Zone franche montane Sicilia a rischio, preoccupazione per compatibilità decisioni Giunta Musumeci con iter legge-voto al Senato

I rappresentanti del Comitato regionale per le Zone franche montane (sindaci dei Comuni dell’Isola interessati alla norma e associazione ZFM Sicilia) aspettano l’incontro previsto martedì 14 alle 10:30 con il vicepresidente e assessore all’Economia della Regione Siciliana Gaetano Armao per fare il punto sulla legge istitutiva in esame al Senato.

Dall’aula consigliare del Comune di Blufi, i rappresentanti delle Terre Alte siciliane hanno indirizzato al presidente della Regione Nello Musumeci la richiesta di comunicare immediatamente al Senato l’intenzione di destinare alla start up della Legge che istituisce le Zfm in Sicilia, le risorse indicate al comma 4 dell’articolo 169 della legge di stabilità dello Stato, previste dal 1 gennaio 2022 per compensare gli “svantaggi derivanti dalla condizione di insularità”.

“La mancata destinazione di tali somme – sottolinea il Comitato – porterebbe all’impossibilità di calendarizzare il voto nelle due Camere del Parlamento della Legge sulle ZFM perché priva di copertura finanziaria.”

Ieri il governo regionale ha diffuso una nota per comunicare di avere deciso di destinare “cento milioni di euro per la defiscalizzazione delle attività produttive presenti nei 159 Comuni montani della Sicilia”, attraverso il “credito d’imposta per le imprese che operano nelle zone interne dell’Isola”, destinando alla copertura della misura parte dei fondi della programmazione extra-regionale. Tutto nel pieno rispetto della legge-voto approvata all’unanimità dall’Assemblea regionale siciliana nella seduta del 17 dicembre 2019, ma ancora all’esame del Senato. La norma, infatti, stabilisce, che l’onere della copertura finanziaria per la defiscalizzazione nei Comuni montani della Sicilia sia a carico del “Fondo per gli interventi strutturali di politica economica dello Stato”.

Vincenzo Lapunzina, presidente dell’Associazione ZFM Sicilia e Coordinatore regionale del Comitato ZFM, composto dai sindaci dei Comuni interessati e dall’associazione ZFM, ha dichiarato stamattina attraverso una nota: “Attendiamo di incontrare martedì prossimo l’assessore Armao per meglio comprendere il percorso che ha prospettato al Presidente e ai colleghi della Giunta, che pare sia condiviso e se – cosa più importante – è compatibile con la formulazione che gli Uffici della Ragioneria Generale dello Stato hanno delineato, interpretando le aspettative della Commissione Finanze e Tesoro del Senato e della Sottosegretaria al MEF, on.le Alessandra Sartore, delegata dal Governo a seguire la materia.
A tal proposito il senatore Luciano D’Alfonso, presidente della VI Commissione del Senato, in una accorata nota (10/11/2021) – sottoscritta anche dai colleghi Fenu e Di Piazza – aveva raccomandato al presidente Musumeci di tenere in considerazione le indicazioni suggerite dal MEF.
Tali indicazioni porterebbero alla calendarizzazione, a strettissimo giro, del voto nei due rami del Parlamento che, se favorevole (cosa di cui non dubitiamo), darebbe il via libera alla prima legge di prospettiva dell’ARS approvata in questa Legislatura e permetterebbe agli operatori economici, che ancora resistono nelle Terre alte di Sicilia, di guardare al futuro con fiducia.
In caso contrario l’iter legislativo, in corso al Senato, subirebbe una inaccettabile battuta di arresto.
Apprezziamo l’impegno del Governo di volere definire questa annosa questione che si protrae da oltre 2429 giorni, tuttavia siamo preoccupati che le buone intenzioni della Giunta non siano coerenti con le decisioni assestate – in merito alla fiscalità di sviluppo – della Corte di Giustizia europea, ovvero, che l’approvvigionamento finanziario della Legge non sia statale ma regionalista. Concetto chiaramente evocato in un’altra nota (22/11/2021) inviata dal senatore D’Alfonso al presidente Musumeci.”
“Inoltre ci poniamo una domanda – conclude Lapunzina-. Ai piccoli artigiani e commercianti, che ancora resistono nelle aree ignote dell’Isola, servirà acquistare beni strumentali, – magari indebitandosi con le Banche – in questo drammatico periodo storico, per ottenere il credito d’imposta?” Un altro aspetto che potrà essere chiarito in occasione del prossimo incontro con l’assessore Armao.

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