Energia elettrica pulita dalle correnti marine dello Stretto di Messina

Turbine sottomarine posizionate nei “canyon” dello Stretto dove le forti correnti incanalandosi permettono di produrre un quantitativo di elettricità utile ad alimentare le due città di Messina e Reggio.

Una proposta innovativa che potrebbe cambiare il futuro delle due città.

Un impianto eolico sottomarino potrebbe fornire energia pulita a Messina e Reggio Calabria. Il progetto è già in fase avanzata ed è stato presentato in un Salone delle Bandiere gremito.
Ricavare energia dalle correnti dello Stretto è un’impresa possibile. È l’argomento del convegno organizzato da Volt Messina e Legambiente, per presentare l’idea di utilizzare turbine eoliche con cui produrre elettricità proprio dalle correnti marine. Il progetto è stato illustrato dii relatori Giovanni D’Arrigo, presidente di Legambiente Peloritani, Alfredo Mangano, coordinatore di Volt Messina, Vincenzo Mazzara, ideatore del progetto, Antonio Di Pietro, esperto in scienze della terra e membro di Volt Messina e Giovanni Rinaldi, esperto in energie rinnovabili presso l’università di Exeter.

“Questa è la prima proposta di Volt per la città, una proposta scelta non a caso, una proposta che racchiude il nostro modo di fare politica, una proposta concreta, fattibile, coraggiosa, che dimostra che uno sviluppo davvero sostenibile è possibile, e che è costruita assieme alle associazioni del territorio, quelle associazioni che la politica deve tornare ad ascoltare”, dichiara Mangano. “In Sicilia c’è bisogno di investire, e bisogna farlo in progetti di qualità” – ha dichiarato D’Arrigo, che prosegue – “Un impianto d’avanguardia come quello presentato oggi merita certamente il sostegno di Legambiente, per il suo basso impatto ambientale e le grandi potenzialità sia in termini ambientali che di indotto lavorativo, Legambiente sarà sempre a fianco e supporterà soluzioni di questo tipo”

Dallo studio è stata sviluppata una turbina molto particolare: “Può ancorarsi al fondo autonomamente, è installata su un piccolo catamarano e può adattarsi al flusso delle correnti mantenendosi in posizione parallela, non inquina e può produrre fino a 600 kW per singola unità. Le nuove tecnologie hanno permesso inoltre di abbattere i costi di oltre il 50%; 200 milioni di euro sarebbero una cifra sufficiente” – ha concluso Mazzara.

A illustrare ulteriori dettagli tecnici è stato l’esperto Antonio Di Pietro, che ha approfondito anche alcuni dei problemi che andranno affrontati, come le piante che potrebbero compromettere l’impianto o il possibile impatto sulla fauna marina. Alcuni elementi si possono ottenere analizzando i progetti simili già esistenti nel mondo, che sono stati illustrati in collegamento da Exeter da Giovanni Rinaldi, esperto Messinese che in Inghilterra studia proprio le fonti rinnovabili, Rinaldi ha mostrato come, grazie ad investimenti sia pubblici che privati, progetti di questo tipo siano economicamente sostenibili e come, nel tempo, portino ad un enorme impatto positivo in termini economici ed ambientali

Il progetto è una risposta alla problematica dell’inquinamento derivante dalla produzione di energia elettrica, un’atto di responsabilità a cui tutti siamo chiamati anche nei confronti dei nostri figli e nipoti.


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