Contro la privatizzazione selvaggia dei Beni Comuni, continua raccolta di firme per legge di iniziativa popolare

Il caso del Boschetto della Playa di Catania (7000 mq dello Stato e 22000 mq della Regione, messi in vendita contemporaneamente) non è un caso limite.

Rimanendo nel catanese, c’è il rischio del tentativo di vendita di un pezzo di pineta dell’Etna. Sul tema interviene da anni il Comitato Rodotà Catania, con una generosa presenza militante e senza sosta.

“Il Boschetto della Playa – si legge in comunicato del Comitato Rodotà – dopo anni di degrado, era stato reso nuovamente fruibile dalla cittadinanza quale “bene comune”, luogo salubre dove campeggiare, correre, svolgere attività all’aria aperta, prima che, nello scorso mese di luglio, proprio la porzione offerta in vendita venisse colpita da un misterioso incendio che ha distrutto la preziosa vegetazione di Eucalipti.
La vendita di tale spazio comune sarebbe stata ancora più inquietante se si considera che, a causa della spregiudicata cementificazione, Catania è carente di ben due milioni di metri quadri di area verde secondo gli standard urbanistici correnti”.

“Sebbene per il momento sia stata revocata la proposta di vendita da parte dell’Agenzia delle Entrate dei 7000 mq di boschetto della Playa, questa vicenda dimostra in modo lampante l’insufficienza della attuale disciplina dei beni pubblici.
Si stanno svendendo – denuncia il Comitato Rodotà – 157 immobili (terreni ed edifici) di proprietà della Regione in varie località dell’Isola.
L’appartenenza al “demanio” non garantisce affatto che i beni che per loro natura e funzione sono “comuni” siano effettivamente destinati al miglioramento delle condizioni di vita dei cittadini. È necessario un nuovo statuto dei beni pubblici che assicuri la loro effettiva destinazione al benessere collettivo e alla promozione dei diritti sociali. Proprio a questo mira il “Disegno di legge Rodotà”, scritto nel 2007 al fine di sottrarre questi beni al “mercato” e all’arbitrio delle amministrazioni di turno e assicurare che essi siano governati nell’interesse della collettività e delle generazioni future. Oggi questo disegno di legge viene riproposto con una proposta di Legge di Iniziativa Popolare sui beni pubblici e beni comuni. Adesso è più che mai necessario sostenere questa proposta”.

È ancora ancora in corso la raccolta di firme (https://generazionifuture.org/) per la Lip (Legge di Iniziativa Popolare sui Beni Pubblici e Comuni) proposta dal Comitato popolare Rodotà per la difesa dei beni comuni.

Orazio Vasta

Direttore editoriale