Canapa in Sicilia. Ddl Ars di Giorgio Assenza per rendere competitiva la filiera agroindustriale della cannabis sativa

Prodotto agricolo dai mille pregi, la canapa sativa è stata esclusa nel 1961 dal novero degli stupefacenti dalla Convezione unica di New York .

In Italia la coltivazione industriale è consentita dalla circolare ministeriale del MIPAF n. 1 prot. 200 dell’8 maggio 2002, limitato a varietà di canapa certificata, appositamente selezionate per avere un contenuto trascurabile di THC, che ne costituisce il principio attivo farmacologico e psicotropo.

Giorgio Assenza ha appena depositato una proposta di legge volta a promuovere in Sicilia la filiera agroindustriale della cannabis sativa, sottolineandone i vantaggi economici, in termini di recupero di posti di lavoro (circa diecimila previsti in tutta l’Isola) e di rivalutazione del suolo coltivato.

Il principale utilizzo della canapa sativa, fino all’introduzione delle norme restrittive in molti Paesi prima della seconda guerra mondiale, era indirizzata alla produzione di funi, di grande applicazione soprattutto in marina. La cannabis è largamente usata sia come narcotizzante e antidolorifico nell’ambito medico sia come stupefacente. Dove viene coltivata è anche un’importante fonte estiva di polline per le api.

“Il ruolo dell’agricoltura – pone l’attenzione il presidente dei deputati Questori Ars – ha oggi nuove esigenze, anche sorte dalle rinnovate necessità dei consumatori. La canapa sativa, già esclusa dal novero degli stupefacenti dalla Convezione unica di New York nel lontano 1961 e ribadita da svariate normative europee fino alla legge nazionale 241 del 2016 che stabilisce le norme per il sostegno e la promozione della sua filiera, è ampia porzione del futuro agricolo della nostra regione”.
Le fibre, tuttora largamente utilizzate dagli idraulici come guarnizione, sono state per millenni importanti materie prime per la produzione di tessili e corde. Nel medioevo in Italia le repubbliche marinare ne facevano grande uso per corde e vele delle proprie flotte di guerra.
In particolare, il sostegno e la promozione che si vorrebbero rafforzare riguardano la coltura di questa pianta (“della quale non si butta niente”) finalizzata alla trasformazione (tessuti isolanti, rafie, ecc.), alla produzione di alimenti, di cosmetici, farmaceutici e di materie prime del tutto biodegradabili e ai semilavorati per le industrie in decine di diversi settori. Ultimo ma non ultimo pregio della cannabis è la sua capacità naturale di bonificare e rigenerare i terreni ove è cresciuta.
“In Sicilia – riprende – le condizioni pedoclimatiche delle sue valli costiere e fluviali in primis, l’elevato irraggiamento e le precipitazioni contenute confezionano un habitat perfetto per la coltivazione della canapa, tant’è che essa è rintracciabile nel background storico dell’Isola. Da sottolineare – conclude Assenza – che, grazie alla sua elevata dominanza nei confronti delle infestanti, non bisognerà mai di diserbanti o dei concimi di sintesi”.
Questa proposta, se diverrà legge con il voto d’Aula, creerà nuove realtà lavorative e andrà incontro ai coltivatori già operanti in Sicilia e alle colture già incrementate nell’ultimo anno: dai 50 ettari del 2018 ai 500 del 2019. Uno sviluppo cui il ddl di Assenza tende a togliere inutili pastoie che ne rallentano un iter benefico per tutto il territorio regionale.


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