Palermo, lunedì riapre la Biblioteca centrale della Regione. I sindacati: “Cessato il rischio di contagio per personale e utenti?”

“Non conosciamo quai siano le misure di prevenzione sanitaria per tutelare il personale che affollerà gli uffici e gli stessi utenti, ma anche perché non abbiano neanche notizia degli ordinari interventi di igienizzazione dei locali”, dicono Cobas/Codir, UGL e UIL.
Riapre lunedì la Biblioteca centrale della Regione Siciliana, la seconda biblioteca del Mezzogiorno.
Da alcune settimane, nella considerazione della sua importanza rivestita per la cultura dell’Isola e per la città di Palermo, l’assessorato regionale dei Beni culturali si è impegnato nell’adeguamento della struttura alle mutate situazioni dovute all’emergenza in corso, per mettere in sicurezza sia il personale sia gli utenti che vi si recheranno.

Da lunedì, dunque, la Biblioteca centrale della Regione Siciliana riprenderà il suo regolare orario di apertura, anche se vi saranno delle limitazioni dovute a questa fase della pandemia: l’obbligo della mascherina e dei guanti; la riduzione dei posti disponibili; la “quarantena” dei libri dati in lettura o in prestito, che per dieci giorni dovranno essere temporaneamente esclusi dalla lettura.

“Arrivare a questa riapertura – sottolinea il direttore della struttura di corso Vittorio Emanuele, Carlo Pastena – non è stata una cosa facile. Ma non era pensabile che, al riavvio di negozi, bar e ristoranti, la biblioteca, centro culturale della città, potesse rimanere chiusa. Come tutti gli edifici antichi, anche quello che ospita la biblioteca presenta alcuni problemi. Con la sistemazione di barriere tra il pubblico e il personale e la necessaria riduzione dei posti disponibili nella sala di lettura, a poco più di 70, si è riusciti a ottenere il necessario grado di sicurezza”.

“Il Direttore della Biblioteca Centrale della Regione Siciliana di Palermo ha inviato una lettera a tutto il Personale e ai vertici dell’assessorato di Via Delle Croci con la quale comunica che, in esecuzione, a suo dire, di una precisa disposizione assessoriale, da lunedì 25 maggio, la seconda biblioteca del mezzogiorno d’Italia sarà riaperta al pubblico”.
A dichiararlo sono Michele D’Amico responsabile regionale del Cobas/Codir per le politiche dei beni culturali, Ernesto Lo Verso responsabile regionale dell’UGL FNA e Luca Crimi segretario regionale UIL FPL.
“Che la biblioteca di Corso Vittorio Emanuele – commentano i sindacalisti – riapra al pubblico, è un evento sicuramente importante per il fatto che il patrimonio librario interno possa essere nuovamente messo a disposizione della collettività, ma che questa riapertura preveda il rientro di tutto il personale – circa 140 unità lavorative – ci preoccupa perché non abbiamo notizia delle misure di prevenzione sanitaria concretamente adottate per tutelare il personale che affollerà gli uffici e gli stessi utenti, ma anche perché non abbiano neanche notizia degli ordinari interventi di igienizzazione dei locali che – ci viene segnalato – da tempo non verrebbero eseguiti come nel caso della “torre libraria”.
“Può bastare la distribuzione di guanti e mascherine per tutto il personale – continuano D’Amico, Lo Verso e Luca Crimi – come ha certamente previsto il Direttore della Biblioteca Centrale della Regione Siciliana, per aprire la biblioteca al pubblico in questa Fase di emergenza?”
“Non abbiamo alcuna notizia se il Direttore della Biblioteca – proseguono i sindacalisti – abbia previsto un piano di razionalizzazione delle presenze del personale in servizio che assicuri la rotazione degli operatori in servizio, per evitare la presenza di più persone in ciascun ambiente, che escluda dal servizio i soggetti con patologie debitamente certificate che li espongano maggiormente al contagio, nonché di tutti i provvedimenti tendenti a fare venire meno assembramenti in piccoli spazi per consentire il rispetto di un adeguato e necessario distanziamento sociale ”.
“La riapertura della Biblioteca di Corso Vittorio Emanuele – concludono D’Amico, Lo Verso e Crimi – avviene in modo incomprensibile anticipando l’incontro sindacale, già programmato per venerdì scorso e rinviato dal dirigente generale a mercoledì prossimo, nel quale l’oggetto di discussione avrebbe dovuto essere proprio la condivisione di un protocollo sull’apertura dei siti culturali siciliani; tale solitaria “fuga in avanti” appare, quindi, anche poco rispettosa delle relazioni sindacali. Al neo-assessore ai Beni culturali, chiediamo di intervenire su questa vicenda (posticipando la riapertura della Biblioteca Centrale della Regione Siciliana dopo il confronto di Mercoledì prossimo) e su casi analoghi al fine di potere procedere in un quadro organico, unitario e condiviso, alla riapertura di tutti i siti archeologici e museali, nonché le biblioteche stesse, in adeguata sicurezza attraverso misure certe e condivise che, oltre a garantire la fruizione dei beni culturali, tutelino la salute dei lavoratori e degli utenti stessi”. “Ci chiediamo – concludono i sindacalisti di Cobas/Codir, Ugl e Uil – a chi possa giovare in un momento così delicato e difficile, anziché rispettare percorsi condivisi nel bene di tutti, fare scelte da “primi della classe” che possano però risultare incomprensibili e divisive e che possono alimentare il dubbio – in mancanza di chiarimenti – di essere rischiose per tutta la collettività”.


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