Mazzarrà, l’impianto negato. Simbolo del fallimento della politica sui rifiuti del governo Musumeci

Emergenza rifiuti in Sicilia, è il collasso. A denunciare caos, inerzia, sprechi, immondizia nelle strade e l’insurrezione di cittadini e sindaci in tutta la Sicilia non è solo l’opposizione alla giunta Musumeci con gli interventi di Lupo (Pd) e Di Paola (M5s).

Tommaso Calderone
Tommaso Calderone, capogruppo FI Ars

Anche Forza Italia – ha dichiarato Tommaso Calderone – certifica il fallimento della politica del Governo regionale, il cui simbolo è il modernissimo impianto di trattamento dei rifiuti da realizzare a Mazzarrà Sant’Andrea, per il quale la SRR Messina Provincia inspiegabilmente da ormai 15 mesi attende ancora il via.

L’emergenza rifiuti da problema gestionale e ambientale è diventata in Sicilia emergenza igienico-sanitaria, con oneri insostenibili a carico di cittadini e amministrazioni comunali. Si programmano impianti che però non si realizzano. Continua il caos, determinato dal limitarsi a tamponare gli effetti dell’emergenza invece di adottare le misure per porvi fine. Incomprensibile l’inerzia del governo Musumeci che non interviene per rimuovere i ritardi di cui è responsabile la “Commissione Tecnica Specialistica”, un organismo burocratico nominato dall’assessorato Territorio Ambiente la cui presenza rallenta di anni i procedimenti di autorizzazione degli impianti, che dovrebbero invece concludersi entro il termine perentorio di 120 giorni con un decreto.

Giuseppe Lupo
Giuseppe Lupo, capogruppo PD Ars

“È la conferma dell’ennesimo fallimento del governo Musumeci, che lascia ancora una volta i sindaci in un mare di guai senza dire dove possono conferire i rifiuti”, ha detto Giuseppe Lupo, capogruppo Pd all’Ars, intervenendo nel dibattito in Aula il 27 giugno su cui ha riferito l’assessore regionale all’Energia Daniela Baglieri. “Il governo regionale – ha dichiarato Lupo – deve farsi carico dei maggiori costi dell’emergenza, che non possono gravare sui cittadini e sui Comuni”.

Nuccio Di Paola
Nuccio Di Paola M5s Ars

Rincara la dose il capogruppo del M5s Nuccio Di Paola: “Quello dei rifiuti è sicuramente uno dei più grandi fallimenti del governo Musumeci. La tanto strombazzata riforma annunciata dal presidente della Regione in campagna elettorale è penosamente naufragata. Il piano rifiuti, che faceva acqua da tutte le parti, è stato bocciato perfino dall’Europa, mentre dei tanto agognati impianti non c’è traccia. In poche parole è stata persa una legislatura senza fare un solo passo in avanti, anzi: le discariche sono quasi tutte esaurite, la Tari è schizzata alle stelle quasi ovunque e ci troviamo in una situazione di perenne emergenza”.

“Il nuovo governo – conclude Di Paola – dovrà cominciare dal pianificare una seria impiantistica, senza la quale la raccolta differenziata e i sacrifici dei cittadini non serviranno mai a nulla”.

Gianfranco Zanna
Gianfranco Zanna, presidente Legambiente Sicilia

“Purtroppo nonostante le promesse iniziali del governo Musumeci – ha dichiarato Gianfranco Zanna, presidente regionale di Legambiente – il sistema di gestione dei rifiuti continua ancora a reggersi soltanto sulle discariche. Abbiamo bisogno di impianti a servizio della raccolta differenziata per avviare il riciclo, come ci chiede l’Europa secondo il nuovo modello di economia circolare, e non di impianti che, invece, seppelliscono, come le discariche o bruciano, come i termovalorizzatori. Prospettare ai sindaci e alle SRR, come sta facendo la Regione, la soluzione degli inceneritori per risolvere la gestione del secco residuo è solo ingannevole. Oltre ad essere un investimento oneroso, pagato comunque dalle tasse dei siciliani con costi di conferimento di 200 euro/t, ci vorranno non meno di 7-10 anni per la loro realizzazione, impedendo di fatto il raggiungimento degli obiettivi di riciclo previsti dalle direttive europee sull’economia circolare.”

Il caso dell’impianto della SRR Messina Provincia a Mazzarrà Sant’Andrea

“La Sicilia ha bisogno d’impianti per gestire i rifiuti. Non ha più bisogno di discariche, nuove o ampliate. E quelle che ci sono bisogna chiuderle prima possibile e bonificarle”, ha spiegato il presidente di Legambiente Zanna. “La discarica di Mazzarrà rappresenta una delle pagine più vergognose di come sono stati gestiti i rifiuti nella nostra regione negli ultimi 20 anni, adesso però dobbiamo voltare pagina e batterci perché, oltre alla bonifica del sito, si realizzino quegli impianti moderni ed efficienti per gestire in modo virtuoso i rifiuti e affermare anche in Sicilia l’economia circolare.

Rosario Sidoti
Rosario Sidoti, presidente SRR Messina Provincia

La ‘SRR Messina provincia’ si è posta giustamente l’obiettivo di realizzare degli impianti per accogliere i rifiuti, innanzitutto dei Comuni dell’intero comprensorio, e farli diventare una risorsa. Com’e noto, l’area adiacente la discarica di contrada Zuppà ospita degli impianti di trattamento del biogas e del percolato, in pratica mai entrati in funzione, e dei capannoni anch’essi in stato d’abbandono. Tutto è nella disponibilità della SRR e riteniamo in regola con tutte le concessioni, compresa quella edilizia. Il progetto di projet financing proposto riesce a mettere insieme tutte queste questioni, compreso quella di eliminare alcune possibili minacce per l’ambiente come, appunto, il percolato e il biogas prodotti ogni giorno dalla discarica non più utilizzata. L’impianto di digestione anaerobica, cioè senza aria, quindi senza alcuna emissione di cattivi odori, risponderebbe a tante esigenze di chi vive e lavora in questa parte della provincia di Messina, producendo compost di qualità e fertilizzante per le nostre campagne sempre più desertificate e povere di azoto e per i vivai della zona, al posto degli additivi chimici usati adesso. Inoltre, sarebbe prodotto del biometano da mettere in rete e che domani si potrebbe usare anche per alimentare i mezzi pubblici come gli scuolabus, contribuendo alla decarbonizzazione della nostra regione.”

Carmelo Pietrafitta
Carmelo Pietrafitta, sindaco di Manzarrà Sant’Andrea

“Il moderno polo impiantistico che si vuole attivare nel sito dell’ex discarica di contrada Zuppà, ha lo scopo di provvedere al trattamento meccanico biologico e di digestione anaerobica dei rifiuti organici per la produzione di compost di alta qualità e biometano”, spiega Carmelo Pietrafitta, sindaco di Mazzarrà Sant’Andrea. “Il percorso seguito dalla mia amministrazione comunale, ha l’obiettivo di porre rimedio alla grave situazione di pericolo causata dalla discarica sequestrata e chiusa nel 2014, creando al contempo nello stesso sito un nuovo impianto di trattamento all’avanguardia, che dia soluzione al problema emergenziale di conferimento dei rifiuti nel territorio, in una situazione del sistema regionale di gestione dei rifiuti giunta al collasso”.

vecchio impianto rifiuti Mazzarrà Sant'Andrea
Particolare del vecchio impianto di trattamento del percolato a Mazzarrà Sant’Andrea

“Mentre la discarica di contrada Zuppà era ancora in funzione – continua Pietrafitta -, nel 2009 si era iniziata la costruzione di impianti per la biostabilizzazione, i cui capannoni, senza risorse per il loro completamento, sono rimasti come le classiche cattedrali nel deserto. Dopo la chiusura della discarica, è stato comunque necessario continuare ad emungere il percolato (trasportandolo a Gioia Tauro) e ad estrarre il biogas. Due motori hanno prodotto energia dal biogas, vendendolo a Terna, fino al 2016. Diventati insostenibili i costi di gestione – spiega Pietrafitta -, il Comune di Mazzarrà Sant’Andrea ha quindi deciso di trasferire alla SRR Messina Provincia le aree gestite dalla società controllata Tirreno Ambiente spa necessarie a realizzare un Polo Impiantistico per il conferimento e trattamento di rifiuti indifferenziati e rifiuti organici da raccolta differenziata, per far fronte prioritariamente al fabbisogno dei 57 Comuni della Provincia appartenenti alla stessa SRR. Nel settembre 2019 la società Asja Ambiente Italia ha presentato alla SRR una proposta di project finance pubblico per la costruzione del Polo Impiantistico e la sua gestione per un periodo di 30 anni.

L’impianto progettato da Asja – sottolinea Pietrafitta – ha una capacità di trattamento di tipo meccanico biologico per i rifiuti solidi urbani indifferenziati di 100.000 t/anno. Per i rifiuti organici da raccolta differenziata è previsto invece un sistema integrato di pretrattamento, digestione anaerobica e compostaggio aerobico, finalizzato alla produzione di biometano e compost di qualità, con una capacità di 60.000 t/anno.

Capannoni biostabilizzazione Mazzarrà Sant'Andrea
Capannoni biostabilizzazione Mazzarrà Sant’Andrea attualmente inutilizzati

La proposta include anche la revisione e la gestione funzionale ed economica degli impianti già presenti nel sito: quello di trattamento del percolato, con potenzialità da 200 mc/g, che consentirà di smaltire il liquame proveniente dalla ex discarica del Comune Mazzarà Sant’Andrea; e l’impianto di recupero energetico del biogas della discarica da 3,192 MWe e 7,8 MWt, attualmente fermo. 
La messa in sicurezza, nel dettaglio, prevede l’emungimento di tutto il percolato in un impianto già presente a pochi metri dalla stessa discarica (oggi il percolato viene smaltito invece in Calabria, a costi esorbitanti e con tutte le difficoltà connesse al recepimento dei rifiuti da parte dell’impianto). Inoltre, la riattivazione dell’impianto di biogas consentirà il prelievo dei gas presenti in discarica per il successivo recupero energetico”.

Capannoni biostabilizzazione Mazzarrà Sant'Andrea
Capannoni biostabilizzazione Mazzarrà Sant’Andrea attualmente inutilizzati

Con il polo impiantistico definitivamente attivo, così come prefigurato da Srr Messina Provincia, avverrà anche lo svuotamento della discarica per il raggiungimento dei livelli di massima tutela ambientale e nel rispetto delle prescrizioni di Ispra. Saranno utilizzate anche tecniche innovative come il landfill mining.

Il biometano estratto verrà immesso nella rete e destinato a consumi per l’autotrazione. L’impianto è stato progettato prevedendo il contenimento di diversi fattori critici ambientali: emissioni odorigene, di polveri, idriche e di rumore.

“Il polo progettato da Asja, per tecnologia e capacità di trattamento”, osserva il sindaco di Manzarrà Sant’Andrea, “consentirà di soddisfare interamente il fabbisogno di trattamento di RSU e FORSU dei Comuni della SRR Messina Provincia, fissando per un periodo di 30 anni tariffe di conferimento molto vantaggiose, che consentiranno ai Comuni un risparmio che in alcuni casi può raggiungere il 40% dei costi sostenuti negli ultimi anni. Inoltre, la localizzazione baricentrica del Polo Impiantistico nel territorio della Provincia consentirà una drastica riduzione e, in alcuni casi, il quasi totale azzeramento dei costi di trasporto.

Toto Cordaro
Toto Cordaro, assessore regionale Territorio e ambiente

Nel 2020 – continua Pietrafitta – la SRR aggiudica ad Asja la progettazione, costruzione e gestione del Polo Impiantistico. Il 15 marzo 2021, dunque oltre un 15 mesi fa, la SRR incardina presso l’assessorato Territorio ed Ambiente il procedimento di autorizzazione. Il decreto PAUR è in sostanza l’atto che consente l’avvio dei lavori (stimati in 14 mesi) per raggiungere l’operatività degli impianti. Il 9 dicembre 2021 si concludono le tre conferenze di servizi indette, con tutti i pareri positivi. Da allora la Commissione Tecnica Specialistica dell’ARTA non ha ancora provveduto ad emettere il parere conclusivo, assunto come propedeutico all’emanazione del decreto. Questo nonostante la stretta tempistica stabilita dal decreto legislativo 152/2006 e le rigorose disposizioni assessoriali che dettano termini perentori (120 giorni) per l’arco temporale dalla data di convocazione della conferenza dei servizi alla decretazione del provvedimento autorizzatorio PAUR.

Naturalmente – osserva Pietrafitta – questo rallentamento è del tutto ingiustificato e inspiegabile, tant’è che lo scorso 11 aprile, i 57 sindaci dei Comuni della SRR Messina Provincia hanno scritto al presidente della Regione, a tutte le competenti istituzioni regionali e al prefetto di Messina dando nuovamente l’allarme per il sistema di conferimento dei rifiuti dell’Isola, prossimo al collasso, protestando per il ritardo nell’adempimento che impedisce, nell’attuale disastrosa situazione, l’attivazione dell’impianto di Contrada Zuppà che porrebbe effettiva soluzione al problema del conferimento dei rifiuti non solo dei 57 Comuni della SRR, ma di gran parte del territorio della Sicilia orientale.

Daniela Baglieri
Daniela Baglieri, assessore dell’Energia e dei servizi di pubblica utilità

Lo scorso 27 giugno l’assessore all’Energia Baglieri ha riferito all’Ars sull’emergenza rifiuti e parlamentari di diverse forze politiche, di maggioranza e opposizione, hanno giudicato la politica del governo regionale in merito decisamente fallimentare. Dopo un nuovo incontro sulla situazione sempre più critica, due giorni fa, tra l’ufficio di presidenza dell’Anci e l’assessore Baglieri, il prossimo 5 luglio l’Anci ha convocato un confronto in videoconferenza fra tutti i sindaci dell’Isola.

L’auspicio, al di là di qualsiasi ulteriore incontro programmatorio e sugli aspetti emergenziali accessori – conclude il sindaco Pietrafitta – è che gli attori essenziali, il presidente Musumeci, gli assessori Baglieri e Cordaro e il prof. Aurelio Angelini, presidente dell’organismo Cts che gestisce in sostanza il procedimento istruttorio che dovrebbe condurre al decreto sull’autorizzazione PAUR entro 120 giorni, intervengano finalmente per porre fine all’inspiegabile attesa che da 15 mesi impedisce l’attivazione del polo impiantistico di Mazzarrà-Sant’Andrea.
Il ritardo nel risolvere l’emergenza ha già prodotto effetti catastrofici, l’inerzia non è più tollerabile
”.


L’impianto di trattamento combinato di compostaggio e digestione anaerobica dei rifiuti da realizzare a Mazzarrà Sant’Andrea ha caratteristiche analoghe a quello realizzato nella Provincia Autonoma di Trento descritto nel video.


(In copertina: progetto di recupero dei vecchi impianti nel contesto della realizzazione del nuovo polo)

Dario Fidora

Direttore responsabile