Corte dei Conti, al vaglio altri 400 milioni di buco nel bilancio della Regione Sicilia. Disavanzo giunto a 7,3 miliardi

Un’errata imputazione di importi negativi relativi fondi extraregionali, che non possono per loro natura produrre poste negative, ha evidenziato una differenza di ulteriori 400 milioni, che porta a 7,3 miliardi il disavanzo che dovrà essere spalmato nei prossimi esercizi.

Il nuovo rendiconto è adesso al vaglio della Corte dei Conti, che potrà convocare l’udienza di parifica.

Un’altra anomalia già evidenziata dalla Corte dei Conti riguarda le partecipate: “Il quadro tendenziale allegato al Defr 2018-2020 non tiene conto degli enti regionali. Carente è il sistema dei controlli che non vengono effettuati sui bilanci degli enti”.

Secondo una nota dell’assessorato regionale all’Economia, il rendiconto 2018 segna la definitiva applicazione del d.lgs. n. 118 alla contabilità pubblica della Regione siciliana, una svolta nella costruzione delle partite di bilancio che contribuirà a rendere più trasparenti i conti della Regione, nonostante abbia dovuto farsi carico di un pesante disavanzo emerso dai documenti contabili della precedente legislativo.
La Giunta regionale con delibera n. 213 del 10 giugno 2019 ha approvato un primo rendiconto generale della Regione per l’esercizio 2018, che è stato trasmesso alla Corte dei conti per il rituale Giudizio di Parificazione in data 13 giugno.
Effettuato un primo esame la Corte dei conti, con Ordinanza n. 4/2019 del 24 giugno 2019, superando l’orientamento espresso nelle precedenti parifiche, l’opportunità di meglio esplicitare il risultato di amministrazione dell’anno 2018 con particolare riferimento alle sue distinte componenti: fondi vincolati e fondi liberi risalenti nel tempo ed ancora imputati nell’esercizio. Infatti, dall’esame del documento contabile, é emerso, anche a seguito di confronto con gli uffici della Ragioneria generale, che nelle quote vincolate extraregionali (fondi di provenienza statale o europea) del risultato di amministrazione il rendiconto generale esponeva importi negativi, dovendosi rilevare che la corretta gestione dei fondi vincolati extraregionali non può produrre importi negativi – cioè disavanzi – in quanto possono essere impiegate solo risorse puntualmente assegnate ed in misura non superiore alle assegnazioni medesime.
Quello svolto é stato un lavoro molto complesso e senza precedenti ed ha riguardato oltre 64 mila capitoli in uscita e 14 mila in entrata, per circa 30 esercizi finanziari coinvolgendo l’intera amministrazione finanziaria regionale. L’Assessorato regionale dell’Economia, peraltro, ha svolto anche un’ulteriore verifica analitica delle registrazioni contabili effettuate su ciascun capitolo interessato del bilancio regionale che tenesse conto delle imputazioni effettuate nel tempo, ed ha conseguentemente predisposto una nuova stesura del rendiconto generale, approvato dalla Giunta regionale con la delibera n. 281 dell’8 agosto 2019 e trasmessa alla Corte dei conti il 9 agosto scorso.
Dalla complessa attività di ricognizione contabile svolta dalla Ragioneria generale sulle rubriche dei diversi dipartimenti regionali sono emerse registrazioni inappropriate, nel senso delineato (in un primo tempo computabili in oltre 2,7 md di euro) – come precisato in gran parte risalenti ai primi anni ‘90 – poi ridottesi, con la collaborazione degli uffici che hanno definito le riconciliazioni contabili, a circa 400 milioni di euro (e questi ultimi in gran parte riconducibili a fondi vincolati riguardanti l’Assessorato alla sanità, oggi salute).

In esito a tale complessa attività della Ragioneria, peraltro completata in breve termine, le quote vincolate del risultato di amministrazione sono risultate pari a 3.623 milioni di euro (la prima stesura esponeva 3.210 milioni di euro) mentre il disavanzo delle quote libere è pari a circa 7,3 miliardi di euro e quindi maggiore di circa 400 milioni di euro rispetto alla quantificazione precedente (circa 6,9 miliardi di euro). Importo per il quale si dovrà procedere, se confermato in sede di parifica, al ripianamento nelle forme di legge.
Occorre segnalare che senza effetti di tali operazioni pluriennali (o, come ricordato in gran parte trentennali) il risultato di amministrazione della Regione può dirsi in equilibrio e più che soddisfacente, anche in considerazione degli effetti del disavanzo proveniente dalla precedente legislatura e di cui si è già in corso l’oneroso ripianamento. Si tratta di una scelta che ha così visto concorrere, pur nel rispetto dei ruoli e nel solco della cooperazione istituzionale, la Corte dei conti e la Regione siciliana che non solo determina la definitiva chiusura con le scelte contabili del passato, ma consente di conseguire la piena trasparenza economico-finanziaria.
Infine, per attenuare gli effetti finanziari dell’ineludibile ripianamento nei prossimi esercizi occorre, per quanto possibile, compensarne gli effetti con riduzioni delle diseconomie e puntando ad accrescere le entrate.