Musumeci: “Improduttivi 80% dipendenti regionali”. Cobas/Codir: “Incapace di affrontare i problemi della Sicilia”

“Dipendenti regionali si grattano la pancia dalla mattina alla sera”. Durissimo scontro tra Musumeci e i sindacati dopo le dichiarazioni del governatore a Catania sabato 18 luglio, presso il teatro del Centro fieristico Le Ciminiere, dove ha preso parte alle “Giornate dell’Energia 2020”.

Nel suo intervento, Musumeci ha affermato che la Regione ha «13mila dipendenti dei quali l’80% assolutamente improduttivi. Ma non lo dite ai sindacati. Improduttivi. Si grattano la pancia dalla mattina alla sera. E ora vogliono lavorare da casa, ma se non lavorate in ufficio come pensate di lavorare da casa?».

“Ancora una volta, assistiamo, stupìti, a dichiarazioni offensive e gratuite del presidente della Regione Siciliana contro i lavoratori regionali”, dichiara la Segreteria generale del Cobas/Codir. “A tutela dell’immagine dei lavoratori, abbiamo già dato mandato ai nostri legali di valutare ogni possibile aspetto che violi le leggi per denunciare e querelare Musumeci.
Il mandato esperito fino ad oggi dal Presidente della Regione appare, dopo quasi tre anni, in perfetta sintonia – senza soluzione di continuità – con quanto subìto dalla Sicilia e dai siciliani con il periodo Crocetta.

Durissima la replica di merito del sindacato: “Musumeci dovrebbe spiegare ai siciliani come mai, se l’80% dei regionali “si gratta la pancia” come rivela lui, i suoi fidati dirigenti generali – generati dalla sua politica – a fine anno raggiungono tutti i risultati e vengono premiati con il massimo possibile di indennità e come mai, proprio un paio di giorni fa all’Ars, ha raccontato risultati fantasmagorici tanto da irritare le opposizioni che adesso lavorano per sfiduciarlo.
Musumeci, evidentemente incapace di affrontare i problemi della Sicilia e anche impaurito dall’uso dello “smart working”, che richiede una “governance” moderna e all’altezza della situazione, sfrutta lo stereotipo di una presunta inefficienza dei dipendenti e dei “sindacati cattivi” cui addossare ogni cosa. Confermando di avere una visione inadeguata del lavoro, per lui il problema sembra che sia solo controllare che i dipendenti stiano seduti su una sedia del posto di lavoro, non che siano efficienti producendo attività amministrativa in uno spazio logico dedicato. Insomma, non avendo argomenti validi per contrastare la decisione del governo nazionale – di questi giorni – di prorogare e mantenere una quota consistente di “smart working” e non avendo di fatto portato avanti l’ammodernamento dell’amministrazione, si accanisce contro i lavoratori.

Invece, da quasi tre anni ormai, chiediamo al presidente Musumeci di lavorare sulla riforma del personale, ma evidentemente preferisce fare finta di non vedere che proprio l’80% di dipendenti regionali sono sfruttati da decenni in nero e in mansioni superiori, consentendo alla macchina amministrativa di funzionare, nonostante le ataviche inefficienze e gli ostacoli frapposti dai rappresentanti della decadente politica siciliana.”


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