Caos Cassa Integrazione Sicilia, Regione proclama fine istruttoria. Consulenti lavoro: “Non è vero, un terzo delle pratiche ancora da istruire”

Valzer di numeri discordanti sulle pratiche per l’erogazione della Cassa integrazione ai lavoratori delle imprese siciliane. Oggi un nota dell’ANCL dichiara che i dati diffusi dalla Regione non sono veri.

Guido Sciacca, presidente Ancl Catania sul Cig in deroga in Sicilia lancia l’allarme: “Un terzo delle pratiche deve ancora essere lavorato dalla Regione Siciliana. Se la Regione non invia le pratiche all’Inps non potrà essere concessa la proroga prevista dal Decreto Rilancio”.

“Gli uffici regionali del dipartimento Lavoro hanno completato l’istruttoria delle 43.880 istanze presentate dalle aziende siciliane per ottenere la Cassa integrazione in deroga”, diceva la nota diffusa appena ieri dalla Presidenza della Regione. “Dopo il tour de force delle ultime due settimane – con un cambio di passo imposto dal governatore Nello Musumeci e dall’assessore Antonio Scavone – la Regione ha trasmesso 31.791 pratiche all’Inps per il pagamento delle spettanze direttamente ai lavoratori. La parte restante – a seguito di difformità nella presentazione delle domande, rispetto alle specifiche richieste dell’Istituto di previdenza – necessita di un supplemento istruttorio, che la Regione ha già avviato da qualche giorno e finalizzato, ove possibile, al recupero del maggiore numero di istanze”.

«Abbiamo appreso dagli organi di stampa che “la Regione ha concluso l’esame delle domande di Cassa Integrazione in Deroga” con notevole sorpresa, avendo purtroppo la consapevolezza che non corrisponde al vero». Esordisce così Guido Sciacca presidente di ANCL Catania, l’associazione che riunisce oltre cento consulenti del lavoro della provincia etnea, ed assiste il quaranta per cento delle aziende.
«Sulla piattaforma SILAV, quella utilizzata per la trasmissione delle domande, i consulenti e le aziende possono ancora adesso verificare – continua Sciacca – che molte pratiche non siano ancora state lavorate. Non una o due, ma un terzo abbondante di quelle 48.000 in carico al Dipartimento regionale. Pratiche che risultano ancora “da istruire” il che significa, nella migliore delle ipotesi, che sono state solo visionate. E c’è il dubbio anche su questo e non solo su questo: molte delle pratiche che risulterebbero approvate dalla Regione Siciliana giacciono nello stato “Da inviare all’Inps”. E va da sé che se sono “da inviare”, l’Inps non le ha ancora ricevute.

«Non si tratta di un dettaglio da poco. Il Decreto Rilancio ha previsto la possibilità di prorogare la Cassa Integrazione affidando all’Inps la gestione delle domande. Ma è chiaro che se l’Inps non riceve, dalle Regioni, lo “sta bene” per la prima tranche di competenza, è impossibile che l’ente previdenziale nazionale possa autorizzare la proroga».
«In una situazione di crisi economica sempre più pesante, tutto questo è inaccettabile. Permettere e promuovere la diffusione di notizie che giocano sulle aspettative e le speranze dei lavoratori siciliani è vergognoso, ma, ahimè – continua Sciacca – non sorprende. Si incanala perfettamente nella lunga serie di figuracce che hanno contraddistinto la Cassa Integrazione in Sicilia ai tempi del Coronavirus: dapprima la lentezza con cui si è aperto il canale per presentare le domande, poi le faq che escono 15 giorni dopo l’apertura dei termini; poi il software della Regione che non dialoga con quello dell’INPS e da ultimo questo spot, pro domo sua, con cui si annuncia che le pratiche sono state tutte evase. Se non ci fosse in ballo la vita economica di aziende, dipendenti e famiglie si potrebbe osare un’interpretazione ridicola, ma tutto questo è, purtroppo, offensivo anche per i consulenti del lavoro che io rappresento – conclude Guido Sciacca, presidente ANCL Catania – e che si stanno impegnando da mesi senza una guida e un indirizzo degno di questo nome da parte della Regione Siciliana».

Proprio ieri i deputati del M5S all’Ars, avevano commentato duramente la bocciatura in aula della mozione di sfiducia all’assessore regionale al Lavoro, Antonio Scavone, da loro presentata “per i clamorosi ritardi nell’erogazione della cassa integrazione in deroga, per la mancata partenza dei concorsi legati al reddito di cittadinanza e per l’assoluto immobilismo sulla riforma degli Ipab”.
«Il ‘No’ dell’aula alla sfiducia a Scavone è un altro pugno in faccia ai siciliani. Si è persa un’occasione per dare un segnale e chiedere così scusa ai tanti lavoratori che hanno sofferto e stanno ancora soffrendo per gli inaccettabili ritardi delle procedure sulla cassa integrazione, dovuti ad un governo che ha brancolato nel buio e continua a farlo in quasi tutti i settori che amministra. La verità è che a casa non dovrebbe andare solo Scavone, ma anche e, soprattutto,  Musumeci».

“Chiedo scusa ai lavoratori che aspettano. Abbiamo ricevuto centinaia di lettere. Mi assumo per intero la responsabilità politica di quello che è successo”. Lo aveva dichiarato il presidente della Regione Nello Musumeci il giorno dopo le dimissioni del dirigente Giovanni Vindigni, promettendo: “entro la prossima settimana sarà smaltito l’arretrato”.

“Ci aspettavamo  – riporta la nota diffusa dai deputati – convincenti  risposte e umili scuse, non sono arrivate né le une, né le altre. Abbiamo assistito ad un vergognoso scaricabarile nel vano tentativo di confondere le acque e scaricare le responsabilità sull’Inps. Ci sono ancora 10 mila pratiche da evadere che, tradotto in soldoni, significa decine di migliaia di persone in attesa. È assurdo che gran parte di questo caos  sia dipeso da una piattaforma informatica inadeguata”.
“Questa mozione – concludono i deputati 5 stelle – ha avuto quantomeno il merito di far confrontare governo e parlamento su un’importante questione e quello di far tornare in aula Musumeci, che a questo punto faremo tornare a sala d’Ercole per una nuova mozione: quella di sfiducia nei suoi confronti”.


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