Rifiuti, gestione pubblica incapace e aspetti criminali. Indagine della Commissione antimafia e anticorruzione in Sicilia

Emergenza rifiuti sotto i riflettori della Commissione Antimafia Sicilia, organismo d’inchiesta e vigilanza oggi presieduto da Claudio Fava, e prima di lui dall’attuale presidente della Regione Nello Musumeci.

Quello dei rifiuti rimane uno dei temi critici, che gli amministratori pubblici in Sicilia si dimostrano incapaci di gestire, tra paralisi ed emergenze, continue accuse e rimpalli di competenze tra burocrazie e vertici politici.
Nei fatti, gli impianti di raccolta e trattamento sono insufficienti, quelli attivi vanno continuamente in tilt, le città sono sporche, la raccolta differenziata è ancora insufficiente, il monopolio dei privati è troppo oneroso. Un sistema di gestione del tutto inadeguato, che continua a lasciare tutte le criticità irrisolte, genera enormi sprechi e disastri ambientali. Su cui non si sa o non si vuole intervenire definitivamente ma per provvedimenti emergenziali.

In questa situazione, in cui Rap e Comuni vogliono risorse per ampliare gli impianti e la Regione non glieli dà, l’unica soluzione adottata infine in emergenza dalle SRR (società regolamentazione rifiuti, ex ATO) è quella di dire di rivolgersi ai privati. Le più grosse ditte private di gestione rifiuti in Sicilia sono Oikos, Sicula trasporti, Catanzaro costruzioni, Ecoambiente, D’Angelo, che spesso sono costrette però a rimandare indietro gli autocarri perché i rifiuti non hanno le caratteristiche di legge (una presenza di organico superiore al limite del 15%, o altre irregolarità).

I sindacati Fp Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Fiadel sulla discarica di Bellolampo chiedono da una parte che “il Comune di Palermo abbia percentuali di raccolta differenziata adeguate ad una grande città europea che è stata anche capitale della cultura”, d’altra parte “una nuova ordinanza regionale per non vanificare la sinergia tra istituzioni a vari livelli, gestori di servizio, proprietari di impianti e non mettere a rischio il futuro della Rap e dei suoi lavoratori”.

“Nulla è frutto del caso”, insistono i sindacati descrivendo la situazione: “una media regionale di raccolta differenziata ancorata al 32%, costi ambientali, costi economici, salute dei cittadini, incolumità di lavoratori, rischio saturazione delle discariche dell’intera Isola e la possibilità di dovere trasportare tra qualche mese i rifiuti della Sicilia fuori regione. Tutto ciò impone una riflessione sugli errori commessi e richiede al tempo stesso un’accelerazione sulla costruzione degli impianti in Sicilia, volontà dichiarata dagli ultimi governi regionali che nei fatti è rimasta incompiuta”.

Rimangono intanto scandalosamente chiusi una trentina di impianti di compostaggio delle ex ATO, non vengono attivati i centri di prossimità per la raccolta differenziata che servirebbero, a Palermo come negli altri grandi e piccoli centri urbani.

Leoluca Orlando
Leoluca Orlando

“Uffici e agenzie regionali operano contro il pubblico. Stato e Regione diano segnale forte contro la mafia.” Durissima l’accusa del sindaco metropolitano di Palermo Leoluca Orlando alla Commissione regionale Antimafia. ”Ho presentato ai Commissari e al Presidente Fava le denunce presentate da ANCI, dalla RAP e dal Comune negli anni e fino a questi ultimi giorni perché sia fatta luce sulle responsabilità di un sistema regionale che si è costruito attorno al ruolo dei privati”, ha affermato Orlando. “Un sistema intriso di interessi criminali e mafiosi e che muove cifre da capogiro. Ho segnalato alcune delle tante anomalie che hanno contraddistinto e continuano a contraddistinguere l’operato di uffici e agenzie della Regione, che sembrano operare non solo in disaccordo ma addirittura in contrapposizione all’indirizzo politico, proseguendo con comportamenti che danneggiano i Comuni e le aziende pubbliche del settore, da ultimo rallentando fino ad ostacolare la piena operatività di RAP e dell’impianto di Bellolampo. A partire dal Governo Cuffaro, passando per quello Lombardo e fino a Crocetta con i suoi assessori confindustriali, la politica regionale ha solo partorito provvedimenti emergenziali e commissariali, i cui unici beneficiari sono sempre stati i soliti “padroni del vapore”, identificabili ed identificati in pochi imprenditori privati che tentano di condizionare la vita dei siciliani in un contesto che non è certamente solo palermitano e certamente non solo legato ai rifiuti. Anche per questo ho chiesto di essere ascoltato dalla Commissione nazionale antimafia e da quella sulle ecomafie, perché credo che si stia determinando una situazione in cui lo Stato e la Regione dovranno dare un segnale di forza contro la mafia e i suoi interessi in Sicilia.”

Claudio Fava
Claudio Fava

“Le positive intenzioni dell’assessore Alberto Pierobon sono ostacolate da altri settori della Regione. Si conferma il danno procurato alla Sicilia da un sistema di monopolio privato sul ciclo dei rifiuti e dai ritardi nella realizzazione degli impianti pubblici.” Così l’on. Claudio Fava, presidente della Commissione antimafia dell’Ars. “La sensazione – continua Fava – è che l’impianto palermitano di Bellolampo, principale struttura pubblica esistente in Sicilia, dia fastidio. Ne sono conseguenza atti amministrativi e fatti criminali destinati a creare un clima di precarietà a vantaggio dei privati. Se registriamo positivamente, su questo tema, le intenzioni dell’assessore Pierobon, ci appaiono da approfondire alcune scelte delle agenzie regionali preposte ai controlli: non vorremmo trovarci davanti ad una doppia governance in cui gli sforzi per superare situazioni di crisi, derivanti da anni di gestione monopolista, vengono ostacolati da altri settori della stessa amministrazione regionale, a danno della collettività. Sarà uno dei temi di indagine su cui si impegnerà la Commissione antimafia a partire dalla prossima settimana”.

Roberta Schillaci
Roberta Schillaci

“Il primo cittadino di Palermo in audizione si è detto vittima del ‘solito sistema’, ma ricordi che la città che amministra è perennemente invasa dai rifiuti. Perché non estende la raccolta differenziata a ciascun quartiere di Palermo? Ci sono intere zone che sembrano Favelas invase da rifiuti di ogni genere, dal centro alle periferie. Basta proclami e rimpalli di responsabilità”.  A dichiararlo, a seguito dell’audizione del sindaco di Palermo Leoluca Orlando, è la deputata regionale M5s Roberta Schillaci, componente della Commissione Antimafia dell’Ars.
“Non si possono ovviamente addossare tutte le responsabilità al sindaco Orlando – spiega Schillaci – dato che per alcune questioni tecniche la competenza è della Regione Siciliana, sempre più simile ad un Giano bifronte dove si contrappongono da un lato l’indirizzo politico e dall’altro quello gestionale e amministrativo del dipartimento. Comprendiamo le motivazioni espresse dal sindaco della città di Palermo Leoluca Orlando, che contesta diverse anomalie nel sistema rifiuti. Peccato che lui stesso non riesca a controllare quello che fa o meglio, che non fa la RAP, il cui amministratore messo lì proprio da Orlando è tra l’altro in evidente conflitto di interesse, essendo anche azionista di un impianto privato di compostaggio”.

È innegabile che il regime emergenziale finisce per favorire gli interessi degli operatori privati. In regime normale, gli appalti pubblici per lo smaltimento avrebbero come effetto una riduzione dei costi. In emergenza, il costo lo stabiliscono i privati.

“Quello che è certo – spiega ancora Schillaci – è che il sistema che ha reso la gestione del ciclo dei rifiuti una vera e propria Babele rimane lì granitico, da anni. Solo il Movimento 5 Stelle, alcuni giornalisti ed altre voci isolate, denunciano il sistema delle lobbies di poche famiglie che gestiscono gli impianti privati dell’Isola. Ciascuno faccia la propria parte, ai vari livelli istituzionali, Orlando compreso. Nel congedare il sindaco – conclude Schillaci – gli ho chiesto di fare un regalo a Palermo a conclusione del suo mandato: estenda la raccolta differenziata a tutta la città”.

Dario Fidora

Direttore editoriale