Stop pagamenti onlus, accoglienza donne e minori a rischio. Avvocatura Comune di Palermo sostiene che i debiti per servizi sociali rientrano nel Piano di riequilibrio

Prosegue la vertenza nei confronti del Comune di Palermo relativa  ai crediti vantati dagli Enti non profit, associazioni e cooperative sociali che si vogliono comprendere nel Piano di riequilibrio delle casse comunali.

Le cooperative sociali del territorio di Palermo, apprendono oggi attraverso un parere legale dell’Avvocatura Comunale firmato dall’avvocato Vincenzo Criscuoli di essere state accomunate alla categoria del commercio e inserite in quanto tali nel piano di risanamento finanziario del Comune di Palermo ex art. 1, comma 574 e ss., legge 234/2021, subendo una decurtazione del 20% delle spettanze già maturate.

Pertanto, secondo il parere dell’Avvocatura, pur avendo regolarmente fornito i servizi di assistenza loro affidati le onlus non potranno ricevere il pagamento delle relative spettanze, le cui somme sono interamente provenienti dallo Stato e dalla Regione Sicilia. Il Comune di Palermo, protestano le strutture di accoglienza di donne e minori a rischio, dovrebbe pertanto avere solo il compito di tesoreria su questi importi, non essendo fondi propri del Comune ma vincolati per le cooperative sociali e altre onlus ai sensi di legge.

Gli enti del Terzo Settore contestano che il parere interno dell’Avvocatura comunale fa riferimento peraltro a normative ormai abbondantemente superate dal codice del Terzo Settore e da successive modifiche apportate anche dalla Corte costituzionale.
Se il Comune dovesse realmente aderire a tale discutibile indicazione, sottolineano i gestori delle comunità di accoglienza, questo non consentirà alle onlus di poter proseguire nel loro operato di assistenza alle vittime di violenza ed abusi, affidate loro dal Tribunale dei Minori. Il ritardo nei pagamenti di quasi un anno da parte del Comune di Palermo per molte cooperative, e di 8 mesi nel migliore dei casi, ha già causato l’esaurimento di ogni loro ulteriore possibilità d’indebitamento. Le imprese sociali ormai non dispongono più di alcuna risorsa economica per prendersi cura di circa 1000 bambini e 1000 donne vittime di violenza.
Il taglio contestato come illegittimo del 20% dei crediti delle Onlus che, ricordiamo, non dispongono di altre entrate oltre le spettanze dovute dal Comune di Palermo, non potrà che causare nei prossimi giorni la richiesta al Tribunale dei Minori per la dimissione di tutti gli utenti attualmente ospitati nelle Comunità alloggio e la messa in liquidazione delle stesse Cooperative. La decisione sarà presa nell’ambito dell’assemblea indetta per mercoledì prossimo tra tutte le Cooperative Sociali per discutere della vertenza.

L’effetto che si rischia di ottenere è devastante per il sistema dei servizi sociali palermitani, un risultato percepito come vile e barbaro che colpisce proprio i più deboli, già vittime spesso all’interno delle loro stesse famiglie dove potrebbero dover rientrare in mancanza delle strutture di accoglienza che, fino ad oggi, per far fronte ai gravi ritardi nei pagamenti si sono persino autofinanziate attraverso collette per la spesa.

ilGaz.it

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