sia una assoluta priorità ed abbiamo difficoltà a comprendere dai toni usati nell’articolo quali sottintesi interessi potesse avere avuto l’Ateneo a negare l’iscrizione ad ulteriori studenti che ne avessero diritto”.

I Presidi delle Facoltà di Medicina e Odontoiatria, Farmacia e Medicina e Medicina e Psicologia di Sapienza Università di Roma, Professori Domenico Alvaro, Carlo Della Rocca, Fabio Lucidi

Lo stralcio della sentenza del TAR Lazio, terza sezione, sul ricorso numero di registro generale 6036 del 2021, pubblicata il 23 maggio 2022

“1.1. L’Ateneo resistente, all’esito della richiesta di chiarimenti formulata da questo TAR con l’ordinanza n° 1974 del 17.2.2022, ha prodotto apposita relazione nella quale, nel rettificare gli assunti di parte ricorrente, ha comunque riconosciuto la sussistenza di una certa quantità di posti disponibili (35) relativamente al terzo anno 2019/2020;
Pur attestando, all’esito della condotta ricognizione, la presenza di tale disponibilità di posti, l’Ateneo ha ritenuto –tuttavia- di non procedere all’indizione di alcun avviso posti liberi per iscrizioni ad anni successivi al primo al fine di “mantenere il più possibile allineato il numero dei laureati della Sapienza all’offerta complessiva dei sei anni di studio del corso in argomento”.
1.2. Tale modus operanti non è, tuttavia, conforme al dettato normativo.
Il Decreto Ministeriale 218/2020 citato, infatti, specifica come “le iscrizioni ad anni successivi al primo, a seguito delle procedure di riconoscimento dei crediti da parte dell’ateneo di destinazione,” devono riferirsi ai posti “resisi disponibili per ciascun anno di corso, nella relativa coorte”.
E’, pertanto, evidente come la norma riconduca alla rilevata disponibilità di posti per una specifica annualità, l’attivazione dell’iter di pubblicazione dell’avviso per la selezione dei candidati all’immatricolazione per quel medesimo anno.”

 

Dario Fidora

Direttore responsabile