Protesta davanti alla sede della Confindustria di Catania

Il Comitato di Solidarietà Popolare “Graziella Giuffrida” e il Fronte della Gioventù Comunista di Catania hanno compiuto ieri un’azione di protesta davanti alla sede della Confindustria di Catania.

Manifestazione di fronte sede Confindustria CataniaLe due organizzazioni hanno diffuso un comunicato in cui si afferma: “Fin dall’inizio della pandemia il Governo ha ascoltato le ‘sirene dei padroni’, che di fronte all’aumento dei contagi e alle enormi difficoltà del sistema sanitario hanno costretto milioni di operai a lavorare rischiando di contagiarsi, anche grazie al sovraffollamento dei mezzi pubblici.
Gli stessi che a Bergamo lanciavano spot per non fermare la produzione, gli stessi che hanno già beneficiato di decine di miliardi di euro a pioggia col Decreto Rilancio senza dare nulla in cambio (6,5 mld a FCA che paga le tasse in Olanda, 3 mld ad Alitalia solo per fare degli esempi) e si apprestano a mettere le mani sui miliardi che arriveranno col Recovery Fund, oggi lanciano un attacco ai contratti nazionali per scaricare la crisi sui lavoratori, che necessitano di ben altri investimenti. Casa, lavoro, sanità, istruzione, trasporto pubblico: queste sono le uniche voci di bilancio che interessano le classi popolari ”
“Nel pieno della seconda ondata di contagi – continua il comunicato- la musica non è cambiata. Le ultime restrizioni del governo lasciano aperti i principali settori produttivi, mentre si perdono centinaia di migliaia di posti di lavoro e milioni di persone restano a casa senza adeguate misure di sostegno. La stessa classe di parassiti che durante la pandemia ha visto crescere i suoi patrimoni del 30%, si prepara a scaricare sulle classi popolari il costo economico di questa crisi. Non glielo permetteremo!”.
“Resisteremo – conclude il comunicato- un minuto in più degli industriali, dei padroni perché la crisi la paghi chi detiene la ricchezza in questo Paese. Non siamo carne da macello!”.
Esprimendo solidarietà alla protesta, la  Federazione del Sociale USB Catania sottolinea che “La Confindustria detta l’agenda politica del governo, e il governo sforna DPCM che colpiscono il diritto al reddito e alla salute delle sfruttate e degli sfruttati, che pagano anche la crisi economica imposta dal Codiv19”.


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