Alcamo, Papania e la bellezza della politica: il Movimento Via dirà la sua in ogni competizione elettorale

Lo scrittore e politico inglese Leonard Spencer Churchill in una sua celeberrima frase, sostiene che “Se il presente cerca di giudicare il passato, perderà il futuro”.
Nelle parole del senatore Antonino Papania, sul tema delle prossime competizioni elettorali, non un giudizio sul passato, ma una riflessione pacata, sulla necessità di tornare alla bellezza della politica, attraverso programmi e linee programmatiche, poste al servizio delle varie realtà territoriali.

Il movimento VIA, sua creatura politica, ha tra le linee programmatiche il dialogo e la partecipazione costruttiva per contribuire alla crescita dell’intelligenza politica in Sicilia. Ma una VIA da percorrere implica anche una scelta, scegliere da che parte stare. Alla prossima competizione comunale, VIA, che come ha più volto ribadito è un movimento progressista, da che parte starà?
Il Movimento VIA è la creatura di quanti si riconoscono nella politica praticata fuori dai personalismi e dentro le realtà territoriali. Non ci sono primati o primogeniture, c’è semmai l’esperienza mia al servizio di quanti in prima linea hanno deciso di intraprendere un percorso nuovo, diverso, ambizioso e non facile. Oggi c’è una grande necessità, la politica deve tornare a se stessa, alla sua bellezza, non al rincorrersi di comunicati stampa e di bandierine. VIA ha già scelto nel momento in cui è scesa in campo, il Movimento esiste e dirà la sua in ogni competizione elettorale  sia di carattere locale che regionale e nazionale, ci interessano i programmi che concorreremo a formare.

Il dirigente di Diventerà Bellissima, Vincenzo Abate, ritiene che la coalizione che ha consacrato la vittoria del sindaco a Marsala, non possa essere traslata sic et simpliciter da una città all’altra. Non suonano queste parole come una sorta di preclusione al dialogo con il suo Movimento?
Guardi, non ci trovo nulla di male in quello che ha detto Abate. Nessuna competizione elettorale è uguale ad un’altra, ogni città racconta la sua storia.  Pensare diversamente sarebbe da sconsiderati. Alcamo è una città che oggi, più di ieri, necessita di una rinnovata classe amministrativa e politica, piegarci sui soliti nomi noti non porterà al rilancio di un territorio che è rimasto indietro a causa di scelte impopolari, avvenute senza tenere conto davvero delle reali necessità del territorio. Nessuna operazione, dunque, può essere conclusa chissà dove  e a tavolino, saranno gli alcamesi a decidere.

 Tanti anni di condivisione politica e progettuale con Giacomo Scala ex sindaco della città. Oggi pare che le vostre strade si siano politicamente separate. Rimorsi o rimpianti?
Né rimorsi, né rimpianti, che equivarrebbero a negare un pezzo di storia politica di Alcamo e non solo, magari c’è stata una sopravvalutazione di soggetti politici a cui adesso auguro di poter raggiungere traguardi importanti, di avere la forza di aggregare amministratori e consiglieri, di poter essere fulcro della politica provinciale.  In politica accade che le strade si separino, è lì che i cavalli si misurano, tuttavia non mi piace parlare di politica di condominio.

Ogni programma elettorale si articola in vari punti, che spesso alla fine del mandato politico restano lettera morta. Dovendo contribuire alla redazione del prossimo programma elettorale, su quali obiettivi principali focalizzerebbe la sua azione politica?
Il Movimento VIA qualche settimana fa ha tracciato le linee programmatiche per la città, ci sono delle importanti risorse del territorio che vanno immediatamente rilanciate, dall’agricoltura al rilancio del settore vinicolo, da una seria raccolta differenziata alla tutela dell’ambiente, dalla necessità di sensibilizzare percorsi culturali alla volontà di creare rete con le altre città della provincia. Non voglio qui adesso snocciolare tutte le linee programmatiche ma è certo che noi abbiamo le idee molto chiare.

Se dovesse delineare un profilo di un ipotetico candidato a sindaco, quale dote a suo avviso, non dovrebbe mancare?
Il coraggio. Oggi chi amministra deve avere il coraggio delle scelte e delle idee. Capita, invece, sempre più sovente che un sindaco si faccia tirare la giacchetta e torni sui suoi passi. Il coraggio è dote rara, che serve in politica come nella vita. Se in politica c’è il coraggio unitamente ad una buona dose di intelligenza allora il profilo parte già da qualche metro di vantaggio.

Da Presenza Sociale a VIA, una forbice temporale durante la quale l’uomo Papania ha vissuto tante vicissitudini. Se potesse riavvolgere il nastro, entrare in modalità rewind, cosa non rifarebbe?
Non si riannodano i percorsi, non si tagliano pezzi di storia o di pellicola. La vita è una diretta continua, ogni uomo racconta se stesso  attraverso gli errori fatti e attraverso  ciò che buono c’è.
Ha mai letto un libro dove tutto è meraviglioso dall’inizio fino alla fine? Nemmeno le favole. Siamo ciò che facciamo, non come ci raccontano.

Claudia Lentini

Direttore responsabile