Contestate esternazioni direttore AdER Ruffini su riscossioni. Confusione tra evasori e soggetti in difficoltà. Cappadona, AGCI: “Serve pace fiscale, non guerra ai contribuenti”

Ruffini e la guerra delle cartelle esattoriali. Cappadona, AGCI Sicilia: “Confusione tra evasori e soggetti in difficoltà. Inopportuno annuncio di nuove iniziative per la riscossione massiva indiscriminata verso cittadini e imprese ora, dopo il covid, con la crisi energia che si aggrava. Servono pace fiscale e strategie di sviluppo”.

Polemiche su dichiarazioni direttore Agenzia Entrate-Riscossione Ruffini. Definiti “evasori” 19 milioni di soggetti solo perché hanno almeno una cartella esattoriale. Cappadona, Associazione Generale Cooperative Italiane: “No guerra delle cartelle, all’Italia serve pace fiscale definitiva, con rottamazione senza interessi a 10 anni per cittadini e imprese. Chi incassa senza fatturare non riceve ingiunzioni dal fisco, questo è un evasore”.
Contestata da Michele Cappadona, presidente AGCI Sicilia, l’affermazione che in Italia ci siano 19 milioni di soggetti (cittadini e partite iva) che rientrerebbero nella categoria degli “evasori” perché hanno almeno una sola cartella esattoriale. Anche chi non ha come pagare.

Per sanzionare il fenomeno, Ruffini dichiara che non si può pensare di rinchiudere tutti gli evasori, così definiti, in carcere, meglio che lavorino per ripagare la collettività. Dal carcere ai “lavori forzati”, il dibattito si muove ancora tra guerra totale all’evasione e pace fiscale.

«Il direttore dell’agenzia delle entrate Ernesto Maria Ruffini ci fa intendere che in Italia ci sono 19 milioni di evasori, 16 milioni di persone fisiche e 3 milioni di società, ditte e partite Iva – commenta Michele Cappadona, presidente dell’Associazione Generale delle Cooperative Italiane, AGCI Sicilia -. Premesso che i minori di 18 anni sono circa 10 milioni su quasi 59 milioni di abitanti, considerando che nel nostro Paese ci sono sono 25 milioni e 700 mila famiglie formate da 2,3 componenti in media, il direttore dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha in sostanza affermato che tutte le famiglie che vivono in Italia “evadono”. Non si può aprire la caccia all’evasore definendo tale chiunque abbia almeno una cartella esattoriale, dal mancato pagamento di verbali e violazioni al codice della strada a quello relativo a tasse e imposte, per finire con i mancati versamenti previdenziali, anche quando il motivo è attribuibile a oggettive fisiologiche difficoltà e ritardi. Come può un uomo che occupa un ruolo così importante fare un’affermazione del genere, quando a fronte della pesantissima situazione economica, post covid e in piena crisi energia, solo l’imposta sui consumi degli italiani (l’IVA) è al 22%, tra le più alte d’Europa? Un onere insostenibile, soprattutto in questo momento in Italia, dove la pressione fiscale reale, calcolata al netto del sommerso, ha raggiunto ormai il 49%, il livello più alto d’Europa..»

«Secondo lo stesso Ruffini – sottolinea Cappadona – abbiamo un magazzino dei debiti fiscali a ruolo, con pratiche non riscosse che risalgono fino a 22 anni fa, che ammonta ad oltre 1.100 miliardi di euro, 130-140 milioni di cartelle, 230 milioni di singoli crediti da riscuotere, circa 16 milioni di cittadini iscritti a ruolo. Ma se un cittadino non aveva 5 mila euro da saldare prima di Covid e guerra in Ucraina, come potrebbe averli adesso, maggiorati da interessi e sanzioni? Non si può mettere un cappio al collo di 16 milioni di italiani e 3 milioni di imprese. Serve una grande e definitiva operazione di pace fiscale. Occorre innanzitutto svuotare il “magazzino” dagli arretrati di 22 anni fa e da tutte le pratiche oggettivamente inesigibili. Rottamando poi le cartelle, facendole pagare almeno in 10 anni senza interessi, lo Stato comincerebbe a incassare decine e decine di milioni di euro, liberando definitivamente cittadini e imprese da oneri cui non possono fare fronte. Il risanamento deve guardare ad una concreta, definitiva pace fiscale che aiuti cittadini e operatori economici nella ripresa, e una accurata lotta ai veri grandi evasori, che non è stata mai fatta. Chi incassa senza fatturare non riceve cartelle dal fisco».

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