Caos acqua potabile a Palermo, procura apre fascicolo. Da valutare responsabilità per procurato allarme

La procura della Repubblica di Palermo ha aperto un fascicolo conoscitivo sulla vicenda che ha condotto all’ordinanza di sospensione per l’uso umano di metà dell’acqua della rete idrica comunale. Da valutare eventuali reati di procurato allarme e contro la pubblica amministrazione.

Il presidente Amap Di Martino sospende le attività del proprio ufficio stampa, ma l’ordinanza del Comune, così come comunicata, è stata effettivamente emessa dal sindaco. Appare, dalle stesse dichiarazioni di Orlando, che a monte vi sia stata una complessiva grave mancanza di collaborazione e irrigidimento burocratico da parte degli uffici pubblici preposti alla gestione della criticità emersa.

La cronologia dei fatti. Il 25 febbraio l’Asp chiede ad Amap di potere effettuare un campionamento presso il serbatoio Petrazzi da parte di personale SIAN per procedere ad analisi. Il 28 febbraio l’Asp comunica a Municipio e Amap che gli esami evidenziano la presenza di indici di inquinamento nell’acqua dei serbatoi Petrazzi, invitando a inibirne l’uso per il consumo umano, a verificare una corretta (maggiore) clorazione prima della distribuzione, ad adottare provvedimenti opportuni per effettuare la distribuzione dell’acqua con requisiti che rientrino nei parametri di legge, di estendere i controlli ad altri punti della distribuzione, a fornire una relazione sugli interventi disposti per valutarne l’adeguatezza attraverso nuova verifica da parte dell’Asp.
L’Amap risponde il 3 e il 4 marzo all’Asp inviando i risultati delle proprie analisi fino a quella data su campionamenti prelevati, tra il 25 febbraio e il 4 marzo, da Petrazzi (quindi in entrata) e vari punti in uscita della rete idrica.
Il 5 marzo l’Amap scrive a Municipio e Asp comunicando che i risultati delle analisi effettuati da Amap evidenziavano l’assenza di problemi di carattere microbiologico nell’acqua distribuita in rete, in conformità al dlgs 31/2001, chiedendo la sospensione dell’Ordinanza sindacale richiesta dall’Asp.
Il 6 marzo l’Asp comunica che in considerazione della discordanza tra le analisi del Laboratorio di Sanità Pubblica (prove accreditate) e quelle di Amap, sono stati richiesti nuovi campionamenti prelevati il 4 marzo su cui si è in attesa dei risultati. Asp ritiene quindi che debba permanere l’Ordinanza sindacale fino all’esito negativo dei controlli in itinere.

A questo punto il 6 marzo il Comune emette l’ordinanza sindacale n. 27/05 che inibisce l’uso per il consumo umano della linea idrica proveniente dal serbatoio Petrazzi, facendo carico ad Amap di comunicare l’avvenuta eliminazione della problematica per consentire un nuovo controllo Asp finalizzato alla ripresa della normale erogazione idrica.
Finalmente, il 7 marzo il Comune di Palermo, preso atto che con comunicazione Asp del 6 marzo le analisi dei campioni prelevati il 5 marzo sono conformi ai valori previsti dalle norme, revoca l’ordinanza che vietava l’uso dell’acqua per i risultati prelevati dal personale Sian in data 25 febbraio.

“Come ho già detto ieri – ha espresso il sindaco di Palermo Leoluca Orlando – questa vicenda prima di tutto ha confermato che l’AMAP ha operato correttamente per quanto riguarda i controlli sulla qualità dell’acqua. Purtroppo però è evidente anche che vi sono stati problemi di comunicazione e collaborazione fra l’ASP e l’AMAP prima e fra queste due e gli Uffici comunali dopo. Problemi che hanno portato alla predisposizione di una ordinanza dal contenuto spropositato e che solo poche ore dopo si è rivelata del tutto inutile, ma che nel momento in cui mi è stata sottoposta con tutti i pareri non poteva non essere emessa. Ovviamente la cosa più importante è che sia rientrata la criticità rispetto alla qualità dell’acqua, ma da quanto avvenuto è indispensabile che tutti gli uffici comprendano quali sono stati gli errori organizzativi, al netto di eventuali responsabilità.”
Il sindaco aveva già disposto ieri che tutti i documenti inerenti la vicenda fossero pubblicati, sì che ciascuno potesse conoscerne il contenuto.
Sempre in merito alla vicenda che ha portato ieri alla situazione di allarme in città, il presidente dell’AMAP Alessandro Di Martino ha informato il sindaco di avere disposto la “sospensione provvisoria delle attività dell’Ufficio Stampa dell’Azienda fino a rimodulazione dell’iter comunicativo da perseguire per il futuro.”
Il presidente Di Martino aveva già disposto, lo scorso 16 febbraio, che ogni comunicazione indirizzata all’utenza fosse preventivamente verificata, ma a seguito di quanto avvenuto ieri con il mancato rispetto della prescrizione, ha ritenuto di dover adottare un provvedimento ulteriormente restrittivo dell’operatività dell’ufficio.
“La struttura tecnica dell’Azienda ha operato con correttezza – afferma il presidente Di Martino – sul punto più importante che è quello del controllo sulla qualità dell’acqua. È però evidente che nella fase di comunicazione vi è stato un eccesso di burocrazia ed una carenza di correttezza e completezza.”

Caos acqua a Palermo, Udicon Sicilia: “Chiarezza sui responsabili del pastrocchio. Rivedere protocolli delle fasi di emergenza”

“Mezza Palermo per lunghe ore non sapeva se potersi fidare dell’acqua del proprio rubinetto di casa o meno. Siamo di fronte a un pastrocchio, se non a una vicenda che sconfina nel penale, che non deve passare come se niente fosse. Per questo dopo il caos di ieri l’Unione per la Difesa dei Consumatori-Udicon Sicilia ha sporto un formale reclamo all’Amap riguardo la presunta inidoneità al consumo umano dell’acqua del serbatoio Petrazzi, e si riserva di intraprendere ulteriori azioni nelle opportune sedi a tutela dei cittadini. Chiediamo certezze – sottolinea il commissario Udicon Marco Corsaro – e l’individuazione dei responsabili. Formuliamo all’Amap anche l’invito, aprendosi al confronto con le associazioni dei consumatori, a rivedere i protocolli di attivazione della fase di emergenza per ridurre al massimo il disagio e il pericolo per i cittadini. La gestione dilettantesca e caotica della vicenda, specie dal punto di vista della comunicazione istituzionale impone al Comune di Palermo, all’Amap e all’Asp un’assunzione di responsabilità nei confronti dei consumatori, che pagano le bollette anche per avere garanzie di sicurezza sull’acqua potabile”.

Dario Fidora

Direttore editoriale