Coronavirus, incontro al Mise. Alleanza Cooperative chiede misure urgenti di sostegno alle imprese, CIG inclusa, per tutti i settori colpiti

Durante il vertice al Mise con i rappresentanti del sistema produttivo italiano, l’Alleanza delle Cooperative ha presentato i dati preoccupanti che testimoniano le pesanti ripercussioni della crisi legata al coronavirus sulle imprese cooperative.

Il ministro Stefano Patuanelli ha riunito ieri al MISE i rappresentanti delle associazioni imprenditoriali e delle professioni per un confronto sulle misure da adottare per ridurre l’impatto economico del coronavirus sul sistema produttivo del Paese.
All’incontro hanno partecipato il viceministro Buffagni, i sottosegretari Liuzzi, Manzella e Todde, la viceministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, i rappresentanti di Regione Lombardia e Regione Veneto, Alleanza Cooperative, Casartigiani, CNA, Confapi, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti, Confindustria, Confprofessioni, Confimpreseitalia.
“L’emergenza sanitaria ha prodotto pesanti conseguenze sull’attività delle imprese: per le cooperative, ad esempio, l’impatto occupazionale nei settori della cooperazione sociale, delle attività culturali e del turismo, della ristorazione e dei servizi di pulizia, dell’agroalimentare e delle sue filiere è pari a tre volte quello dell’Ilva. Per questo è necessaria, da parte del governo, una risposta immediata che, per alcuni settori economici, non si concentri solo sulle zone rosse, ma sia indirizzata anche alle altre aree del Paese coinvolte dalla crisi; una risposta che, per essere efficace, ha bisogno di decisioni chiare e coordinate, da assicurare con la nomina di Commissari straordinari che potrebbero coincidere, a livello regionale, con il ruolo di presidente della Giunta”. Ad affermarlo è stato Mauro Lusetti, presidente dell’Alleanza delle Cooperative Italiane, anche a nome dei copresidenti Maurizio Gardini e Giovanni Schiavone, nel corso dell’incontro al Ministero dello Sviluppo Economico.
“Questa nuova emergenza – ha sottolineato Lusetti – si verifica in un momento nel quale anche la produzione interna ha annunciato inequivocabili segnali di rallentamento paventando il rischio di recessione; per questo servono interventi che assicurino un adeguato sostegno alle imprese”.
Il presidente dell’Alleanza ha quindi suggerito una serie di misure da adottare con carattere di urgenza. Tra le priorità, Lusetti ha indicato “l’attivazione della Cassa integrazione in deroga per tutti i settori colpiti dalla crisi, da rendere fruibile non solo per i lavoratori di imprese operanti nelle zone rosse, ma anche per altri territori oggetto di ordinanza regionale o per imprese della filiera colpite, anche indirettamente, dalla crisi; la cancellazione, o un ridimensionamento, dei divieti previsti per l’autotrasporto merci, data l’eccezionalità del momento e la necessità di approvvigionare gli esercizi commerciali; il differimento del pagamento dei contributi previdenziali e delle imposte dirette e indirette per tutto il perdurare della crisi; il differimento del termine ultimo per il passaggio dei lavoratori inseriti nel processo di internalizzazione dei servizi di pulizia delle scuole; misure di sostegno alle imprese che registrano un crollo del fatturato”.
Lusetti ha infine citato alcuni dati che testimoniano le pesanti ripercussioni della crisi legata al coronavirus sulle imprese cooperative: con la chiusura di asili e scuole per l’infanzia, la cooperazione sociale vede a rischio oltre 30mila lavoratori, con un danno economico (stimabile in 10 milioni di euro al giorno) che rischia di minare la tenuta stessa di molte cooperative; nella gestione dei servizi di pulizia e ristorazione, in ambito pubblico e privato, sono oltre 5.500 i lavoratori ad oggi fermi; nel settore della cultura e turismo, alle ricadute immediate per la chiusura di mostre e musei sono da aggiungere gli effetti generati dalla cancellazione di eventi pubblici per il primo semestre 2020, con un impatto sostanziale su una platea di oltre 6.000 lavoratori ed un danno economico stimabile in 400 milioni di Euro. In ultimo, stante la forte vocazione all’export del nostro paese, si attende un impatto rilevante anche sul settore agroalimentare a causa del calo degli ordini in ottica precauzionale sanitaria.

Il ministro Patuanelli ha illustrato alcune delle proposte che faranno parte del pacchetto a cui sta lavorando il Governo per supportare il sistema produttivo nelle aree interessate dall’emergenza sanitaria.
Tra gli interventi sono previsti una procedura di accesso rapido per le piccole e medie imprese al Fondo di garanzia, la sospensione dei pagamenti delle forniture dei servizi come gas ed energia elettrica, la sospensione dei termini degli adempimenti societari e la proroga al 2021 delle misure previste dal codice della crisi di impresa, nonché una attenta attività di monitoraggio dei prezzi di alcuni prodotti sanitari. E’ in corso di approfondimento la possibilità di prevedere forme di contributi per la ripresa delle attività per le imprese direttamente danneggiate e sostegni alle imprese che hanno subito danni indiretti.
Patuanelli si è inoltre impegnato a individuare strumenti finalizzati a sostenere quei specifici settori che si trovano maggiormente in difficoltà, quali la grande distribuzione organizzata, il turismo, i trasporti, la logistica e le forniture. È inoltre prioritario supportare l’export del Made in Italy attraverso una importante fase di promozione all’estero delle nostre eccellenze, già avviata dal Ministero degli Affari Esteri, nonché favorire politiche di reshoring attraverso il sostegno agli investimenti di quelle aziende che intendono riportare le loro produzioni in Italia.
Al termine dell’incontro, il ministro Stefano Patuanelli ha dichiarato come quello odierno sia stato “un primo confronto costruttivo tra MiSE, MEF, le Regioni Lombardia e Veneto, le associazioni di imprenditori e di categoria, nel corso del quale è stata fatta una prima valutazione sugli impatti economici, diretti e indiretti, derivanti dall’emergenza del coronavirus sulle attività produttive presenti nelle zone interessate e sull’intero sistema Paese. Siamo quindi impegnati a definire in maniera sinergica il quadro sia degli strumenti da utilizzare che la migliore destinazione delle risorse già individuate, a cui se ne potranno aggiungere altre con i provvedimenti all’esame del Governo”.


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