Antenne 5g, interrogazione alla Camera. Penna: “Coinvolgere i cittadini nelle scelte e chiarire impatti su salute”

L’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) ha classificato i campi elettromagnetici a radiofrequenza (Crf) come cancerogeni di gruppo 2B.

Il tema delle installazioni delle antenne 5G, la tecnologia che da qui a pochi anni dovrebbe sostituire gli impianti di trasmissione 4G LTE e il passaggio definitivo dall’internet delle persone all’internet degli oggetti interconnessi, da qualche mese preoccupa molti cittadini, spaventati dai possibili effetti nocivi sulla salute.

Aldo Penna
Aldo Penna

Mentre in Italia, infatti, veniva adottato il nuovo piano nazionale di ripartizione delle frequenze (Pnrp 2018), che ripartisce lo spettro radio provvedendo alla riassegnazione delle frequenze a favore dei nuovi sviluppi delle reti di comunicazione 5G, la Commissione europea ha pubblicato, agli inizi di quest’anno, una comunicazione in cui, proprio in tema di installazioni 5G, esortava, per gli aspetti riguardanti gli impatti sulla salute, al rispetto del principio di precauzione e al massimo coinvolgimento delle comunità interessate.
“Escludendo le tante fake-news complottiste prive di alcun fondamento scientifico”, afferma il deputato alla Camera Aldo Penna, “l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) ha però già classificato i campi elettromagnetici a radiofrequenza (Crf) come cancerogeni di gruppo 2B, ovvero come possibilmente cancerogeni con una limitata prova di cancerogenicità negli esseri umani: questa circostanza preoccupa non poco, soprattutto in mancanza di un ampio coinvolgimento nelle decisioni che investono la salute dei cittadini.
Per queste ragioni, ho fatto mie le preoccupazioni di cittadini e attivisti per la tutela della salute e dell’ambiente, depositando nelle scorse settimane un’interrogazione rivolta al Ministro dell’Ambiente, per sapere se il Governo vorrà sottoporre il vigente piano nazionale di assegnazione delle frequenze (Pnaf) a valutazione ambientale strategica o se ritenga che tale valutazione debba essere fatta su base locale, specificando l’ambito territoriale di applicazione e quali reti 5G siano state attivate, anche soltanto a fini di prova, sul territorio italiano”.

 


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