Contrasto mafia, Aldo Penna: “Grave lo stop al rimborso spese legali nelle cause intentate contro gli estorsori”

Aldo Penna, deputato M5s Camera, denuncia la gravità degli effetti della circolare che taglia i rimborsi delle spese legali di chi denuncia il racket del pizzo, attività che consente alla mafia di controllare il territorio, infiltrandosi nel tessuto economico locale.

In memoria di libero grassi“Il movimento antiracket che tanta parte sta avendo nella liberazione di vasti territori dal ricatto mafioso ha subito una battuta d’arresto provocata da una circolare ministeriale interpretativa della legge 512/99, legge che ha istituito il fondo per il risarcimento delle vittime e la copertura delle spese legali”, spiega Aldo Penna.
“La circolare ministeriale (ufficio vittime mafie) risale al 18 Gennaio e traccia un nuovo orientamento amministrativo che – come da mesi denunciano le associazioni antiracket – sta minando le basi e la ratio di una legge considerata un baluardo legislativo nella lotta alla mafia e nell’attività di assistenza alla vittime”.

Con questo atto incomprensibile è stato dato, afferma l’associazione Addiopizzo “un colpo di spugna all’attività di supporto processuale svolta dagli avvocati che hanno assistito negli ultimi anni e in molti processi decine di vittime di mafia ed estorsione”.
A molte di esse, infatti, non saranno più riconosciute dallo Stato le spese legali, così come invece è previsto fin qui, nonostante tali spese siano state stabilite da sentenze.

Penna sostiene la proposta di “un riconoscimento diretto esclusivamente alle vittime, che dunque dovrebbero tornare ad anticipare le spese legali nelle cause intentate contro gli estorsori.
L’effetto della circolare nel medio è lungo termine sarà infatti quello di scoraggiare le denunce da parte di esercenti e imprenditori.
Le neoministra dell’Interno Luciana Lamorgese si raccordi con il prefetto Cannizzaro che amministra il fondo per ridare certezza alle vittime e ai loro legali e far progredire così le denunce contro il racket, che si basano su un basilare assunto: la vittima deve trovare più conveniente denunciare che tacere”.

LINK:

Circolare Ministero Interno del gennaio 2019

La denuncia di Addiopizzo