Polemiche su corteo funebre a Messina per Rosario Sparacio, fratello di Luigi, ex boss mafioso di Giostra poi collaboratore di giustizia

La notizia e le foto pubblicate di un corteo funebre venerdì scorso a Messina per la morte del fratello di un boss mafioso, in violazione delle norme contro il coronavirus, sollevano un vespaio di polemiche e accuse contro il sindaco Cateno De Luca.

Su Facebook, il M5s nella propria pagina ufficiale denunciano la vicenda: “Decine di persone a Messina hanno preso parte al corteo funebre per la morte di Rosario Sparacio, fratello del boss pentito Luigi Sparacio.
Come dimostrano le immagini riportate dalla stampa, nonostante sia vietato celebrare funerali dallo scorso 8 marzo, a queste persone è stato addirittura permesso di accompagnare a piedi il feretro.
Ci chiediamo quali spiegazioni fornirà il sindaco di Messina, Cateno De Luca, che solo pochi giorni fa, pur di mostrare il suo pugno duro, aveva disposto addirittura un meccanismo di registrazione obbligatoria online per gli attraversamenti sullo Stretto. Decisione poi annullata dal Consiglio dei ministri dopo il parere del Consiglio di Stato. Spiegazioni che il sindaco non ha ancora fornito, ma che dovrebbe dare soprattutto a tutti quei cittadini che in questi giorni drammatici, nel rispetto delle regole, non hanno potuto dare l’ultimo saluto ai propri cari, mentre invece ad altri viene addirittura consentito un corteo”.

Coronavirus, presunto rito funebre a mafioso messinese, il Sindaco De Luca: “Solo falsità da parte di becera politica. Vergogna, per attaccarmi sciacallaggio anche sui decessi”

“Non si perde occasione per denigrare Messina e i messinesi. Ho appreso che l’on. Giulia Grillo, appartenente al M5S e cittadina messinese, ha pubblicato un post nel quale afferma che a Messina  ‘la criminalità organizzata è privilegiata anche in periodo di lockdown’ riferendosi al presunto corteo funebre che sabato scorso, con un centinaio di persone a bordo di moto, accompagnava il feretro del fratello dell’ex boss Luigi Sparacio. La deputata si chiede anche cosa faccia il Sindaco De Luca nel frattempo. Preciso che la notizia è stata immediatamente ripresa da altri deputati regionali e nazionali pentastellati e dall’on. Claudio Fava, Presidente della Commissione antimafia all’Ars. I medesimi, piuttosto che attivarsi personalmente per accertare la verità dei fatti, hanno preferito alimentare delle bieche speculazioni politiche che sono state immediatamente riprese dalla stampa, lasciando intendere che si sia svolto un rito mafioso. Non accetto insinuazioni o accostamenti della mia persona alla mafia o alla criminalità in genere, per cui ho già dato mandato alla PG di identificare gli autori dei commenti su Facebook al post della Grillo, con i quali si esprimono dichiarazioni gravemente offensive nei miei confronti”. Così afferma il Sindaco di Messina, on. Cateno De Luca.

“Se invece di strumentalizzare i fatti per attaccarmi – continua il Primo cittadino – si fossero accertati dei medesimi, avrebbero scoperto che venerdì scorso, nel primo pomeriggio, il sig. Sparacio Rosario, già gravemente malato, è deceduto all’interno della propria abitazione. Constatato il decesso, trascorse le canoniche 24 ore di osservazione, nel pomeriggio di sabato 11 aprile il feretro è stato trasportato dall’abitazione sita in  via del Santo fino al Camposanto in via Catania dove è stato deposto in attesa della tumulazione. Non si è trattato né di un corteo funebre né di una celebrazione religiosa, che sono peraltro vietati dalle disposizioni del DPCM come ribadite dallo stesso Arcivescovo di Messina che, da oltre un mese, ha vietato la celebrazione dei funerali. Dunque, quanto in modo becero è definito ‘corteo funebre con oltre cento persone’ non è altro che un mero trasporto della salma per poche centinaia di metri, al quale si sono uniti, in modo estemporaneo, alcuni familiari del defunto, in numero non superiore alla trentina. Sulla partecipazione al trasporto del feretro da parte dei parenti e dei soggetti che sono ripresi nelle fotografie diffuse dalla stampa, sta già indagando la Questura, alla quale competono in via esclusiva questo genere di attività e sulle quali mi corre l’obbligo di osservare il massimo riserbo, ragione per la quale fino ad ora non ero entrato nel merito della questione”.

“Non consento a nessuno – conclude il Sindaco peloritano – di confondere il mio doveroso riserbo istituzionale con una forma di silenziosa complicità sui fatti. Stiamo assistendo ad un carosello di illazioni che non fanno onore ai deputati regionali e nazionali che le hanno diffuse e alimentate. Non intendo assecondare le strumentalizzazioni di certi politici, che colgono ogni occasione per ricavare un po’ di notorietà e gettare discredito sulla comunità messinese”.

L’ex ministro Giulia Grillo, che aveva riportato la notizia, si dissocia dalle polemiche contro il sindaco De Luca

Giulia Grillo, deputato del M5S ed ex ministro della Salute del governo Conte I, ha scritto due post successivi sulla vicenda: «A Messina la criminalità organizzata è privilegiata anche in periodo di lockdown. Migliaia di persone hanno perso i propri cari senza la consolazione di un’ultima carezza, di un ultimo addio. Invece l’altro giorno a Messina, per il fratello dell’ex boss Luigi Sparacio, c’è stato addirittura un corteo funebre con un centinaio di persone a bordo di moto e auto ad accompagnare il feretro. Il sindaco De Luca cosa ne pensa di questa parata?».
Successivamente l’on. Grillo ha però voluto dissociarsi dalle numerose polemiche scaturite: «Ho notato con estremo dispiacere che il mio post precedente, in cui chiedevo conto a Cateno De Luca Sindaco di Messina della gestione dell’ordine pubblico durante il trasporto del feretro diventato corteo funebre improvvisato, sia stato sepolto da commenti che accusavano il primo cittadino di avere contatti con la criminalità organizzata. L’intento, volutamente o meno travisato, non era certo quello di stigmatizzare il suo operato o l’intera città di Messina, che io amo. Non è mai stato nel mio stile. Sin dall’inizio sia io che il mio staff abbiamo provveduto a moderare quanto più possibile i commenti.
Fuori da ogni zona d’ombra, mi dissocio totalmente da chiunque abbia offeso il sindaco, accostando alla sua figura accuse, illazioni e offese. Mi sembra quanto meno opportuno eliminare il post precedente per evitare che si continui con gli improperi. E in ultimo mi auguro che anche le minacce a me rivolte da alcuni in seguito a questo scambio, possano placarsi».

“Mafia. A Messina il funerale del boss. Da De Luca, sempre pronto a rumoreggiare, stavolta solo silenzio”, ha commentato Claudio Fava, presidente delle Commissione Antimafia all’Ars

“Mentre in Italia non si celebrano pubblicamente funerali né matrimoni, com’è stato possibile che a Messina in cento abbiano accompagnato al cimitero il feretro del fratello di un capomafia? Dietro la bara di Rosario Sparacio, fratello del boss Luigi, sabato pomeriggio c’erano auto, moto, amici.”
“Dal sindaco Cateno De Luca sempre pronto a rumoreggiare con la fascia tricolore  al petto – conclude Fava – stavolta è venuto solo il silenzio.”

Grazia D’Angelo, senatrice M5S: “Nessuna speculazione politica. I messinesi devono sapere”

“Sul corteo funebre del fratello del boss è necessario che venga fatta chiarezza al più presto dagli organi preposti. La politica non sta facendo alcuna speculazione ai danni di Messina e del primo cittadino, ma vogliamo, anzi, che la comunità messinese venga tutelata e messa a conoscenza di questi fatti che, se confermati, rappresenterebbero una pagina bruttissima per la nostra città”.

Ignazio Corrao, europarlamentareM5S: “Che fine ha fatto il sindaco sceriffo Cateno De Luca?”

“Che fine ha fatto il sindaco sceriffo di Messina? Niente diretta Facebook con i parenti dei boss? Niente postura mussoliana e spettacolo acchiappalike? Facile fare i forti con qualche cittadino che attraversa lo Stretto per tornare a casa e poi non accorgersi di quel che succede nella propria città”. È quanto denuncia l’europarlamentare e responsabile per gli Enti Locali del Movimento 5 Stelle Ignazio Corrao. “Quanto accaduto a Messina è davvero intollerabile – prosegue Corrao – Cateno De Luca fa quotidiani show da sceriffo agli imbarchi dei traghetti additando come delinquenti gli automobilisti che fanno rientro in Sicilia e poi consente che nella sua città si riuniscano ed escano in corteo decine e decine di persone per il funerale di parenti mafiosi”.


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