Palermo, vaccinazioni in notturna: già seicento le prenotazioni. Musumeci spiega il dato dei 258 decessi per Covid “non registrati”

«Ieri la prima prova della vaccinazione in notturna alla Fiera di Palermo. Si prosegue stasera e si sono prenotati già in seicento. Priorità ad anziani e persone fragili».

Lo dichiara il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, in merito alla seconda giornata di estensione alle ore notturne delle vaccinazioni nell’hub di Palermo.

Nello Musumeci
Nello Musumeci

Riferendosi alle polemiche e alle ricostruzioni di alcuni mass media sul dato riferito ai 258 morti e ai 6.000 guariti ricalcolati ieri, il presidente Musumeci ha spiegato: “I flussi che riguardano la comunicazione dei dati inviati a Roma seguono due direttrici. Una riguarda la comunicazione che dalle Aziende va all’Istituto superiore di sanità, ed è quella dalla quale dipendono le decisioni che riguardano i “colori” delle regioni. L’altra, diversa, è quella curata dalla Protezione Civile, i cui flussi non sempre sono allineati perché seguono altri metodi di ricognizione. Questo significa che le 258 vittime rilevate ieri dalla Protezione civile, sono il risultato del periodico riallineamento tra i due flussi e comunque il dato era già presente nella piattaforma dell’ISS. Succede in diverse regioni italiane e in parecchi Stati europei”.

«La campagna vaccinale torna in Sicilia a ritmi sostenuti e nella giornata di ieri sono state superate le ventimila dosi inoculate. Nei prossimi giorni contiamo di assestare ulteriormente il dato e di completare il coinvolgimento dei medici di famiglia, cui possiamo destinare una ulteriore dotazione di vaccini Moderna. A metà aprile, inoltre, è previsto l’arrivo tanto atteso delle prime dosi del vaccino Janssen di Johnson&Johnson, ancora in numero ridotto, ma sarà il primo a dose singola a venire distribuito».
 
«Con tutti i limiti e le comprensibili preoccupazioni, continuo a ripetere che il vaccino è l’unico antidoto per bloccare la pericolosa diffusione del virus – prosegue Musumeci -. I nuovi hub che si aggiungono ai nove già allestiti e il personale accordatoci dal governo nazionale, che ci ha riconosciuto un fabbisogno di 1300 unità, saranno presto operativi. Ma non possiamo ragionare come se il virus non fosse tuttora pienamente circolante. L’Italia, dall’inizio dell’epidemia, è sempre stata alcune settimane dietro gli altri Paesi europei, mentre le Isole e alcune zone del Sud muovono, per la loro stessa collocazione, con oltre una decina di giorni di ritardo rispetto alle altre regioni italiane. Per questo è necessario che i siciliani di età compresa tra i 70 e gli 80’anni prenotino il vaccino sulle nostre piattaforme e che si completi rapidamente la vaccinazione degli ultra ottantenni. Non possiamo rallentare con le vaccinazioni: occorre fare bene e in fretta».

ilGaz.it

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