Vertenza supermercati, Coop lascia la Sicilia, mille lavoratori a rischio

Vertenza supermercati Coop. Siragusa (M5S): “Se l’azienda lascia la Sicilia, cedendo marchio in franchising, mille persone rischiano il lavoro. Intervenga la Regione”.

Coop Alleanza 3.0 ha annunciato, nell’ambito del piano di rilancio aziendale, la dismissione di tutti e 12 i punti vendita in Sicilia a favore dei privati, attraverso franchising.

“La Regione non permetta che ancora una volta i capricci delle grandi aziende del Nord, lascino senza lavoro oltre mille persone”, dichiara il deputato regionale del Movimento 5 Stelle Salvatore Siragusa. “La nota catena Coop pare infatti abbia manifestato la volontà di lasciare la Sicilia cedendo a terzi i punti vendita senza garanzia e certezze per i lavoratori. Il presidente Musumeci e l’assessore Scavone si occupino della vertenza Alleanza Coop 3.0 e intervengano per trattenere l’azienda”. A dichiararlo è il deputato regionale del Movimento 5 Stelle Salvatore Siragusa che con una interrogazione incalza il governo Musumeci ad occuparsi della vertenza dei lavoratori della COOP dopo che i vertici nazionali hanno comunicato la volontà di lasciare la Sicilia. “L’Alleanza Coop 3.0 – spiega Siragusa – conta in Sicilia nel settore della grande distribuzione numerosi esercizi commerciali tra le città di Palermo, Catania e Messina, inseriti anche nei grandi centri commerciali dei tre capoluoghi, con una forza occupazionale di più di mille persone. Pur non volendo entrare nelle dinamiche aziendali, che constano di gravi passività economiche, chiediamo anche al governo Musumeci di poter vigilare affinché eventuali nuovi investitori disposti a rilevare i punti vendita mantengano i diritti acquisiti dai lavoratori e non li lascino sul lastrico insieme alle loro famiglie. L’impressione o forse la certezza è che per salvare i punti vendita del Nord si sacrifica il Sud e questo non può continuare” – conclude Siragusa.

Coop ha annunciato, nell’ambito del piano di rilancio aziendale adottato, “la riorganizzazione e ristrutturazione della rete di vendita con chiusure e/o cessioni di negozi (in parte già avviate dallo scorso anno) ma anche con nuove aperture. Tutte queste attività sono state, e saranno, realizzate con grande attenzione all’occupazione e seguendo un criterio di forte responsabilità sociale che, da sempre, contraddistingue Coop.
Coop Alleanza 3.0 in Sicilia soffre da tempo di andamenti strutturali in costante perdita, oggi non più sostenibili economicamente. Per questo la cooperativa prevede di gestire i 12 punti vendita della Sicilia tramite un accordo di franchising che ne affiderà la gestione e il rilancio a un imprenditore locale con esperienza nel settore.
L’obiettivo del piano di rilancio è stato quello di elaborare una soluzione che, tenendo conto del complesso contesto economico e delle istanze territoriali, garantisse continuità alla presenza del marchio Coop al sud, impatto zero sull’occupazione e una ritrovata sostenibilità economica che ci consenta di proseguire nel percorso di rilancio della cooperativa in tutti i territori in cui siamo presenti a beneficio di soci e clienti”.

I lavoratori della coop hanno diffuso una nota in cui manifestano il loro allarme: «In una terra arida come la Sicilia, dove il lavoro è una conquista e sia i lavoratori che gli imprenditori sono costretti a scendere a compromessi poter entrare a lavorare in Coop è stato per tutti noi motivo di grande orgoglio. Dietro l’insegna Coop riconoscevamo principi come rispetto delle persone, trasparenza e legalità.
Negli ultimi tre anni, con la firma del contratto di flessibilità, ci siamo sacrificati rinunciando allo straordinario e sforando le ore previste dal contratto per permettere all’azienda di sopravvivere nel territorio.
Le festività, le domeniche, le settimane prima del Natale o i mesi estivi sono stati per noi pesanti a causa dell’aumento del numero di ore richieste. Ore che avremmo dovuto recuperare nei periodi, per così dire, “morti”.
Non dimenticheremo mai questi mesi di lockdown in cui abbiamo continuato a lavorare e offerto un servizio essenziale, nonostante lo stress e la paura del contagio per noi e le nostre famiglie. Ma anche in questo momento difficile non ci siamo tirati indietro, tanto da essere definiti dal Presidente di Coop gli “eroi di quei giorni”.
Abbiamo sempre fatto tutto con costanza e rispetto per il lavoro, perché la nostra era una missione per salvare Coop, l’azienda che consideriamo una perla rara in Sicilia. Ma Coop ha deciso di non salvare noi.
Coop – sostengono – ci ha preso in giro, ci ha deluso. Ci ha fatto credere che i nostri sacrifici sarebbero serviti a preservare il posto di lavoro. Nell’ultimo anno tutti i nostri sacrifici hanno permesso all’azienda di raggiungere gli obiettivi, non per il nostro futuro ma per quello di Coop nel resto d’Italia. Vogliamo denunciare la volontà di Coop di abbandonare soci e lavoratori in Sicilia e di non rispettare gli impegni presi. Vogliamo che i nostri clienti, soci e non, conoscano cosa sta accadendo dietro a quel marchio, tra gli ultimi baluardi di legalità in Sicilia. In un momento difficile per tutti Coop ha scelto di abbandonarci e venderci al miglior offerente, abbandonando anche i principi e valori sui cui si fonda. I compratori garantirebbero la stabilità occupazionale ma noi ci chiediamo: per quanto tempo e con quali garanzie per noi lavoratori?»


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