Le strutture di assistenza sociale non pagate dal Comune di Palermo chiedono il trasferimento degli ospiti e annunciano il licenziamento dei lavoratori

Ieri pomeriggio ventuno Cooperative Sociali e Associazioni che operano nel territorio del Comune di Palermo si sono riunite in assemblea, decidendo la costituzione del “Comitato Civico per la tutela legale dei diritti delle persone fragili del Terzo Settore della provincia di Palermo”.
Il Comitato ha stabilito di perseguire immediatamente alcuni obiettivi prioritari per fare fronte alla gravissima situazione di illiquidità delle strutture locali di accoglienza residenziale e assistenza sociale, dovuta al mancato pagamento da parte dell’assessorato alla Cittadinanza Solidale del Comune di Palermo delle spettanze arretrate da oltre otto mesi, in certi casi da più di un anno.
Gli enti senza scopo di lucro intendono innanzitutto effettuare una ricognizione, determinando esattamente la tipologia e il numero delle persone accolte ad oggi ed il personale impiegato in ogni struttura per conto del Comune di Palermo.
Il Comitato del Terzo Settore ha deciso di chiedere l’apertura di un tavolo di crisi al Prefetto di Palermo per affrontare l’emergenza in cui si trova l’intero settore del privato sociale a causa dell’esaurimento dei fondi propri, in mancanza del pagamento di tutte le spettanze dovute da parte dell’amministrazione comunale.

“Saremo costretti, nostro malgrado e con enorme dispiacere”, dicono i rappresentanti del Comitato, “a richiedere al Tribunale per i Minorenni di Palermo e ai Servizi Sociali territoriali lo spostamento degli ospiti presso altre strutture, al fine di poter programmare i licenziamenti collettivi del personale entro 30 giorni”.
Il Comune di Palermo ha bloccato i pagamenti per inserire i propri debiti relativi alle spettanze arretrate delle onlus ai sensi del piano di risanamento finanziario ex art. 1, comma 574 e ss., legge 234/2021. Se approveranno l’emendamento proposto alla Camera dei Deputati da alcuni parlamentari, come annunciato dall’onorevole Marianna Caronia, deputato Ars, che ha interessato a questo scopo il Gruppo della Lega, il Comune dovrà saldare tutte le spettanze alle comunità per il 2021, sino al 31 dicembre.

I componenti del Comitato rappresentano anche alcune precise istanze, chiedendo che l’assessore Regionale alla Famiglia Antonio Scavone ritiri immediatamente il decreto con la riduzione delle tariffe delle rette per le case di accoglienza per gestanti e donne con figli, D.A. n. 89/GAB del 10.11.2021, per pubblicare le nuove tariffe, che non possono essere inferiori a quelle preesistenti.
Cooperative e associazioni chiedono inoltre che la Regione versi i fondi ai Comuni per le Comunità di Accoglienza, vincolandoli anche alla luce del DL 19.05.2020 n. 34 2 BIS, in cui tali servizi sono considerati pubblici ed essenziali.
“Le nostre richieste non vogliono configurarsi come una forzatura – dicono i rappresentanti  delle onlus -. Le nostre Comunità, già prima del disastro del Piano del Riequilibrio adottato dal Comune, erano in procinto di chiudere per il mancato pagamento delle rette arretrate”.
Il Comitato ha comunicato che nei prossimi giorni saranno indette manifestazioni, conferenze mirate a informare la pubblica opinione e sensibilizzare tutti gli amministratori locali e i politici regionali e nazionali relativamente al dramma che stanno per vivere i cittadini più fragili coinvolti nella vicenda.

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