Covid, l’Italia divisa in tre

Le tree aree Covid: area gialla, area arancione, area rossa

Ecco l’elenco delle regioni secondo le tre aree di criticità del Paese e le principali misure restrittive previste dal nuovo DPCM 3 novembre 2020, che entrerà in vigore venerdì 6 novembre.

Area gialla: Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Province di Trento e Bolzano, Sardegna, Toscana, Umbria, Veneto.
Area arancione: Puglia, Sicilia.
Area rossa: Calabria, Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta.

La collocazione delle regioni nelle tre zone sarà decisa dal ministro della Salute, sentiti i governatori, sulla base di 21 parametri che provengono dai territori. Tra i parametri ci sono il numero dei casi sintomatici, i ricoveri, i casi nelle Rsa, la percentuale di tamponi positivi, il tempo medio tra sintomi e diagnosi, il numero di nuovi focolai, l’occupazione dei posti letto sulla base dell’effettiva disponibilità.

Per le categorie economiche colpite il consiglio dei Ministri emanerà subito un decreto legge “Ristori bis”. Gli stanziamenti saranno adeguati, dovrebbero aggirarsi intorno a 1,5-2 miliardi. Il Governo è pronto “a un nuovo scostamento”, ha annunciato il premier Conte.

Sicilia arancione: reazioni e proteste

Nello Musumeci non ci sta. “La scelta del governo nazionale di relegare la Sicilia a ‘zona arancione’ appare assurda e irragionevole. L’ho detto e ripetuto stasera al ministro della Salute Speranza, che ha voluto adottare la grave decisione senza alcuna preventiva intesa con la Regione e al di fuori di ogni legittima spiegazione scientifica”.
“Un dato per tutti – continua il presidente della Regione Siciliana – oggi  la Campania ha avuto oltre quattromila nuovi positivi; la Sicilia poco più di mille. La Campania ha quasi 55 mila positivi, la Sicilia 18 mila. Vogliamo parlare del Lazio? Ricovera oggi 2.317 positivi a fronte dei 1.100 siciliani, con 217 in terapia intensiva a fronte dei nostri 148. Eppure, Campania e Lazio  sono assegnate a “zona gialla”. Perchè questa spasmodica voglia di colpire anzitempo centinaia di migliaia di imprese siciliane? Al governo Conte chiediamo di modificare il provvedimento, perchè ingiusto e ingiustificato. Le furbizie non pagano”.

“L’andamento della curva epidemiologica ci pone al tredicesimo posto, cioè il virus in Sicilia circola molto di meno rispetto a dodici regioni come ad esempio il Lazio la Campania e la Liguria, inserite invece nella zona gialla”. Secondo il Sindaco di Messina, Cateno De Luca, la classificazione della Sicilia come Area arancione “è la conferma che il sistema sanitario siciliano è strutturalmente al collasso perché in questi sei mesi, poco o nulla si è fatto per incrementare i posti letto nei reparti covid e nella terapia intensiva, nonostante i soldi messi a disposizione del governo Conte. Avevo già lanciato l’allarme una settimana fa. Ci hanno risposto con chiacchiere, proclami e scaricabarile. Purtroppo, da venerdì migliaia di imprenditori non potranno alzare la saracinesca. Chiedo ufficialmente le immediate dimissioni dell’Assessore Regionale alla sanità, Ruggero Razza, oltre alle formali scuse ai siciliani da parte dell’inconcludente presidente Nello Musumeci. Per colpa della politica siciliana ora arriveranno ulteriori mazzate alla Sicilia e i siciliani”.

“Non lo voglio neanche pensare che Lazio e Campania siano state classificate regioni gialle perché dello stesso colore politico della maggioranza che sostiene il governo nazionale”, dice in una nota il presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè. “E, quindi, non voglio neanche credere che si tratti di marchette sulla pelle dei siciliani. O c’è stato un palese errore, o qualcuno dovrà spiegarci perché le regioni più colpite dal Covid sono quelle meno colpite dalle decisioni del governo. Conte questa volta venga in tv per spiegarci i veri motivi per cui ha deciso di fare morire la Sicilia”.

Ecco le misure valide per TUTTO IL PAESE:

  • Coprifuoco dalle 22 alle 5: spostamenti vietati “salvo che per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi”. Occorrerà compilare e presentare il modulo di autocertificazione.
  • Mezzi pubblici (treni regionali inclusi) a capienza ridotta del 50%. Unica eccezione, gli scuolabus.
  • Didattica a distanza al 100% per le scuole superiori. Nelle scuole dell’infanzia, elementari e medie si continuerà in presenza ma sarà obbligatorio l’uso delle mascherine anche al banco, salvo nel caso di studenti sotto i sei anni.
  • Bar, ristoranti e locali chiusi dalle 18. Stop fino al 3 dicembre a cinema, teatri musei e mostre. Centri commerciali chiusi nei weekend e nei giorni festivi, mentre restano aperte farmacie, alimentari, tabaccai ed edicole.
  • Sì alla consegna a domicilio e, fino alle 22, al cibo da asporto.
  • Concorsi sospesi, tranne quelli per la sanità e quelli che si svolgono in via telematica.
  • “Forte raccomandazione” dell’utilizzo della modalità di lavoro agile sia nella Pubblica amministrazione che nel settore privato, e ingressi differenziati del personale.

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