Aumenti immotivati dei prezzi dei carburanti, Assotir e Codacons chiedono a Draghi di fermare speculazioni

Il petrolio è al di sotto dei valori record di marzo 2022, i prezzi alla pompa dovrebbero scendere e non salire. In attesa dei rilievi di Antitrust e Procure, che stanno indagando sui listini, si chiede un immediato intervento del Governo per fermare le speculazioni e proteggere i consumatori.

Ancora rialzi per i listini dei carburanti, con il prezzo medio della benzina in modalità “self” arrivato a 1,824 euro al litro, mentre il gasolio sale a 1,844 euro al litro.

L’incrementi dei prezzi – del tutto ingiustificati e immotivati – oggi sono stati al centro di un vertice tra Francesco Tanasi, Segretario Nazionale Codacons, e Giuseppe Bulla, Vice Presidente nazionale di ASSOTIR e Presidente nazionale settore A.T.P. derrate alimentari, che chiedono un immediato intervento del Governo per fermare possibili speculazioni.
“Nonostante il taglio delle accise disposto dall’esecutivo, benzina e gasolio stanno subendo negli ultimi giorni aumenti costanti con i listini alla pompa che superano abbondantemente quota 1,82 euro al litro – spiegano Tanasi e Bulla -. Ciò avviene anche se non si registra alcuna impennata delle quotazioni del petrolio che, anzi, risultano sensibilmente inferiori rispetto al record raggiunto lo scorso marzo”.
Se il petrolio costava 132 dollari al barile l’8 marzo scorso, oggi è quotato a meno di 110 dollari, con un deprezzamento del -16,7% in due mesi: non si capisce quindi cosa stia determinando la nuova escalation dei listini dei carburanti.
In attesa delle decisioni di Antitrust e Procure della Repubblica, che proprio a seguito dell’esposto presentato dal Codacons, indagano sui prezzi di benzina e gasolio, Tanasi e Bulla chiedono a gran voce l’intervento del Governo allo scopo di fermare le speculazioni sui carburanti che rischiano di vanificare i benefici del taglio delle accise e avere effetti pesanti sull’inflazione e sull’economia nazionale.