Palermo, blocco pagamenti assistenza minori e donne, AGCI promuove manifestazione cooperative. Servizi essenziali non possono essere decurtati per risanare le casse comunali

“Siamo crediti commerciali, vendiamo bambini”, un cartellone crudo e amaro per contestare il Comune di Palermo che ha pensato di inserire le onlus di assistenza a donne e minori a rischio tra le imprese commerciali cui chiedere una decurtazione del 20% dei crediti maturati per risanare le casse comunali.

Il Ragioniere generale del Comune di Palermo, durante l’incontro con i rappresentanti dell’AGCI e delle imprese sociali senza scopo di lucro che partecipano alla protesta per l’interruzione dei pagamenti, ha preso atto che i pagamenti arretrati dei servizi essenziali garantiti dalle onlus non fanno parte delle somme che possono essere decurtate nell’ambito delle misure di risanamento finanziario intraprese dall’amministrazione comunale.

Marco Oliveri
Mirco Oliveri, responsabile Settore Comunità minori e donne a rischio AGCI Palermo

“L’attuale blocco dei pagamenti da parte del Comune di Palermo purtroppo non è una situazione straordinaria”, afferma Mirco Oliveri, responsabile provinciale AGCI settore Comunità minori e donne a rischio.
“Al contrario le strutture di accoglienza residenziale incaricate dall’amministrazione comunale sono cronicamente costrette a subire forti e ingiustificati ritardi dei pagamenti per i servizi di assistenza dedicati a donne e minori in grave difficoltà, vittime di maltrattamenti ed abusi. E – puntualizza Oliveri – nonostante il Comune non sia per prassi mai puntuale nei pagamenti, noi non abbiamo mai interrotto di un solo giorno i servizi. Per circa 1000 bambini le nostre comunità sono la loro famiglia e la loro casa. Viviamo con amarezza l’ingiustizia e la superficialità con cui da sempre si pretende di scaricare sul privato sociale il peso insostenibile degli oneri per ritardi solo burocratici. La copertura economica delle rette arretrate che ci devono essere erogate dal Comune di Palermo proviene interamente da fonte regionale e statale. I soggetti fragili che ci vengono affidati vengono segnalati dal servizio sociale comunale alla Procura. I bambini vengono destinati alle comunità di accoglienza dal Tribunale dei minori di Palermo. Le nostre cooperative sociali sono onlus, cioè enti del Terzo Settore senza scopo di lucro, non sono enti commerciali con risorse proprie da potere investire per far fronte ai ritardi dei pagamenti. L’inerzia da parte dell’amministrazione comunale che non si pone il compito di non mettere a rischio l’esistenza delle strutture di assistenza nel territorio è imperdonabile. L’Associazione generale delle Cooperative Italiane-AGCI Palermo da sempre sostiene le istanze delle strutture di assistenza sociale residenziale nella vertenza con il Comune di Palermo”, continua Oliveri. ”È un dovere sollevare il massimo l’allarme su questa cattiva situazione gestionale che dura da anni: il sistema di assistenza garantito dal privato sociale non ha un’alternativa sul territorio, non c’è un servizio sostitutivo. Pare che nessuno dei decisori comunali si renda conto che per dei bambini sottratti dal Tribunale a gravi abusi e maltrattamenti è di estrema gravità cambiare educatori, costretti a licenziarsi non ricevendo lo stipendio. Sembra che nessuno si ponga la sensibilità che bisogna garantire ai soggetti più fragili punti certi di riferimento, in un contesto di comunità in grado di costruire per loro un futuro finora negato.
In questi due anni di pandemia l’impegno e l’abnegazione profuso da tutti gli operatori si è dovuto moltiplicare. Eppure non solo non abbiamo avuto aiuti riparativi per i disagi aumentati per il Covid, ma ora subiamo la beffa del blocco dei pagamenti e la richiesta di decurtare gli arretrati, in attesa dei quali ci siamo indebitati, perché ci vorrebbero considerare illegittimamente come imprese commerciali da assoggettare alle misure di risanamento delle casse comunali invece che enti senza scopo di lucro. Non siamo in grado di sopportarlo. Riteniamo intollerabile che l’amministrazione non riesca una volta per tutte a stabilire la procedura inderogabile che garantisca la regolare erogazione, a copertura dei costi che ci vengono imposti, delle somme che al 100% sono fondi non comunali, che provengono cioè da fonti regionali o statali, con la stessa cadenza mensile con cui noi abbiamo l’obbligo e la necessità di spenderle”.

Si attende un nuovo incontro con il Ragioniere generale martedì prossimo per il punto sulla definizione della vertenza

Franco Sprio intervistato da Tgr
Franco Sprio, presidente AGCI Palermo

“L’intero comparto dei servizi di assistenza sociale residenziale soffre da troppo tempo per un imperdonabile atteggiamento di disattenzione istituzionale verso il sistema – insostituibile – delle strutture private senza scopo di lucro che ne garantiscono l’esistenza nel territorio”, dichiara Franco Sprio, presidente dell’Associazione generale delle Cooperative Italiane-AGCI Palermo. “È indispensabile che questa superficialità cessi immediatamente, perché allo stesso tempo mette in ginocchio Terzo Settore, cooperative e i loro lavoratori, e pone a rischio l’intero sistema dei servizi di assistenza nel territorio del Comune di Palermo, che dipende interamente dal privato sociale. Occorre attuare le norme che impongono trasparenza, semplificazione burocratica e pagamento a 30 giorni. I ritardi dei pagamenti sono tali che nessuna banca fa più anticipazioni alle onlus su fatture intestate al Comune di Palermo. Vengono meno le somme per pagare i contributi previdenziali, per sopravvivere le cooperative dovrebbero violare l’obbligo di garantire il personale previsto e diminuire la qualità dei servizi agli utenti.
Abbiamo chiesto al Ragioniere generale Basile il perché di questi spaventosi ritardi cronici. Non vi è risposta, anche perché le somme, che provengono da fondi statali o regionali, sono vincolate e non possono essere destinate ad altri usi. Oltre che intervenire verso il malfunzionamento della macchina amministrativa comunale, abbiamo iniziato un’interlocuzione con la Regione: è alla firma dell’assessore alla Famiglia Scavone un provvedimento che intanto aumenta l’importo della rette. Ma noi chiediamo che su queste somme che vengono erogate al Comune vi sia un rigoroso controllo affinché siano utilizzate senza gli attuali incredibili ritardi. Occorrono specifici e rigorosissimi atti di indirizzo e meccanismi di controllo che garantiscano il pagamento entro 30 giorni dei servizi effettuati, e impediscano alla malaburocrazia la costruzione di procedure artificiose che non lo rendono possibile. Occorrono norme perentorie e drastiche, come un regolamento che arrivi a consentire la nomina immediata e automatica di un commissario ad acta che ordini il pagamento dei corrispettivi, trascorsi i termini di legge.
Il Ragioniere generale del Comune di Palermo, Bohuslav Basile – che ha mostrato interesse e ascolto per le istanze delle imprese sociali e ha preso atto dei riferimenti normativi documentati dall’avvocato Giuseppe Marcellino, legale delle cooperative che reclamano i pagamenti arretrati, sull’inapplicabilità delle misure di risanamento finanziario nei confronti delle onlus – ci ha dato appuntamento martedì prossimo per definire la vertenza.
Continueremo a sollecitare Comune e Regione – conclude Franco Sprio – fino a che questo modo scriteriato di gestire servizi di pubblico interesse e diritti incomprimibili dei soggetti più fragili sia finalmente affrontato e risolto”.


Il Comune di Palermo non paga i servizi di assistenza a donne e minori in grave di difficoltà, vittime di maltrattamenti ed abusi. Guardando il video nulla pare cambiato dal 2016, quando le strutture di assistenza ai minori manifestavano davanti la Ragioneria del Comune di Palermo per ottenere il pagamento delle rette arretrate del 2013 e 2014.

Di sotto, uno degli striscioni dei manifestanti in via Roma davanti gli uffici della Ragioneria del Comune di Palermo per la vertenza in atto contro il blocco dei pagamenti arretrati.

Dario Fidora

Direttore responsabile