Strage di via D’Amelio: non fu solo la mafia a tentare il colpo di Stato

19 luglio 1992. 28 anni fa la strage di via D’Amelio. La ferita è ancora aperta. Non è ancora il tempo di consegnare alla storia quel periodo tragico che ha vissuto il nostro Paese.

Le nuove generazioni devono sapere quello che è successo nel terribile biennio stragista 92-94 perché, ancora oggi, dobbiamo conoscere la verità.
Non fu solo mafia a tentare il colpo di Stato. Nella strage di via D’Amelio dove insieme al giudice Paolo Borsellino trovarono la morte gli agenti della scorta: Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. Le stragi di Capaci e via D’Amelio, le bombe del 93 a Roma, Milano, Firenze, gli attentati ai carabinieri di Reggio Calabria, il deposito di armi pronto ad essere usato di Secondigliano, quartiere di Napoli, facevano parte di una strategia del terrore che, dopo il fallito attentato allo stadio Olimpico di Roma, cessò d’improvviso. Perché? Quelle bombe erano un ultimatum. Vogliamo conoscere tutti i protagonisti e i termini di quell’accordo.


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Arnaldo Capezzuto

Direttore responsabile