Cefalù, sospetta intossicazione da botulino. I casi salgono a 31

Sono sempre cinque i pazienti ricoverati in terapia intensiva per sospetta intossicazione da botulino, mentre, continuano a crescere gli accessi al pronto soccorso della Fondazione Giglio di Cefalù giunti in serata a quota 31. 
Pazienti che avrebbero consumato lo stesso pasto e che avrebbero manifestato per lo più sintomi neurologici. 
“Stiamo seguendo l’evoluzione della patologia – ha detto il responsabile del Pronto Soccorso della Fondazione Giglio, Emanuele Sesti – in stretto raccordo con il Centro Antiveleni di Pavia con cui abbiamo definito la terapia e la somministrazione dell’antidoto. La situazione resta critica – ha aggiunto Sesti – per alcuni pazienti costantemente monitorati ma in peggioramento”.
Dei trentuno pazienti arrivati sin dalle prime ore dell’alba di mercoledì al Giglio di Cefalù ne sono stati dimessi tredici. Sette, invece sono stati ricoverati in medicina, sette sono rimasti in osservazione al pronto soccorso, uno nel reparto di terapia intensiva del Giglio e 4 nella terapia intensiva del Cimino di Termini Imerese. Un paziente è invece ricoverato al Civico di Palermo.
I pazienti dimessi continuano ad essere seguiti con un follow up telefonico dal Centro Antiveleni di Pavia.
“Coinvolta nella gestione del caso – ha concluso il direttore sanitario, Salvatore Vizzi – l’unità di crisi multidisciplinare del Giglio, già costituta per la gestione Covid19”.
Si attende, infine, per la conferma della diagnosi il riscontro dell’Istituto Superiore di Sanità di Roma a cui sono stati inviati in campioni prelevati dai pazienti giunti in pronto soccorso.

(Nell’immagine, la struttura della neurotossina del botolino, prodotta dal batterio Clostridium botulinum. È la proteina più tossica finora conosciuta)


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