Corruzione Sanità Sicilia, M5s: “Sistema marcio, Musumeci e Razza spieghino”. Forza Italia: “Micciché estraneo ai fatti”

“Sorella Sanità” è il nome della maxi operazione della Guardia di Finanza in Sicilia che ha portato all’arresto di dieci persone accusate di corruzione.

Accertato un giro di mazzette che ruotava intorno alle gare indette dalla Centrale Unica di Committenza della Regione Siciliana e dall’Asp 6 di Palermo per un valore di quasi 600 milioni di euro.
Tra gli arrestati anche Antonio Candela, attuale Coordinatore della struttura regionale per l’emergenza Covid-19 in Sicilia, e l’attuale direttore dell’Asp di Trapani Fabio Damiani.
Candela è stato Commissario Straordinario e Direttore generale dell’Asp di Palermo e protagonista di numerose iniziative per la trasparenza e la legalità. Il quadro che emerge dalle intercettazioni non è tuttavia quello di una paladino della legalità. “Ricordati che la sanità è un condominio, io sempre capo condominio rimango”, dice Candela senza sapere di essere intercettato.

Giù le mani dalla sanità. I reati contestati ai vertici della sanità siciliana che, in piena emergenza Covid-19, pensavano a intascare tangenti e mazzette sono gravissimi e dimostrano che il sistema è marcio fino al midollo”, dichiara in una nota l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Ignazio Corrao. “Intascare tangenti sulla pelle dei cittadini durante un’emergenza sanitaria è da esseri immondi. Fin quando ci saranno nella sanità ‘capi condomini’ e spartizione di interessi, avremo purtroppo storie raccapriccianti come questa. Ecco perché è urgente cambiare le regole: via la politica dalla sanità una volta per tutte e massima trasparenza negli appalti pubblici. Ringraziamo gli uomini della Guardia di Finanza e del nucleo di Polizia economico-finanziaria di Palermo per l’indagine lunga e complessa. Il loro lavoro è una garanzia per tutti i siciliani onesti e speranza di un futuro migliore”.

Le designazioni – dicono i deputati Ars 5 stelle, componenti della commissione Salute – sono evidentemente il tallone d’Achille del presidente, ancora alle prese col polverone Lega-assessorato Beni culturali”.

“Ci farebbe piacere che Musumeci ci dicesse per quali grossi meriti ha scelto Candela, dopo averlo estromesso dal giro dei manager della sanità siciliana, e Damiani, ex direttore di quella Cuc che proprio il suo governo giudicava fallimentare, tanto da volerla delocalizzare”.
Lo chiedono i deputati del M5S all’Ars in commissione Salute, Giorgio Pasqua, Francesco Cappello, Antonio De Luca e Salvatore Siragusa, che reiterano al presidente della Regione e all’assessore Razza l’invito ad andare a riferire in aula al più presto sul ciclone che ha travolto la sanità siciliana, “una vicenda scandalosa che sta compromettendo notevolmente l’immagine della nostra regione”.
“Evidentemente – continuano i deputati – Musumeci e le nomine azzeccate sono due rette parallele. Brucia ancora, e parecchio, l’ossimoro Lega Nord-assessorato all’Identità siciliana, nonostante la levata di scudi di tantissimi siciliani, parecchi dei quali probabilmente anche suoi elettori”.

Miccichè: “Denuncerò gli organi di stampa che scriveranno che sono lo sponsor di Damiani”

Se un solo organo di informazione si permetterà di scrivere che io sono lo sponsor del signor Damiani, tramite mio fratello Guglielmo, che nella sua vita non mi ha mai fatto una telefonata per sponsorizzare né Damiani, né altri, subirà una denuncia penale e civile per risarcimento danni”, dichiara il presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè. Mi sono scocciato di sopportare organi di stampa che, leggendo nell’ordinanza del gip il tentativo non riuscito di farsi sponsorizzare da me, scrivono tutto il contrario, affermando che io sarei lo sponsor di Damiani”.
Miccichè, ha chiesto al presidente della commissioe parlamentare Antimafia, Claudio Fava, di “avviare un’inchiesta parlamentare sulla sanità in Sicilia”.
“Constatiamo che, a proposito di alcune inchieste giudiziarie, vili affaristi, dentro e fuori dalla pubblica amministrazione, si concentrano su appalti, forniture e contratti, anche millantando credito e infamando soggetti ignari – scrive il presidente Miccichè -. La sanità costituisce una branca di primaria importanza per l’intera amministrazione regionale e oggi più che mai, in considerazione dell’emergenza epidemiologica causata dal coronavirus, è necessario che le autorità politiche vigilino sulla gestione del settore sanitario, affinché le risorse vengano utilizzate in modo sano e in favore della cittadinanza”.
“Tale vigilanza è importante sia per il passato che per il futuro, affinché sulle risorse che verranno stanziate anche per la lotta all’epidemia non si addensino quegli appetiti del malaffare che, purtroppo, anche le cronache di questi giorni ci rivelano non essersi mai sopiti”, conclude il presidente dell’Ars.

Corruzione sanità, Forza Italia Sicilia si schiera compatta a sostegno di Micciché: “Estraneo ai fatti”

Forza Italia all’Ars: “Nell’ordinanza di custodia cautelare per l’inchiesta di corruzione nella sanità in Sicilia nessun capo d’imputazione contro Micciché, da certa stampa solo falsità. Avvieremo querela”.
“Nella corposa e articolata ordinanza di custodia cautelare, non c’è nessun riferimento che possa anche lontanamente associare il presidente Micciché alle tangenti di cui parla certa stampa. Non risulta tra gli indagati essendo estraneo ai fatti”. Lo affermano in una nota congiunta i deputati Tommaso Calderone, Riccardo Savona, Michele Mancuso, Mario Caputo, Alfio Papale, Riccardo Gallo appartenenti al Gruppo parlamentare di Forza Italia all’Ars, gli assessori regionali, Bernardette Grasso, Edy Bandiera e Marco Falcone, unitamente a tutti i coordinatori provinciali del partito in Sicilia.
“Trovo sconfortante dover leggere articoli giornalistici di tale portata – sottolinea il capogruppo, on. Tommaso Calderone – in quanto Gianfranco Miccichè non è indagato. È totalmente estraneo a ogni fatto corruttivo o tangentizio. È gravissimo e inaccettabile quello che è stato scritto da alcuni giornali. Abbiamo dato mandato ai nostri legali per proporre querela contro le falsità scritte da certa stampa”.
“Gianfranco Micciché – riferisce l’assessore Bernardette Grasso – ha dimostrato in questi anni, nel corso della sua prestigiosa carriera politica, di aver saputo mantenere un profilo di irreprensibilità, di trasparenza, che non viene certo messo in discussione da qualche titolo forzato o fuori luogo. Lo conosco bene, così come conosco il suo motto di sempre: “non sono ricattabile”.
“Ho manifestato al presidente Micciché la mia vicinanza, all’uomo prima ancora che al politico, essendosi ritrovato, suo malgrado, tirato in ballo in una vicenda alla quale è decisamente estraneo. Gianfranco proseguirà con ancora maggiore determinazione nel suo impegno verso la Sicilia”. Così l’assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone, commissario FI per Catania e provincia.
“Nessuna ombra e nessun dubbio, sull’operato del presidente Miccichè. Spiace assistere ancora una volta, ad assalti mediatici privi di alcun fondamento. L’azione politica del presidente Miccichè è trasparente quanto la sua genuina immediatezza, la sua storia personale e politica ne sono la dimostrazione. Mi auguro, per il futuro, che fatti come questo non accadano mai più, e che la Stampa ed i media, si occupino delle innumerevoli iniziative positive che il presidente porta avanti ogni giorno, per la nostra terra e per i Siciliani tutti”. Lo riferisce l’assessore all’Agricoltura, Edy Bandiera.
“Le calunnie orchestrate a regola d’arte con il preciso intento di screditare il presidente Micciché, noi le rispediamo al mittente. Non esiste nessun fondamento che giustifichi un tale attacco mediatico – chiosa il Vicecoordinatore regionale di Forza Italia, on. Riccardo Gallo. Che siano prese le distanze da tali infamanti affermazioni”.
“Sarebbe semplice esprimere solidarietà nei confronti del presidente Micciché – dichiara il deputato e coordinatore di Forza Italia a Caltanissetta, on. Michele Mancuso. Noi andiamo oltre, ovvero all’uomo prima del politico, che oggi più di ieri ha sempre mantenuto un’immagine pulita e priva da ogni logica clientelare. Da parte nostra c’è solo stima e fiducia, certi che tali strumentalizzazioni giornalistiche sono figlie di una meschina macchina del fango. Forza Italia in Sicilia si è sempre caratterizzata per trasparenza, coerenza e grande onestà”
“È notorio – rimarca il deputato regionale, on. Mario Caputo che il presidente Miccichè nella sua lunga attività politica, sia a livello regionale che nazionale è sempre stato lontano da ogni coinvolgimento anche solo marginale o accidentale, con persone e fatti a vario titolo coinvolte nella aggiudicazione di pubbliche gare. Riteniamo azzardate e ingiuste le illazioni che nelle ultime ore lo hanno accostato a vicende giudiziarie in cui sono interessati alcuni vertici dell’Asp e altri pubblici dipendenti. Ancor più di ieri gode della nostra fiducia come uomo e come rappresentante delle Istituzioni”.
“Da parte della deputazione trapanese non c’è stata nessuna interferenza e ingerenza nella nomina del direttore sanitario. Le accuse al presidente Miccichè sono inappropriate e fuori luogo”, conclude il presidente della Commissione Affari Istituzionali, on. Stefano Pellegrino.

"Sorella Sanità", maxi operazione della Guardia di Finanza che coinvolge imprenditori e funzionari pubblici. Arresto di…

Posted by Il Gazzettino di Sicilia – Streaming on Friday, 22 May 2020


Widget not in any sidebars