Finanza sostenibile. 27 milioni di euro da Unicredit a 7 imprese agroalimentari del Mezzogiorno. 4 sono in Sicilia

Cappadona, AGCI: «Tematiche e iniziative di finanza sostenibile ESG sono strettamente coerenti con i principi di solidarietà ispiratori del movimento cooperativo».

“Bond Food Mezzogiorno”: siciliane 4 delle prime 7 imprese agroalimentari finanziate con 27 milioni euro in minibond sottoscritti da Unicredit con garanzia Sace.
Al via il primo programma ESG di minibond per il settore agroalimentare del Mezzogiorno, finalizzato a incentivare gli investimenti di medio-lungo termine delle aziende che vogliono migliorare le prestazioni di sostenibilità del proprio business oltre che a sostenere i piani di sviluppo sui mercati internazionali.
A inaugurare l’iniziativa di finanza sostenibile sono otto imprese del Mezzogiorno che hanno emesso minibond a tasso variabile e di durata pari a 7 anni, sottoscritti da UniCredit: Caffè Moak, Cantine Ermes, Gustibus Alimentari e Pastificio Di Martino le quali hanno beneficiato della garanzia SACE, a cui si aggiungono Caseificio Palazzo e Gruppo Leone (Mangimi Leone, Almeda e Leone Group). In tutto le risorse complessive raccolte sono state pari a oltre 27 milioni di euro.
“Bond Food Mezzogiorno” è un’iniziativa finanziaria ideata secondo criteri ESG (Environmental, Social, Governance), che mira in sostanza a costruire un portafoglio di investimento che valuti aziende e Paesi rispetto al loro grado di rispetto della sostenibilità, misurando fattori ambientali, sociali e di governance.

Michele Cappadona
Michele Cappadona, presidente AGCI Sicilia

«PNRR e Green Deal stanno cominciando a rendere familiari e concreti i principi di sviluppo sostenibile che da tempo la nostra centrale cooperativa promuove con convinzione», afferma Michele Cappadona, presidente dell’Associazione Generale delle Cooperative Italiane, AGCI Sicilia. «L’acronimo ESG risale al 2005 e identifica una serie di criteri a cui si devono ispirare le attività di un’azienda per garantire il raggiungimento di determinati risultati ambientali, a livello sociale e di governance delle imprese. Criteri che vengono poi utilizzati dagli investitori che guardano ai principi di “finanza sostenibile” per valutare e decidere le loro scelte di investimento. La lettera “E” di Environmental – spiega Cappadona – rappresenta i criteri ambientali, per valutare come un’azienda si comporta nei confronti del proprio ambiente di riferimento e dell’ambiente in generale. I criteri collegati alla lettera “S” di Social riguardano l’impatto sociale e la relazione sociale con il territorio, quindi con le persone, con i dipendenti, i fornitori, i clienti e in generale con le comunità con cui opera. La “G” di Governance comprende i temi di una gestione aziendale ispirata a buone pratiche e principi etici, le logiche legate alla retribuzione dei dirigenti, il rispetto dei diritti degli azionisti, la trasparenza delle decisioni e delle scelte aziendali, il rispetto delle minoranze».

«Tematiche e principi ESG sono strettamente coerenti con i principi di solidarietà ispiratori del movimento cooperativo».

«Il principio di sostenibilità, ovvero di gestione delle risorse, del rispetto nei confronti dell’ambiente o di qualsiasi contesto caratterizzato da risorse limitate – continua Cappadona – fa parte di un percorso universale di consapevolezza su come non sia ragionevole e nemmeno possibile pensare di proseguire verso una crescita infinita, quando il nostro pianeta è costituito da risorse naturali non rinnovabili. Un percorso iniziato nel 1972 con la prima conferenza Onu sull’ambiente, da cui è scaturita la Dichiarazione di Stoccolma che sancisce il “diritto di tutti gli esseri umani avere accesso a condizioni di vita soddisfacenti, in un ambiente che consenta di vivere nella dignità e nel benessere”.
Iniziative innovative come “Bond Food Mezzogiorno” di Unicredit nel settore agroalimentare sono strategiche in Sicilia – conclude Cappadona – perché strettamente coerenti con politiche di sviluppo sostenibile e concreto, basate su investimenti ad alto impatto sociale in comparti economici su cui la nostra Isola ha una forte vocazione economica identitaria e una produzione di qualità che merita di essere valorizzata”.

L’intervento rientra nell’ambito degli obiettivi del Green Deal, il piano che promuove un’Europa circolare, moderna, sostenibile e resiliente.

SACE, istituzione a sostegno dello sviluppo del Sistema Paese, riveste un ruolo centrale nell’attuazione del Green New Deal sul territorio italiano, potendo rilasciare “garanzie green” su progetti i cui obiettivi sono agevolare la transizione verso un’economia a minor impatto ambientale, integrare i cicli produttivi con tecnologie a basse emissioni per la produzione di beni e servizi sostenibili e promuovere iniziative volte a sviluppare una nuova mobilità a minori emissioni inquinanti.

“Con il programma Bond Food Mezzogiorno – ha spiegato Andrea Casini, responsabile imprese di UniCredit Italia – in quanto banca leader in Italia nel favorire l’accesso delle PMI al mercato dei capitali ci poniamo un obiettivo ambizioso: mettere a disposizione delle aziende del settore Agroalimentare del Mezzogiorno, eccellenza del Made in Italy, un’offerta distintiva che associa la consulenza specialistica per la definizione e l’implementazione delle strategie di sostenibilità a uno strumento finanziario evoluto come il minibond, con la possibilità anche di beneficiare della garanzia SACE. Con Bond Food Mezzogiorno abbiamo realizzato un’operazione di sistema per mobilitare nuovo credito, incentivare forme alternative di finanziamento degli investimenti e promuovere l’internazionalizzazione e la cultura della sostenibilità”.

“La sostenibilità – sottolinea la Chief MID Market Officer di SACE, Simonetta Acri – è ormai un driver irrinunciabile per la crescita delle aziende italiane e per la loro competitività nel mondo. E SACE, in questo ambito, è in prima linea non solo nel sostegno all’export e all’internazionalizzazione dei propri clienti ma anche come leva per gli investimenti del PNRR. Attraverso questa partnership con UniCredit, infatti, rafforziamo il nostro impegno per le eccellenze del Mezzogiorno che operano in un settore così rappresentativo del Made in Italy come l’agroalimentare, rivolgendoci alle PMI e alle Mid Cap, che sono il cuore del nostro tessuto imprenditoriale”.

Le aziende protagoniste e i progetti di investimento di “Bond Food Mezzogiorno”, primo programma di emissione di minibond sostenibili per il settore agroalimentare del Mezzogiorno, sono:

Caffè Moak (Sicilia), società che opera nel settore della torrefazione e commercializzazione del caffè. L’azienda con il minibond di 1,5 milioni di euro con garanzia SACE si è impegnata a raggiungere ambiziosi obiettivi di sostenibilità: riduzione dell’impatto ambientale (commercializzazione di capsule interamente compostabili e 100% di packaging riciclabile dei prodotti monoporzionati), ottenimento di certificazioni della catena di fornitura secondo i più rigorosi standard di settore in termini di sostenibilità sociale e ambientale e crescita professionale dei dipendenti;

Cantine Ermes (Sicilia), società cooperativa agricola fondata in Sicilia nel 1998 è cresciuta fino ad operare, oggi, su tre regioni: Sicilia, Veneto e Puglia. L’azienda conta circa 10.500 ettari vitati di cui quasi un terzo coltivato in biologico. La Cooperativa, con il minibond di 3 milioni di euro con garanzia SACE, si è data obiettivi sia ambientali, volti a garantire un approvvigionamento di energia elettrica interamente da fonti rinnovabili anche attraverso l’implementazione di impianti fotovoltaici sui propri siti, che sociali con riferimento alla formazione ai soci della Cooperativa su pratiche agricole e di business sostenibili e alla pubblicazione di un Manifesto di Sostenibilità contenente i principi di generazione di valore sociale e ambientale condivisi;

Caseificio Palazzo (Puglia), storica azienda con sede a Putignano (BA) che opera dal 1957 nel settore lattiero/caseario. Il minibond da 6 milioni di euro è finalizzato a sostenere un importante progetto di ristrutturazione e ampliamento dello stabilimento industriale che si estenderà su una superficie di 5000mq, oltre all’acquisto di nuove attrezzature e di impianti specifici in ottica 4.0 al fine di aumentare la capacità produttiva e di implementare il business plan aziendale che prevede un incremento della quota di mercato, in particolare per il canale estero, e l’assunzione di circa 60 unità in Italia;

Gruppo Leone (Sicilia), da cinquant’anni opera nel settore agroalimentare con una strategia basata sulla diversificazione delle attività. L’azienda ha emesso tre minibond per un totale pari a 2,7 milioni di euro per le rispettive società del Gruppo (Mangimi Leone SpA, Almeda Srl e Leone Group Srl), con obiettivi di sostenibilità che spaziano dall’approvvigionamento di energia elettrica interamente da fonti rinnovabili, compresa l’installazione di due impianti fotovoltaici sulle coperture degli stabili aziendali, alla formazione trasversale per i lavoratori del Gruppo;

Gustibus Alimentari (Sicilia), società che opera nel settore delle salse di pomodoro e dei sughi pronti con elevate quote di fatturato estero. L’azienda con il minibond di 2 milioni di euro con garanzia SACE si è data degli obiettivi di sostenibilità che spaziano dalla riduzione dell’impatto ambientale grazie all’uso di fonti di energia rinnovabile, inclusa l’autogenerazione di energia grazie a un impianto fotovoltaico da oltre 900 kWp, alla certificazione secondo lo Standard “Social Footprint” che testimonia l’attenzione per il miglioramento continuo delle condizioni sociali della filiera produttiva, fino alla trasformazione dello status legale dell’azienda in Società Benefit, con la pubblicazione di una relazione di impatto annuale;

Pastificio Di Martino (Campania), società che da oltre 100 anni produce pasta di Gragnano IGP utilizzando solo semola di grano duro 100% italiano. L’azienda con il minibond di 12 milioni di euro con garanzia SACE si è impegnata a raggiungere – entro il 31 dicembre 2023 – ambiziosi obiettivi di sostenibilità connessi all’abbattimento dell’impronta ambientale tramite la riduzione dei consumi energetici e di combustibili di almeno il 12% (grazie a diversi interventi di efficientamento e di autogenerazione di energia) ed al rafforzamento dell’offerta di prodotti biologici con l’introduzione sul mercato di almeno 10 nuove referenze.


(foto di copertina di Jcomp – it.freepik.com)

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