Regione Sicilia ritira rendiconto 2019, a rischio tempi per il bilancio 2021 e l’accordo con lo Stato

Polemiche dell’opposizione all’Ars per la decisione del Governo Musumeci di ritirare in autotutela il rendiconto 2019 dopo le osservazioni della Procura contabile.

Il conseguente slittamento della parifica non consentirebbe di approvare il bilancio previsionale 2021 entro il 28 febbraio.
A rischio quindi l’accordo Stato Regione che consente di spalmare su 10 anni il disavanzo. Verrebbero meno 421 milioni per l’anno in corso e il blocco degli investimenti fino al pareggio di bilancio. Secondo le opposizioni si profila un ritardo per la spesa della Regione, fino al 28 febbraio in esercizio provvisorio, in un momento di grave difficoltà per imprese e lavoratori.
Il Governo Musumeci, però, sdrammatizza: nonostante l’incidente di percorso, fatte le dovute rettifiche si approverà il rendiconto 2019, e di seguito saranno esitati i documenti contabili e finanziari secondo i termini previsti nell’accordo con lo Stato.

“Il ritiro del rendiconto 2019 della Regione è un fatto gravissimo che non ha precedenti nella storia finanziaria della Regione Siciliana”, dichiara il deputato regionale del M5s Luigi Sunseri, componente della Commissione Bilancio all’Ars. “Alla luce di questo ennesimo strafalcione, inizio a nutrire seri dubbi che questo Governo sarà capace di rispettare gli accordi presi con Roma e godere dei benefici concessi. A questo punto il rinvio della parifica è scientificamente certo. La ripresentazione del rendiconto comporta il riavvio dell’intera procedura da parte della Sezione di controllo della Corte dei Conti, per la cui definizione saranno necessari almeno un paio di mesi”.
“Il 1 Dicembre dello scorso anno – spiega Sunseri – la Sezione di Controllo della Corte dei Conti dichiarava l’irregolarità di ben 319 milioni di euro di residui attivi a causa del superamento della soglia del 2% costituita dall’errore massimo tollerabile. Appena pochi mesi addietro Musumeci decise di premiare i dirigenti responsabili dei dipartimenti con ben 7 milioni e mezzo di euro. Ad aggravare la storia, già tormentata, di questa sessione di bilancio si aggiunge la concreta impossibilità, contrariamente a quanto dichiarato dal presidente Miccichè, di approvare la finanziaria in mancanza della parifica della Corte dei Conti del rendiconto precedente. Questo significa che non  si potrà liberare l’avanzo necessario anche per la spesa per investimenti”.
“A saltare, o quantomeno a subire un ritardo – sottolinea il deputato –  sarà anche il neo accordo Stato Regione ed in particolare il punto in cui questa avrebbe dovuto, tramite adeguati interventi legislativi ed amministrativi, ridurre la spesa corrente ai fini del ripiano del disavanzo. Nulla di nuovo sotto il sole. Dal 2016 ogni anno la Regione sottoscrive un accordo con il Governo per superare lo stato di grave sofferenza finanziaria del bilancio regionale e puntualmente ogni anno questa Regione non rispetta gli impegni assunti. Abbiamo a questo punto anche compreso perchè Musumeci continua a prendersela con i suoi dipendenti, è evidente che non è in grado di controllare i processi amministrativi guidandoli e al posto di prendersela con se stesso colpisce i suoi sottoposti. L’ennesima brutta pagina che peserà sulle tasche dei siciliani” – conclude Sunseri.

“Invece di presentare il Bilancio 2021 Musumeci è costretto a ritirare il Rendiconto 2019 che non avrebbe superato la parificazione della Corte dei Conti”, interviene Giuseppe Lupo, capogruppo PD a Sala d’Ercole. “Il presidente della Regione riferisca all’Ars il motivo per il quale ha ritirato il rendiconto generale della Regione per l’esercizio finanziario 2019, già trasmesso per la parificazione alla Corte dei Conti. Ci auguriamo che almeno in questo caso Musumeci invece del solito scaricabarile si assuma la responsabilità delle cause della revoca del rendiconto, che può pregiudicare il rispetto delle scadenze pattuite con lo Stato, con gravi conseguenze per la Sicilia. Assistiamo alla marcia del gambero di un governo regionale incapace, che adesso rischia di far slittare l’approvazione della legge di stabilità e di bilancio ritardando ulteriormente gli interventi economici per imprese e lavoro”.

 

 

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