Palermo, Consiglio comunale sospende regolamento anti evasione dei tributi

Sospesa l’applicazione del regolamento anti evasione esitato dal Consiglio Comunale nel 2020 che prevede sanzioni, fino al ritiro della licenza commerciale, ai presunti evasori dei tributi locali.

Italia Viva Comune di Palermo“L’emendamento presentato dai consiglieri del gruppo Italia Viva e condiviso da tutta l’aula, è stato approvato nella seduta odierna. Così come proposto in conferenza dei capigruppo l’aula oggi ha discusso e votato favorevolmente la proposta che prevede la sospensione delle scansioni previste dal regolamento anti evasione per gli anni 2020 e 2021”.

Lo si legge in una nota del gruppo consiliare di Italia Viva a Palazzo delle Aquile, che così continua:

“Crediamo che sia un importante segnale verso le attività produttive della nostra città, dichiarano i consiglieri, evitando di inasprire le sanzioni previste dal regolamento in un periodo che ha colpito drammaticamente l’economia della nostra città. Un importante segnale anche di serietà e responsabilità da parte del consiglio comunale a seguito di giornate appesantite da attacchi verso il gruppo Italia Viva e contro l’istituzione del Consiglio Comunale che hanno certamente contribuito a un senso di sfiducia e distanza tra la cittadinanza e l’amministrazione. L’atto di oggi è la dimostrazione di come sia importante più che mai, in questo momento storico, mettere al centro i problemi reali della città”.

“Il provvedimento cozza palesemente con i principi di ragionevolezza e proporzionalità, ad esempio laddove fissa in soli 1.000 euro la soglia del presunto debito oltre la quale scatta la sospensione delle licenze – si era espressa lo scorso ottobre Patrizia Di Dio, presidente di Confcommercio Palermo -. Nessuno discute l’importanza e la legittimità della lotta all’evasione fiscale, temi su cui Confcommercio ha sempre mostrato grande sensibilità, ma un provvedimento del genere, in questo momento storico, ha l’amaro sapore di una vessazione nei confronti delle migliaia di imprese che sono allo stremo delle forze e che magari, nel 2021, avranno cessato di esistere”

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