Morto in Francia il calciatore Maboulou, stroncato da un infarto a 30 anni. In Italia 60mila casi l’anno di morte cardiaca improvvisa

Christopher Maboulou, ex calciatore del Bastia, è morto per arresto cardiaco mentre giocava una partita di calcio con amici ieri, alla periferia di Parigi dove era nato.

Il prof. Michele Gulizia – presidente della Fondazione per il Tuo cuore dei cardiologi ospedalieri italiani e direttore della Cardiologia dell’ospedale Garibaldi-Nesima di Catania – ha commentato: “Eventi tragici come questi devono fare accendere con potenza i riflettori sull’importanza di una prevenzione cardiovascolare efficace, precoce e senza sconti.” 

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“È fondamentale una salvaguardia dello stato di salute cardiovascolare attraverso controlli cardiologici accurati, da svolgere anche in pieno benessere”, continua il prof. Gulizia. “A maggior ragione nello sport agonistico dove, a causa delle continue sollecitazioni che il sistema cardiovascolare subisce per la complessità del gesto sportivo agonistico, questi controlli vanno ripetuti alla minima avvisaglia, senza aver timore di fermare un atleta in corsa, ma avendo cura prima della sua salute piuttosto che del successo sportivo. Il cuore di un atleta viene spesso impegnato oltremisura, in un gesto sportivo competitivo e ad alta intensità che non lascia molto spazio al recupero. Lo sport va dunque sempre eseguito in sicurezza cardiovascolare e questo vale per tutti. La prevenzione è la prima arma contro le malattie cardiovascolari. Pochi sanno che sono oltre 60mila i morti per morte cardiaca improvvisa in Italia, quasi tutte secondarie ad arresto cardiaco, e che in una stragrande quantità di casi un cuore può essere rianimato da un qualunque cittadino, anche non sanitario, che conosca i principi della Rianimazione Cardio-Polmonare (RCP) e che abbia partecipato con profitto a uno dei tanti corsi BLS e BLSD che organizziamo in tutta Italia. Sono manovre semplici da imparare, anche con l’uso del defibrillatore semiautomatico esterno, che in molti Paesi civili si insegnano già a scuola sin dalle classi medie e fino a quelle superiori.

E proprio per tenere alta l’attenzione sulla prima causa di morte nel nostro Paese, le malattie cardiovascolari, la Fondazione per il Tuo cuore, che ho l’onore di presiedere, anche durante la pandemia COVID19 continua ad essere fortemente impegnata nella prevenzione cardiovascolare attraverso importanti attività di prevenzione primaria e secondaria rivolte ai cittadini.  A febbraio come ogni anno si svolgerà il consueto appuntamento di Cardiologie Aperte, giunto alla quindicesima edizione, che per quest’anno, a causa della necessità di contenere la diffusione pandemica da Covid-19, si svolgerà con un format speciale. Infatti per il 2021 la Fondazione attiverà un numero verde dedicato ai cittadini che potranno chiamare per porre domande su problemi legati alle malattie del cuore alle quali risponderanno i Cardiologi Ospedalieri delle numerose strutture aderenti distribuite sull’intero territorio nazionale. Nonostante la recente pandemia, è fondamentale invogliare le persone ad eseguire un corretto percorso di prevenzione cardiovascolare a casa ma anche a rimuovere il timore a consultare un cardiologo in caso di necessità. Abbiamo assistito ad una riduzione di circa il 30-40% dei ricoveri per sindrome coronarica acuta e per scompenso cardiaco in ospedale, patologie che rappresentano da sole la gran parte dei ricoveri cardiologici, constatando parimenti un aumento di oltre 3 volte della mortalità per infarto miocardico. Continuiamo a combattere il COVID19 con il distanziamento, con il vaccino e con il buon senso; buon senso che non dobbiamo trascurare nell’impegno contro le malattie cardiovascolari.

 

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Direttore responsabile