Finanziaria Sicilia, Musumeci furibondo si scaglia contro deputato che chiede voto segreto

Grave scontro istituzionale a Sala d’Ercole. Il governatore Musumeci inveisce contro un deputato e abbandona l’aula. Il presidente Ars Micciché: “Parlamento offeso”.

Dopo che il governo era stato battuto su un emendamento presentato dal Pd a voto palese sull’art. 1, il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci perde le staffe quando il deputato Luca Sammartino, di Italia Viva, chiede il voto segreto su un altro emendamento, all’art. 3. Rallentati quindi i lavori di approvazione della finanziaria: approvati solo 3 articoli su 26.

“Nel momento in cui tutta la comunità siciliana si aspetta chiarezza da questo Parlamento, nella legge di Stabilità, Lei chiede di votare di nascosto”, ha gridato Musumeci rivolgendosi a Sammartino. “Si vergogni, lei e chi asseconda la sua richiesta. Per protesta abbandono l’aula. Mi auguro che di Lei, e di quelli come Lei si possa occupare ben altro Palazzo”.  Il riferimento è all’inchiesta della procura di Catania sulle elezioni regionali del 2017 e le politiche del 2018 che vede il deputato di Italia Viva indagato per corruzione elettorale.

Dura la reazione del Presidente dell’Ars Gianfranco Micciché, che in seguito allo scontro ha dovuto sopendere la seduta: “Questo Parlamento ha ricevuto oggi un’offesa, purtroppo lo devo dire. Mi confronterò su questo con il Presidente della Regione”.

“L’intervento di oggi del presidente Musumeci costituisce un offesa grave e senza precedenti nei confronti di tutto il Parlamento siciliano”, dichiarano i capogruppo delle opposizione in Assembea regionale siciliana Nicola D’Agostino (Italia Viva), Claudio Fava (Misto), Giuseppe Lupo (Pd) e Giorgio Pasqua (M5S). Apprezziamo la censura immediatamente espressa dal presidente dell’Ars Miccichè. Crediamo che mettere in discussione le prerogative di un’Assemblea Parlamentare e offendere l’onorabilità dei suoi deputati, come ha fatto Musumeci, sia un comportamento irricevibile e incompatibile con l’alta responsabilità della funzione che ricopre.”

Appena il giorno prima Musumeci aveva liquidato, minimizzandone la gravità, la vicenda della pubblicazione da parte dell’assessore al Turismo Manlio Messina di un fotomontaggio sul proprio profilo facebook in cui l’immagine del presidente del Consiglio Conte era stata sostituita a quella di un boss di cosa nostra tratto in arresto da due carabinieri, insieme a commenti dileggianti.

Musumeci non controlla la sua maggioranza: “Voto segreto una vergogna”.

“Mentre in Sicilia c’è gente che ha perso il lavoro e muore di fame, nel Parlamento siciliano c’è ancora chi si diverte con i giochini di Palazzo”, ha espresso poi in una nota sull’accaduto Nello Musumeci. “Oggi l’ho detto in Aula, come sempre, senza ipocrisia e senza reticenze. Lo ripeto: giudico eticamente vergognoso che un deputato possa chiedere il voto segreto durante l’esame di questa legge finanziaria, al posto di offrire ai siciliani chiarezza e trasparenza del proprio voto. Il fatto è ancora più grave se si pensa che le proposte in esame sono state concepite per sostenere in emergenza coronavirus famiglie, imprese e associazioni, messe in ginocchio dalla più grave crisi del Dopoguerra. E pensare che le misure in discussione sono frutto di un mio confronto preventivo con tutti i capigruppo parlamentari e poi discusse e concordate in commissione Bilancio. Basta con gli egoismi di partito sulla pelle dei siciliani! Il Parlamento deve essere la sintesi degli interessi legittimi della gente, non degli intrighi coperti dal voto segreto, mantenuto in vita soltanto in Sicilia”.

Sicilia, Sindaco De Luca (Messina) su accuse Musumeci al deputato Sammartino: “Non si augura l’arresto, conferma sempre più inadeguatezza a governare la Sicilia”
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“Esprimo la mia personale solidarietà nei confronti dell’on. Luca Sammartino e condanno le parole del presidente Nello Musumeci, ricordandogli che il ventennio è passato da un pezzo. Con il suo modo di agire conferma sempre più di essere inadeguato a governare la Sicilia. Gli ricordo che in Italia sono in vigore regole ben precise, che prescindono da questi attacchi fuori luogo e giustizialisti, che offendono la dignità degli uomini. Invito pertanto il presidente Musumeci a formulare le sue scuse non solo all’on. Sammartino ma anche a tutti coloro che sono entrati nelle aule di tribunale dimostrando la propria innocenza senza fuggire, anche se a distanza di qualche decennio”. Così afferma il sindaco di Messina, Cateno De Luca che aggiunge: “E ve lo dice uno che che ha già vissuto con la propria famiglia il dramma ed il dolore di essere stato arrestato e vivere per dieci anni nelle aule dei tribunali, riuscendo a preservare il proprio status di uomo incensurato”.

Sullo scontro è intervenuto anche il leader di Italia Viva, Matteo Renzi: “Una gravissima intimidazione nei confronti di un parlamentare di opposizione che offende le istituzioni e riporta a tempi bui del passato. Musumeci si scusi ma freni anche la sua deriva dittatoriale. Massima solidarietà, la mia personale e quella di Italia Viva, a Luca Sammartino, insultato e minacciato in un luogo che dovrebbe essere di democrazia e dibattito politico”.


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