Scala, Italia Viva: “Vogliamo tornare a far sorridere Alcamo”

Dopo l’era Ferrara, Giacomo Scala è certamente uno dei sindaci che nella storia politica alcamese ha contribuito a scrivere pagine di rinascita culturale e non solo.

Durante il suo secondo mandato, Alcamo diventa città virtuosa per la raccolta differenziata. Figlio del popolo, la sua azione politica è stata apprezzata in maniera trasversale. Ha da sempre avversato e tacciato il vecchio modo di far politica, come inconcludente. Oggi, a pochi mesi dalle prossime consultazioni elettorali alcamesi, il dirigente di Italia Viva, compie una disamina attenta sui motivi dell’implosione grillina, e antepone alla politica della protesta , quella della proposta, che possa far ritornare Alcamo città capofila del nostro comprensorio.

Due mandati da sindaco della città di Alcamo e due candidature all’ARS, nel 2012 con il PD e nel 2017 con Sicilia Futura, non andate a buon fine, ma che hanno certamente decretato che Scala in città ha un suo elettorato importante. Cosa c’è nei suoi programmi futuri: una ricandidatura a sindaco o una nuova puntatina all’Ars?
Nel mio futuro politico c’è tanta voglia, con umiltà, di mettere a disposizione degli altri le competenze e le esperienze amministrative e politiche acquisite negli anni. Ma in questo momento le mie attenzioni sono rivolte alle cose da fare per la mia città e soprattutto sul modo di farle. Lavorare alla costruzione di una forte coalizione per Alcamo è il mio obiettivo principale. Le ambizioni personali in questo momento devono farsi da parte e trasformarsi in una totale disponibilità verso gli altri. Ci sarà tempo per definire percorsi personali. Oggi stiamo lavorando per far si che la prossima amministrazione liberi Alcamo dal torpore in cui è caduta negli ultimi anni. Occorre entusiasmo, competenza e voglia di far tornare Alcamo al ruolo che merita di Città capofila del nostro comprensorio. In passato noi lo abbiamo fatto e siamo pronti a rifarlo ma senza lacciuoli di rais politici di turno che mettono una cappa di condizionamento sulla politica e sull’amministrazione. Vogliamo tornare a far sorridere Alcamo e ci riusciremo.

Dall’alto della sua esperienza amministrativa, in cosa si è inceppata la governance dei grillini in città?
Quando fai Politica soltanto contro qualcuno, rischi, in una epoca come la nostra dove il qualunquismo ed il populismo vanno a braccetto di vincere le elezioni e dal giorno successivo non avere alcunché da dire. Ad Alcamo (e non solo nella mia città) è avvenuto questo. Prima della governance esiste la democrazia, il rispetto dell’altro, il pensiero, l’azione politico-amministrativa dell’Amministrazione 5stelle è stata rabbiosa, opaca, assai mediocre e poco rispettosa nei confronti della Comunità Alcamese e di tanti dipendenti.
Tanto livore e rabbia trasformata in programma elettorale, dove tutto e il contrario di tutto è stato promesso ai cittadini. Il giorno dopo però ti scontri con la difficoltà di tutti i giorni con le innumerevoli emergenze che una città ha e che vanno affrontate con immediatezza. Io credo che la governance dei 5stelle non si è inceppata per il semplice fatto che non è mai partita. Non c’è una visione di futuro, non ho visto alcuna realizzazione di opere strutturali importanti, capaci di cambiare la qualità della vita dei cittadini e mi riferisco a scuole, piazze, contenitori culturali, impianti sportivi, non c’è stata la capacità di offrire alla città un modello culturale, sociale, economico, nulla di nulla. Io penso che occorreva un pò più di disponibilità, meno arroganza e l’inesperienza doveva far posto alla umiltà ed alla capacità di ascolto. In una parola una occasione perduta.

La provincia di Trapani ha perso in pochi mesi la deputazione regionale, europea e nazionale del Movimento 5 stelle. Folgorazione secondo lei o opportunismo politico?
Non conosco le dinamiche interne del Movimento cinque stelle e le motivazioni che hanno portato a queste scelte così drastiche. Dall’esterno si rileva che il movimento è imploso sui suoi stessi principi. Una provincia che vota in massa un movimento per non parlare della nostra città e che poi si ritrova senza rappresentati come minimo si sente tradita. Voglio offrire solo due temi di riflessione: i deputati dicono che è il movimento che ha cambiato pelle, che ha tradito e che non è più lo stesso, quindi desumo che loro (i deputati) che sono persone di sani principi, avendo già due mandati, non si candideranno più; se il movimento si è trasformato e, quindi ha cambiato pelle, portando avanti non più i valori fondativi, va da se che, a partire da Alcamo, i fuoriusciti e ad Alcamo sono soprattutto i deputati, per un problema etico e valoriale non possono appoggiare lo stesso Movimento che li ha traditi e i loro candidati, a partire dal sindaco. Queste sono cose che vedremo presto, è evidente che la gente ci può cascare una volta due è davvero troppo. Abbiamo assistito a tutto ed il contrario di tutto come nel più classico cliché della vecchia politica, consiglieri che si ammutinano e criticano facendo fuoco e fiamme ma subito dopo diventano assessori e magicamente è tutto a posto, deputati che se ne vanno ma giurano fedeltà in nome dell’amicizia a sindaci uscenti… insomma tutta una politica… Old Style targata 5.0. C’è una sola cosa degna di nota in questa vicenda. La città di Alcamo, grazie a tutto questo, si sta rendendo conto di avere investito, da 10 anni a questa parte, in una classe dirigente che è evaporata e che, per la verità, non aveva portato granchè di risorse se non parole, slogan e denigrazioni degli avversari politici con conseguente erosione dell’onorabilità.

Sembra ormai essere stata tracciata un’intesa politica tra lei e l’onorevole Mimmo Turano e maturato un reciproco gradimento con le forze di centro destra. Ma nel cuore di Scala c’è un passato più di centro sinistra, più progressista che conservatore. Destra e sinistra: steccati culturali o retaggi oggi anacronistici e quindi superabili?
Chi vive la Politica mettendo steccati sbaglia. Sempre ed a prescindere. A meno che le contrapposizioni ideologiche contrastino con la morale di ciascuno. In quel caso allora la discrezionalità nello scegliere facilità discorsi su con chi stare o con chi non stare.
Dobbiamo far prevalere una nuova e più attiva cultura della responsabilità, è diritto-dovere di ogni cittadina-cittadino esserci e noi abbiamo il compito di coinvolgerli.
L’assessore Turano è una risorsa importante e autorevole per la nostra città, e per il nostro territorio.
L’intesa politica con l’assessore Turano parte dalla reciproca voglia di fare qualcosa di importante per Alcamo, io spero che presto si trasformi in un’alleanza politica che, insieme alle risorse migliori della città, possa dare un buon governo alla nostra Alcamo. Con i miei amici stiamo lavorando, sulla scorta delle nostre esperienze amministrative, a un programma basato sulla concretezza e fattibilità, che vorremmo trasformare in atti di buon governo amministrativo. L’ideologia qui centra poco. C’entra cosa serve davvero alla nostra città, se si è capaci a realizzarlo e chi lo deve realizzare, questo in sintesi è il nocciolo della questione. Anche se devo dire che sulle scelte fondamentali di campo c’è una sintonia importante che mi fa sperare ad altre intese di respiro politico e quindi ideologico più grande. Credo che si possa mettere in campo un laboratorio politico importante che può aprire la strada nel territorio a novità per future proposte politiche.

La sua prima candidatura a sindaco e la sua riconferma portano entrambe la firma del Senatore Papania e dell’entourage a lui vicino. Oggi il divorzio dopo un lungo matrimonio. Chiedo anche a lei: rimorsi o rimpianti?
Semplicemente la serenità di un sorriso, ne rimorsi ne rimpianti, semmai consapevolezza di ciò che è stato e di ciò che poteva essere e non è stato. Leggo dalle pagine online di questo giornale “di politica di condominio, di sopravvalutazione di soggetti politici, di cavalli che corrono…” bene, io credo che ogni tanto bisognerebbe farsi, senza ipocrisia, una bella introspezione e mettersi in discussione con se stesso, e pensare che il tempo passato non ritorna più, e tutto ciò che è stato è merito anche di tanti e non solo di se stessi. Qualcuno poteva avere l’occasione di essere Jonathan, e diventare il grande Gabbiano per insegnare ai più giovani le tecniche del volo libero, ma piuttosto che fare questo, gesto davvero nobile e generoso, ha esagerato e, a differenza di Jonathan, non è stato capace di portare a termine la sua missione per presunzione, compromettendo la sua stessa posizione.
La mia prima candidatura a sindaco della città, appartiene al popolo, agli elettori. L’impegno, il lavoro, il sostegno nei 10 anni della mia amministrazione è frutto delle tante forze politiche, movimenti e classe dirigente nel silenzio ha contribuito a fare della nostra Alcamo una grande comunità. L’ex senatore Papania è stato in tutto questo un autorevole esponente politico, e un punto di riferimento, che in quel periodo ha fatto l’amministratore delegato di tanti consensi e di fattiva politica, prodotta non solo dal sottoscritto, ma anche dai tantissimi iscritti, dirigenti di partito e amministratori, grazie anche alla collaborazione e abnegazioni dei dipendenti delle Istituzioni.
Oggi credo che il tema delle alleanze per i cittadini sia molto importante. Non saremo dalla stessa parte con Nino Papania, e non sono tecniche di posizionamento, ma scelte decise per il bene della città, e a proposito di scelte di uomini e alleanze, volevo ringraziare l’avv. Abate e l’on. Turano per le belle parole di apprezzamento per la mia persona e per gli uomini e le donne di CentrAli. La politica non è la mia professione ma una passione e come tale voglio coltivarla con chi con me condivide sogni, passioni ed emozioni, per altri è professione e ragione di vita.

In città comincia ad esserci un po’ di fermento, per individuare una guida autorevole da proporre come candidato a sindaco e su cui possa convergere il placet delle varie alleanze che si vanno formando. L’Avv. Vincenzo Abate auspica che, ad incarnare questo ruolo possa essere una donna. Crede che i tempi siano maturi perché ciò possa realizzarsi, o c’è ancora un po’ troppo maschilismo nella politica locale?
Credo che i tempi siano maturi per l’individuazione di un Sindaco autorevole e preparato, capace di guidare e rappresentare la città in contesti più ampi della città di Ciullo. Io da Sindaco ho avuto il piacere e l’onore di nominare il primo vice Sindaco donna della città, la compianta Caterina Stellino, quindi è ovvio che è anche un mio auspicio. Una candidatura donna potrebbe/dovrebbe essere un valore aggiunto alla buona e bella politica.
Io credo che dobbiamo offrire alla città le migliori energie, se poi tra queste ci sono donne sulle quali la città si rivede e crede, allora è nostro dovere lavorare in questa direzione. Ma a breve anche questo nodo sarà sciolto. Serve ricostruire una società per una Alcamo meno triste, più inclusiva, laboriosa, pacifica ed accogliente. Il tutto dobbiamo farlo sopra la roccia del bene comune. E questo è compito di tutti. Un amico a me molto “noto”, sostiene e sottolinea che non dobbiamo ripetere gli errori del passato ma serve tanta umiltà, dedizione ed emozione per elaborare, registrare e proporre la responsabilità della buona politica.

 

Claudia Lentini

Direttore responsabile