Politiche sociali, aumentate rette delle case per gestanti e donne con figli. Scavone: «Garantita la qualità»

Maggiori risorse per le strutture del privato sociale che accolgono donne in gravidanza e con bambini, in condizioni di disagio.
L’assessore regionale alla Famiglia e alle Politiche sociali, Antonio Scavone, ha firmato il decreto con cui autorizza l’aumento della retta per le case di accoglienza per gestanti e donne con figli, adeguandola alle esigenze emerse nel gruppo di lavoro istituito in assessorato con i rappresentati del Terzo settore.
La retta è stata determinata in 73 euro al giorno e per ogni ospite, a cui va aggiunta l’Iva se dovuta. A questa va sommato il costo pro-quota per l’affitto dell’immobile, ricavato dal costo dell’affitto mensile secondo l’ultima tabella dell’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate.
 
«Abbiamo ritenuto di rideterminare la tariffa per superare le criticità emerse, fornendo una risposta rapida e adeguata rispetto alle difficoltà lamentate dagli enti gestori – afferma Scavone – e sgombrando il campo da qualsiasi tentativo di strumentalizzazione. L’obiettivo del governo regionale è fare in modo che dalle strutture vengano rispettati gli standard qualitativi idonei al delicato compito svolto». 
 
La retta va intesa come quota minima per garantire la sostenibilità del servizio. I Comuni, in base ai servizi offerti dall’ente gestore e alla situazione territoriale, ma anche ai progetti di accoglienza redatti per ciascuna persona, possono coprire ulteriori costi, in aggiunta a quelli individuati dalla Regione, per migliorare ulteriormente la qualità del servizio residenziale offerto.

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