Giornata della Memoria, un minuto di silenzio per le vittime innocenti delle mafie

Un minuto di silenzio, alle ore 20 di sabato 21 marzo, nella “Giornata nazionale della memoria e dell’impegno, in ricordo delle vittime innocenti delle mafie” di Libera.

Come tutti gli anni, anche questo 21 marzo sarà celebrata la Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.
La manifestazione, organizzata da Libera, associazione fondata da don Luigi Ciotti nel 1995, prende il via il primo giorno di primavera, perché si risvegli in quel giorno, oltre alla natura, anche il bisogno di verità e di giustizia, e nasce dal dolore della mamma di Antonio Montinaro, ucciso nella strage di Capaci.
Montinaro veniva ricordato insieme ai suoi sfortunati colleghi con questa formula: “gli uomini della scorta”. Il dolore di una madre, non sentendo nemmeno pronunciare il nome del proprio figlio morto in quella terribile strage, diventava lacerante e insopportabile.
Da questa esigenza nasce l’iniziativa di ricordare, quasi come in una preghiera, i nomi di tutte le vittime di mafia, per ricordare, per non farli morire mai, almeno nei nostri cuori. Il primo marzo del 2017, con voto unanime della Camera dei Deputati, è stata approvate la proposta di legge che istituisce e riconosce il 21 marzo quale “giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime di mafia”.
L’incontro, quest’anno è stato spostato per motivi di sicurezza sanitaria e per i rischi connessi all’emergenza Coronavirus al 23-24 ottobre, a Palermo, ma nonostante la situazione il Governo ha dato risalto su tutte le reti nazionali alla Giornata del 21 marzo, in modo da condividere le tematiche in oggetto in tutto il territorio nazionale.

Un minuto di silenzio e preghiera, da vivere in comunione in ogni città del nostro Paese con tutte le comunità cristiane e di altre religioni. È  quello a cui invitano alle 20 di sabato 21 marzo l’associazione “Libera” in collaborazione con il Comune di Palermo, insieme all’Ufficio Diocesano per il Dialogo Ecumenico e Interreligioso e la Consulta delle Culture di Palermo in occasione della “Giornata nazionale della memoria e dell’impegno, in ricordo delle vittime innocenti delle mafie” prevista proprio per il 21 Marzo. Una giornata che avrebbe avuto il capoluogo siciliano come piazza principale nella quale ritrovarsi e ricordare quanti hanno sacrificato la loro vita per combattere le mafie e affermare principi di giustizia e legalità.
«Abbiamo accolto con viva gratitudine – scrive la presidenza di Libera – l’invito della Consulta delle Culture di proporre, in collaborazione con il Comune di Palermo,  un momento di particolare significato in preparazione della “Giornata Nazionale della Memoria e dell’ Impegno delle vittime innocenti delle mafie”, oggi giunta alla XXV edizione. Se non ci fosse stata l’emergenza data dalla pandemia da Coronavirus, la sera del venerdì 20 marzo nella Cattedrale di Palermo si sarebbe incontrato un migliaio di familiari delle vittime, per un’occasione di riflessione e preghiera in memoria dei propri cari. Stavamo anche ultimando in città, con i rappresentanti di diverse etnie, un momento interreligioso di preghiera».
Questo momento, però, venerdì sera, ci sarà comunque, anche se ognuno in spazi non comuni. A partecipare, infatti, saranno: comunità ebraica – comunità islamiche – chiesa ortodossa Patriarcato di Mosca e Patriarcato di Romania – chiesa Anglicana – chiesa Valdese Metodista – chiesa Avventista – chiesa evangelica di Riconciliazione – chiesa Evangelica del Ghana – chiesa cattolica – comunità Buddiste – comunità Induiste Tamil e Mauriziane.

“In questo 21 marzo anomalo e faticoso, l’emergenza che stiamo vivendo non ci deve far dimenticare le vittime di mafia, uomini e donne caduti in difesa della dignità di tutti. A loro, oggi, va il nostro pensiero e la nostra gratitudine”. Così il presidente del commissione regionale antimafia Claudio Fava

“Il momento drammatico che tutti viviamo non può farci dimenticare il doveroso omaggio a quanti, nomi noti e meno noti, caduti nel silenzio del dovere sotto il piombo mafioso”.
Lo dichiara il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, in occasione della Giornata della memoria per tutte le vittime di mafia.

“Nonostante il difficile momento che stiamo vivendo, il ricordo delle vittime innocenti delle mafie oggi è ancora più importante – spiega Leonardo La Piana, segretario generale Cisl Palermo Trapani – . La nostra Memoria, i nostri Eroi, ci insegnano a resistere davanti a condizioni estreme. Il coraggio la tenacia che hanno fatto la storia dell’Antimafia, quella vera, ci siano da esempio in ogni nostra azione quotidiana. Questo il messaggio che lanciamo oggi ai nostri giovani e a tutti coloro che in questo momento, si sentono sconfortati. #NoiCiSiamo, anche perquesta Giornata di Memoria e Impegno contro le Mafie”.

“Il Coordinamento Nazionale dei docenti della disciplina diritti umani incoraggia e apprezza tutte le iniziative scolastiche atte a costruire percorsi di cittadinanza attiva, di educazione alla legalità e memoria collettiva vigile.
Dietro ogni nome e cognome dei martiri della legalità ci sono esseri umani che hanno avuto amore per il bene comune e hanno vissuto e speso passioni per affermare il loro senso di libertà a costo della propria vita”, dichiara per il CNDDU, Daniela Provenzano.
“I giovani devono sapere, che in tutto il Paese, le mafie accumulano enormi ricchezze attraverso vecchie e nuove pratiche illegali: il traffico di stupefacenti, i rifiuti tossici, il riciclaggio di denaro sporco reinvestito in raffinatissime operazioni finanziarie, i traffici di esseri umani, le estorsioni, la contraffazione, e che il loro crescente potere consente di spadroneggiare, eliminando gli onesti e corrompendo anche i vertici più alti del Paese (colletti bianchi), con la forza di un enorme patrimonio di denaro sporco.
In questi anni le mafie hanno purtroppo modificato il loro modo di agire, divenendo ancor più pericolose di prima; esse sono infatti, sempre più invisibili ma molto più invasive e presenti ormai in quasi tutte le regioni d’Italia.
Le mafie si sono globalizzate, non si uccide più, ma con gli enormi capitali accumulati, esse allargano la loro influenza e rafforzano relazioni e consenso sociali. Le organizzazioni criminali tendono a creare una zona grigia pericolosa e corrosiva delle fondamenta legali e democratiche di una comunità.
Le mafie hanno la capacità di comprare le attività imprenditoriali (più di 5000 ristoranti del nord sono di proprietà malavitosa), di corrompere sia i piccoli che i grandi funzionari dello Stato, di offrire servizi che non sempre vengono imposti, ma spesso sono accettati ben volentieri da imprenditori senza scrupoli.
Come le mafie si sono globalizzate, occorre che si estenda e si globalizzi anche l’antimafia delle istituzioni e dei cittadini. Non ci stancheremo mai di ricordare che il seme della legalità e della consapevolezza si getta proprio nelle scuole di ogni ordine e grado, e dunque procediamo in avanti verso il 21 marzo 2020, in autonomia, verso la promozione di percorsi laboratoriali, e di attività che possano far crescere negli studenti, il senso di impegno e di responsabilità, in modo che nessuna vittima delle mafie sia morto invano”.


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