Scarcerazioni boss, Carolina Varchi: “Segnale devastante”

Continuano le critiche all’ondata di scarcerazioni di criminali ergastolani finiti ai domiciliari in seguito all’emergenza Covid-19, che ha causato, al momento, la caduta del capo del Dap Francesco Basentini e ha scatenato la bufera sul guardasigilli Alfonso Bonafede, anche dopo le dichiarazioni del magistrato Nino Di Matteo.

“Questa ennesima scarcerazione è un segnale devastante che arriva in Sicilia se anche uno dei carcerieri del piccolo Di Matteo è libero di tornare a casa”.

Carolina Varchi
Carolina Varchi

È il commento di Carolina Varchi, deputato nazionale di Fratelli d’Italia e capo gruppo in commissione Giustizia, a seguito delle scarcerazioni decise dal Dap tra gli altri di figurano, tra gli altri, anche di Cataldo Franco, condannato per il sequestro del piccolo Giuseppe Di Matteo, figlio del collaboratore di giustizia Santino, rapito e sciolto nell’acido nel 1996 dopo oltre due anni di prigionia. “L’omicidio del piccolo Di Matteo, dopo 779 giorni di sequestro, resta uno dei delitti di mafia più efferati – sottolinea Varchi -. Da allora ci fu un risveglio completo delle coscienze, anche di quelle che ancora credevano che esistesse una mafia ‘buona’ che non toccava donne e bambini, non avevano tratto insegnamento dalla storia di Giuseppe Letizia“, conclude Varchi.


(Copertina: foto di Grant Durr su Unsplash)


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