Ordine nazionale Medici chiede lockdown ma Turano in Sicilia riapre i negozi la domenica

L’Ordine nazionale dei Medici ha chiesto il lockdown su tutto il territorio nazionale ma l’assessore Turano in Sicilia cede ai rappresentanti degli esercenti e annuncia la riapertura delle attività commerciali la domenica.

Nonostante l’escalation nazionale della pandemia, e la richiesta di lockdown da parte dell’Ordine nazionale dei medici, il governo della Regione Siciliana, in area arancione, modifica l’ordinanza presidenziale. Nello Musumeci, commissario per l’emergenza Covid in Sicilia, e Mimmo Turano, assessore alle Attività produttive, riaprono i negozi la domenica.

Confcommercio Sicilia ha chiesto venerdì 6 novembre al presidente della Regione Nello Musumeci di abrogare l’articolo 7 dell’ordinanza n. 51 del 24 ottobre con cui viene disposta la chiusura obbligatoria di tutte le attività commerciali oltre le ore 14 della domenica. La nota ufficiale, chiedeva alla riapertura immediata dei negozi la domenica pomeriggio, a partire dall’8 novembre.
“Tenuto conto che il Dpcm, per le regioni “arancioni”, impone la chiusura nei giorni prefestivi e festivi per le attività poste all’interno dei centri commerciali, riteniamo inderogabile – è scritto nella nota di Confcommercio – ristabilire l’apertura delle attività la domenica pomeriggio. La mancata abrogazione di tale divieto regionale, alla luce delle gravose restrizioni imposte dall’ultimo Dpcm inasprirebbe ulteriormente una condizione economica già fortemente compromessa, a discapito di tutte quelle attività che formalmente non sono state sospese dalla normativa nazionale”.

Ma le istanze degli esercenti, seppur motivate economicamente, si scontrano con l’escalation della pandemia, che emerge dai dati, e la necessità di tutelare la sicurezza della popolazione.

L’Ordine nazionale dei medici ha chiesto il lockdown totale in tutto il Paese. Lo ha annunciato ieri il Gr2 Rai, che ha intervistato il presidente della Federazione nazionale degli Ordini, la Fnomceo, Filippo Anelli. Anelli ha anche espresso preoccupazione sulla carenza di medici specialisti, mentre 23000 medici laureati sono in attesa di potersi specializzare. E le graduatorie sono bloccate per via dei numerosi ricorsi.
Critici anche i presidenti degli ordini provinciali dei medici siciliani, che denunciano da parte della Regione anche “una strategia poco chiara sulle modalità di attuazione dei tamponi fatti dai cittadini su base volontaria. Appare quantomeno inefficace dal punto di vista epidemiologico e in controtendenza rispetto alla strategia nazionale, che invece prevede un’esecuzione mirata dei tamponi a soggetti e a gruppi di popolazione a rischio. Si emargina in questo modo il ruolo dei medici di famiglia, dei pediatri di libera scelta, degli specialisti ambulatoriali e dei dirigenti medici delle ASP, tutte figure cardine dell’assistenza territoriale”.
Intanto l’assessore regionale alle attività produttive Mimmo Turano ha annunciato sabato 7 novembre, “alla luce dell’ultimo Dpcm”, di avere concordato con il presidente Musumeci la decadenza a partire da domenica 8 della disposizione di chiusura obbligatoria in Sicilia di tutte le attività commerciali oltre le 14 della domenica.


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