Crisi Coronavirus. Picarella, Confcommercio Sicilia, a Musumeci: “Fare in fretta per salvare il salvabile”

Restare a casa, per chi ha un’attività economica, non può e non deve significare la rovina. Servono aiuti e risorse straordinarie, naturalmente più di quanto non sia già stato fatto.

“Le negative ripercussioni economiche che si registrano e che si registreranno nella nostra Regione a causa dell’emergenza sanitaria che ha colpito il nostro paese preoccupa notevolmente il sistema imprenditoriale siciliano”.

A dirlo è il presidente regionale Confcommercio Sicilia, Francesco Picarella, che rivolge un appello al governatore Nello Musumeci al quale ha chiesto un incontro: “Si faccia in fretta per cercare di salvare il salvabile. Molte sono le imprese della nostra isola che, dopo questo periodo di emergenza sanitaria, si troveranno alle prese con un’altra emergenza, quella di mantenersi in vita. E non sarà un affare semplice. Anzi, comincerà un’altra battaglia per certi versi molto più dura. In cui ci sarà bisogno del sostegno delle istituzioni per evitare che siano mietute vittime di altro tipo, mandando a gambe all’aria un’economia, quella siciliana, per molti versi già precaria”. Il presidente Picarella afferma che i malati gravi sono i settori del turismo e dei trasporti.
Per non parlare del fatto che la quarantena collettiva affonderà settori specifici del commercio, in particolare abbigliamento e tempo libero. E si aggiunga anche il settore della vigilanza privata, stracolma di lavoro in questa fase, e che quindi non può attivare alcun ammortizzatore sociale, con la consapevolezza che, però, difficilmente potrà essere pagata, almeno nel breve e medio periodo. “Possiamo ipotizzare – aggiunge – una perdita nell’ordine di 3-4 miliardi di euro con riferimento al consumo delle famiglie nella nostra isola. Stiamo affrontando la chiusura della saracinesca con la responsabilità di chi, chiudendo, sa di contribuire a uno sforzo straordinario per contenere la diffusione dell’epidemia non dimenticando la responsabilità di chi resta aperto per assicurare la distribuzione di generi alimentari e di prima necessità.
Il fatto, però, è che restare a casa non può e non deve significare la rovina. Servono aiuti e risorse straordinarie, naturalmente più di quanto non sia già stato fatto”. Alla luce del Decreto legge n. 18 del 17 marzo 2020, che all’art. 22 pone, in carico alle Regioni ed alle Province autonome, adempimenti per la fruizione della cassa integrazione salariale in deroga per i soggetti che non trovano copertura dalle misure nazionali, è necessario, spiega Picarella sollecitando Musumeci, procedere alla sottoscrizione del previsto accordo con le organizzazioni comparativamente più rappresentative a livello nazionale per i datori di lavoro. “L’estensione della cassa integrazione alle imprese del commercio – continua il presidente regionale Confcommercio Sicilia – è una delle misure che possono garantire un po’ di respiro alle realtà del nostro settore, al pari dell’estensione del fondo di indennità salariale alle imprese sotto i 15 dipendenti oltre ad una indennità per i lavoratori autonomi e la sospensione delle rate dei mutui come il rinvio di altre scadenze fiscali, oltre a quelle già previste, che, per l’intera categoria diventa di cruciale importanza, questione di prolungamento dell’attività o di cessazione della stessa. Nessuno può fare previsioni su quanto durerà questo momento. Ma quando tutto sarà passato, ci si troverà dinanzi a uno scenario molto pesante, anche sul piano economico, e sarà necessario ripartire potendo contare sull’aiuto di tutti, soprattutto delle istituzioni”, conclude Picarella.


(nella foto: Palermo, via Maqueda deserta)