Cassa integrazione, iter burocratico Sicilia complicato e lento. Si temono ritardi. Consulenti lavoro a Regione: “Semplificazione per imprese e lavoratori”

Consulenti del lavoro lanciano allarme: chiedono all’assessore regionale al Lavoro, Antonio Scavone, di semplificare con urgenza la procedura stabilita per chiedere il CIGD, che le imprese potranno iniziare martedì prossimo attraverso la piattaforma informatica SiLav.

La Consulta regionale degli Ordini dei consulenti del lavoro della Sicilia bacchetta la Regione, contestando di essere stata l’unica categoria tecnica nell’Isola non adeguatamente consultata nella definizione dell’iter per la Cassa integrazione in deroga “Covid-19”.
In una loro nota hanno chiesto all’assessore al Lavoro Antonio Scavone una decisa semplificazione della procedura attraverso la piattaforma informatica “SiLav”, altrimenti martedì, quando si potrà cominciare a trasmettere le richieste online, i problemi che emergeranno “rafforzeranno la convinzione di imprese e lavoratori che la data promessa dal governo nazionale di pagamenti entro il 15 aprile non potrà essere rispettata. Ciò aggraverebbe l’elevata tensione sociale che, come è stato denunciato a livello nazionale nel documento degli Stati generali dei consulenti del lavoro, si è manifestata in assalti a studi dei consulenti del lavoro, anche in Sicilia, già in occasione della cassa integrazione ordinaria e del bonus autonomi rallentati da problemi tecnici”.

Nella riunione della V Commissione Cultura, Formazione e Lavoro dell’Ars, convocata dall’on. Luca Sammartino (PD) martedì 7 aprile alle 16, è prevista l’audizione dell’assessore regionale per la Famiglia, le Politiche sociali ed il Lavoro, Antonio Scavone, sulle criticità in materia di cassa integrazione guadagni in deroga per emergenza covid-19 e in merito alle politiche attive del lavoro sul Po-Fse.

“In Sicilia – dichiara Rosalia Lo Brutto, presidente della Consulta regionale Consulenti del lavoro – l’assenza di un confronto con la nostra categoria, specializzata nel misurarsi con procedure nuove, l’impossibilità di avviare un periodo di sperimentazione e la possibilità di consultare le istruzioni operative solo da ieri sul sito, fa emergere troppi adempimenti burocratici, richiesti da ministero del Lavoro e Inps, ma la cui necessità appare infondata, con l’unico effetto di allungare i tempi. È un iter che invece il governo regionale in questa emergenza ha il potere di semplificare per ridurre i tempi di invio e valutazione delle domande, a beneficio di imprese e lavoratori che percepirebbero prima le spettanze, e dell’incolumità dei consulenti del lavoro”.
In Sicilia, appena cento dipendenti del Dipartimento Lavoro dovranno istruire da casa le 240mila pratiche attese, pari a 2.400 a testa. A complicare ulteriormente l’iter, il fatto che, a differenza delle altre Regioni che calcolano i dipendenti di un’impresa sulla base delle unità medie presenti, la Sicilia calcola il numero effettivo (per cui se nel primo caso un’azienda con 7 dipendenti, di cui alcuni al 50%, risulta con meno di 5 unità ed è esclusa dall’obbligo di accordo sindacale per la Cig in deroga, in Sicilia invece ne conta 7 ed è soggetta ad accordo sindacale), aumentando a dismisura la mole di accordi sindacali che andranno sottoscritti. Come se non bastasse, a differenza dell’Inps, per il quale è sufficiente la prima registrazione al sito per identificare l’impresa o il delegato, la Regione chiede la firma digitale anche sull’istanza, presentata da un delegato digitalmente a questa noto, sull’informativa inviata ai sindacati e su altri allegati. Infine, la piattaforma “SiLavora” non prevede la possibilità di correzione di errori o di successive integrazioni, la pratica in questo caso viene accantonata.

Per i consulenti del lavoro siciliani, “anzitutto, se si vuole davvero fare presto, si può evitare di chiedere, fra gli altri dati assurdi, il titolo di studio del lavoratore e la data dell’inizio di attività dell’azienda”.
Inoltre, nella piattaforma “SiLav” occorre “concedere la possibilità di rettifica e integrazione mantenendo invariato il numero di protocollo”. Va previsto, infine, l’accoglimento delle istanze col metodo del silenzio-assenso, in modo da snellirne l’istruttoria e ridurre i tempi di pagamento delle spettanze.
“Ci auguriamo – conclude Rosalia Lo Brutto – che prima di martedì, ‘battesimo del fuoco’ della piattaforma e giorno della prevista seduta della commissione Lavoro dell’Ars, l’assessore Scavone dia disponibilità ad accogliere le indicazioni e i suggerimenti avanzati da chi opera direttamente sul campo, nell’interesse dei siciliani in questo gravissimo momento. In fondo, si tratta di semplificare al meglio una procedura già buona, per superare le difficoltà che noi professionisti stiamo incontrando, e di dare risposte in tempi più rapidi”.
“E per migliorare l’efficacia dell’attuazione dei futuri interventi straordinari che il governo regionale sicuramente metterà in campo per sostenere la ripartenza dell’economia siciliana – conclude Lo Brutto – i consulenti del lavoro, affiancati da tutte le altre categorie di professionisti abilitati in materia di lavoro, sono disponibili a contribuire fornendo le proprie conoscenze tecniche ed esperienze professionali”.


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