Protesta pescatori italiani contro politiche UE: “La cura per il Mediterraneo non è fermare la pesca”
Oggi a Mazara a Venezia e in tutt’Italia, la giornata nazionale di protesta dei pescatori indetta dall’Alleanza Cooperative con il claim “Salviamo la pesca”, contro le attuali politiche comunitarie del settore che penalizzano le marinerie.
“Da Commissione Ue scelte miopi. Occorre garantire diritto alla pesca sostenibile”, dichiara l’europarlamentare Pietro Bartolo, componente della Commissione Pesca a Bruxelles.
“Oggi è una giornata importante per la pesca italiana, e non solo. Ci auguriamo che da queste piazze arrivi un segnale forte e chiaro a Bruxelles, che faccia capire al commissario Sinkevičius che la sua politica non è accettabile, non è sostenibile, e che la cura per il Mediterraneo non è la chiusura della pesca”. Questo il messaggio dell’Alleanza Pesca (Agci, Confcooperative, Legacoop) , lanciato dalle piazze di Mazara del Vallo e Venezia, che prosegue “Con i colleghi di Francia e Spagna stiamo portando avanti queste mobilitazioni, iniziative unitarie internazionali che andranno avanti nei prossimi mesi fino a dicembre Finché il Consiglio dei Ministri non deciderà cosa fare di noi nel 2022. Speriamo che sul tavolo non ci sarà un’ennesima proposta di riduzione delle attività di pesca in mare, ma magari misure alternative con cui cambiare la cura e andare avanti nelle nostre attività di pesca”.
Mobilitazione pescatori, Pietro Bartolo: “Da Commissione Ue scelte miopi. Occorre garantire diritto alla pesca”

“La mobilitazione indetta dall’Alleanza Cooperative per oggi a Mazara del Vallo e a Venezia ha come tema centrale una questione estremamente semplice: il diritto al lavoro e il diritto a un reddito dignitoso”. Così in una nota l’eurodeputato e componente della Commissione Pesca a Bruxelles, Pietro Bartolo.
“Quella della pesca sostenibile – prosegue Bartolo – è sempre stata una priorità di tutti, da noi rappresentanti delle istituzioni ai pescatori, veri custodi dei nostri mari. Ma quando questi non riescono più a garantire la redditività della propria impresa e rischiano di dover interrompere l’attività che hanno portato avanti da generazioni intere, allora deve scattare un campanello d’allarme”.
“Le scelte perseguite dalla Commissione Europea, volte unicamente a ridurre le giornate di pesca, sono miopi e non tengono conto di altre due facce della sostenibilità, quella economica e soprattutto di quella sociale, fattori inscindibili da quelli ambientali, se si vuole perseguire una politica veramente rispettosa dei nostri mari. È necessario intervenire con un approccio ecosistemico che tenga in considerazione tutte le cause all’origine del depauperamento degli stock ittici, come l’inquinamento dei mari, l’innalzamento delle temperature o i trasporti marittimi. È necessario inoltre cercare soluzioni diverse, come una maggiore attenzione alla selettività degli strumenti da pesca o la creazione di aree protette per la ricostituzione degli stock, che non privino i nostri pescatori del loro diritto ad esercitare la loro professione”.
“Già a dicembre – conclude Bartolo – ci eravamo fatti sentire con una lettera alla ministra Bellanova per chiedere di invertire la rotta rispetto all’ennesima proposta da parte della Commissione di tagliare drasticamente le giornate di pesca per il 2021 senza aver nemmeno valutato l’impatto dei tagli decisi per l’anno precedente. Come allora, continuerò a farmi sentire nelle istituzioni europee affinché la soluzione alla pressione eccessiva sugli stock ittici non sia quella di smantellare completamente un settore che in Italia fa vivere intere comunità costiere e rappresenta una parte integrante del nostro patrimonio culturale”.
Devi effettuare l'accesso per postare un commento.