Turismo esperenziale. Una piattaforma digitale per rilanciare il turismo interno siciliano, dopo il Coronavirus

Questa Pasqua, periodo tradizionalmente dedicato a viaggi e vacanze, ma quest’anno caratterizzato dal crollo delle attività turistiche per la pandemia Covid-19, segna la necessità di ripensare e riformulare profondamente l’offerta dei servizi del settore, anche in Sicilia.

In Italia, il segmento del turismo vale in totale 146 miliardi di euro: una cifra pari al 12% del Pil, generata da una filiera di 216.000 esercizi ricettivi e 12.000 agenzie di viaggio.

Nel turismo esperienziale, contrapposto al turismo di massa, ciò che conta non è la destinazione, se è conosciuta o meno, ma vivere un’esperienza in cui il turista interagisce con un forte coinvolgimento emotivo, sociale, intellettuale con le persone, la storia e le tradizioni del luogo. Un concetto che si sposa con il turismo interno, in cui il flusso dei viaggiatori è costituito da italiani (o, nell’Isola, dagli stessi siciliani).

Numerose in Sicilia le suggestive sagre e festività legate alla Pasqua che quest’anno non si sono potute svolgere a causa del coronavirus, rimandando tutto a tempi migliori. Fra queste ricordiamo: la Processione dei Misteri a Trapani, la Processione dei Misteri a Caltanissetta, la Processione ad Enna, il Ballo dei diavoli a Prizzi, la Diavolata a Palazzo Adriano ed ancora Taormina, Milazzo, Erice, Modica ove si svolge tradizionalmente una Via Crucis vivente, Mineo con le sfilate dei nudi, Militello con la processione notturna del giovedì Santo al monte Calvario e la via Crucis vivente del giorno successivo.

La lista delle celebrazioni pasquali siciliane è veramente molto lunga e culturalmente variegata, poiché ogni città interpreta la ricorrenza pasquale secondo usi e tradizioni proprie. Elemento comune a tutte le celebrazioni è però la sentita partecipazione delle varie comunità e la rievocazione collettiva con sentimenti di mestizia propri del lutto per la Morte del Cristo e di gioia per la successiva Resurrezione.

Per rilanciare il turismo siciliano, elemento trainante dell’economia siciliana, occorrono nuove idee e soluzioni mirate, che agendo su diverse direttrici possano risollevare le sorti del settore nell’Isola.

Truly Sicily, think-tank del turismo esperienziale, sta realizzando una nuova piattaforma digitale attraverso cui è possibile visionare ed acquistare pacchetti turistici, prenotando viaggi in Sicilia e dove si possono condividere le proprie esperienze di viaggio.

Nel turismo esperienziale, contrapposto al turismo di massa, ciò che conta non è la destinazione, se è conosciuta o meno, ma vivere un’esperienza rendendosi protagonista della propria vacanza. Inoltre è una forma di turismo cui si può associare lo slow tourism (turismo lento), che rispetto al turismo esperienziale, è legato maggiormente alla salvaguardia dell’ambiente, della cultura e delle tradizioni, quindi più vicino al turismo sostenibile e responsabile.

Il turismo esperienziale è un fenomeno globale in crescita, che coinvolge i turisti durante il viaggio in una serie di attività indimenticabili con un forte impatto personale. Attività che colpiscono tutti i sensi e creano connessioni a livello fisico, emotivo, spirituale, sociale e intellettuale. Durante tali esperienze il turista interagisce con le persone, la storia e le tradizioni del luogo.

Il viaggiatore non si accontenta più di ricordare il proprio viaggio semplicemente scattando foto, ma desiderano delle autentiche esperienze che possono condividere e raccontare agli altri.

Modalità di comunicazione strettamente correlate al turismo esperienziale sono lo storytelling e lo storyliving, un nuovo modo di raccontare l’esperienza di viaggio.

Lo storytelling, che in inglese significa semplicemente “raccontare storie”, è una tecnica presa in prestito dalla narrativa classica per diventare uno strumento di comunicazione efficace nel marketing turistico: il suo scopo è quello di esprimere idee e concetti suggestionando e persuadendo il pubblico coinvolgendolo sul piano emozionale. Al contrario della comunicazione istituzionale (oggettiva, fredda, imparziale), lo storytelling parla in prima persona, trasmette emozioni, sorprende e coinvolge riuscendo a catturare l’attenzione degli utenti, quindi raccontare per sorprendere ed emozionare. La comunicazione turistica non si basa più su ciò che viene considerata oggettivamente la destinazione più interessante, ma su ciò che le persone pensano sia la migliore (se poi sono loro a raccontare la destinazione, tanto meglio).

Lo storyliving, invece, ribalta completamente la tradizionale concezione del viaggio, rimettendo al centro dell’attenzione innanzitutto la persona che parte e il motivo che lo spinge a farlo, ma anche l’aspetto dell’accoglienza fatta in modo da far nascere, sulla base dell’esperienza vissuta dal viaggiatore, uno scambio di ispirazioni, per realizzare un nuovo modo di pensare al turismo.

Pasqua, Ballo dei diavoli a Prizzi
Pasqua, Ballo dei diavoli a Prizzi (Palermo)

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